Circolare sindacale (legge300/70)

Vittoria di Pirro

Con enfasi i giornali hanno definito "una svolta per i salari dei dipendenti capitolini" l'incontro fra il Commissario Tronca e i sindacati trattanti. Nella realtà la svolta c'è stata con l'entrata in vigore l'1/1/2015 del contratto unilaterale che ha tolto a ogni dipendente fra i 100 e i 300 euro al mese.

A nulla è valsa una lunghissima trattativa che non avrebbe dovuto nemmeno iniziare quando il 3 dicembre 2014 saltò fuori che gran parte dell'amministrazione guidata da Marino era coinvolta nel marciume di Mafia Capitale.

Fredda esecutrice del piano di rientro imposto alla città da Renzi, la controparte pur screditata ha tagliato salari e diritti, proseguendo nella demolizione del servizio pubblico con l'obiettivo di esternalizzare e appaltare quanti più servizi, dalle biblioteche ai canili, agli asili nido, ai giardini, ovviamente incuranti delle sorti di migliaia di persone e della loro professionalità.

Arriva Tronca ma la musica non cambia approvando un DUP sulla stessa lunghezza d'onda.

L'ultima vicenda in ordine di tempo, quella della non regolarità del fondo 2015 del salario accessorio e il rischio di non veder pagate prestazioni già rese, poi risoltasi con il tanto atteso "parere favorevole" dell'Avvocatura di Stato (e il beneplacito del Governo) è stato l'ennesimo tassello di una chiara strategia di terrorismo psicologico ben supportata da una diffusa campagna a mezzo stampa e cinetelevisiva. Secondo questa campagna il dipendente pubblico, in particolare comunale, avrebbe vissuto nel privilegio, nell'illegalità e nel facile guadagno.

Attenzione, ci dicono confortati da una opinione pubblica ben pilotata, da oggi si cambia.

Le "48" ore per licenziare chi viene colto in flagrante ad assentarsi immotivatamente dal lavoro in realtà sono uno strumento repressivo a largo raggio per intimidire non chi timbra e scappa (per quelli già ci sono le norme basta applicarle) ma tutti coloro che sono costretti a lavorare in condizioni sempre più difficili e che per questo motivo non ci stanno, protestano, denunciano, lottano. Senza contratti, senza diritti, ricattabili. Proprio come i privati. Il Jobs Act insegna.

Anche le agibilità sindacali vengono limitate e messe sotto accusa, addirittura le assemblee si configurano come "interruzione di pubblico servizio".

C'è poi la leggenda del "salario a pioggia". In realtà l'unica pioggia che in questi anni abbiamo visto è quella dei compensi dorati per dirigenti e consulenti, sui quali nonostante i rilievi del MEF nessun amministratore, né Marino né Tronca ha messo mano. Anzi, se il comune versa in così grandi difficoltà, perché Tronca appena insediato ha assunto nuovi consulenti? Dove sta l'opera di moralizzazione e di pulizia necessarie dopo mafia capitale?

In ultima analisi però l'attacco al dipendente pubblico serve ai governanti a smantellare ciò che resta del Welfare. Il servizio pubblico viene soppiantato dai privati (ovviamente i costi lievitano) e per giustificare questa operazione si riducono drasticamente le risorse causando, malgrado i grandi sforzi della maggioranza di lavoratrici e lavoratori che in molti casi hanno impedito il collasso totale, malfunzionamenti e disagi continui per l'utenza. Intanto dirigenti e               super-burocrati ingrassano alle spalle di tutti aumentando in numero e compensi mentre i dipendenti sono sempre meno e più poveri. Ecco perché secondo noi c'è stata una "vittoria di Pirro". Stanno preparando un contratto che riproporrà il velenoso meccanismo del "premio a chi merita". Sappiamo di cosa si tratta: carta bianca ai dirigenti per assicurarsi servilismo e supina accettazione delle scelte di smantellamento o esternalizzazione di servizi e attività.

Non vogliamo vendere la nostra dignità. Siamo persone, non macchine, i servizi alla città non possono essere fonte di lucro per nessuno, vogliamo mettere la nostra professionalità al servizio dei bisogni della gente e non di una casta di burocrati. Difendiamo una idea di bene comune che vogliono cancellare. Siamo solidali fra noi e con le persone che perdono lavoro, perdono casa, che non hanno assistenza sociale e sanitaria adeguate, che non trovano posto per i figli nei nidi e scuole comunali. Mafia Capitale e tutto il marcio ancora nascosto stanno affogando Roma nell'incuria, nel degrado, nell'abbandono. Stiamo con gli ultimi perché nessuno deve essere abbandonato in questa città. Vogliamo unirci con tutte e tutti coloro che pensano che i servizi comunali siano essenziali e che possono essere fatti funzionare nell'interesse dell'intera comunità cittadina, anche attraverso una alleanza lavoratori/cittadini che va costruita pazientemente.

Per ragionare di questi temi, per definire una piattaforma contrattuale giusta, per denunciare le disfunzioni dei servizi e cercare insieme soluzioni, siamo a disposizione come associazione sindacale di base per indire assemblee laddove ci verrà richiesto. 

We are one! Uniti e solidali, difendiamo la nostra dignità.

Roma, 20 gennaio 2016

ASBEL-CNL Associazione Sindacale di Base Enti Locali



 

Tell a Friend


25 maggio: riprese le trattative per il nuovo contratto decentrato di Roma Capitale
 

 a chi cerca e difende il lavoro;
a chi crede che salute e sicurezza non abbiano prezzo;
a chi lotta per un diritto, per sé ma anche per gli altri;
a chi mette al primo posto la dignità delle persone;
a chi sogna libertà e giustizia e la cerca in sé, negli altri, con gli altri;
a chi sente la solidarietà come un sentimento capace di migliorarci;
a chi accoglie come un dono
bambini, donne, uomini che fuggono da sventure e rovine;
a chi si impegna per cambiare in meglio la propria vita
e lo fa con amore e rispetto;
buon Primo Maggio.
Marco Ralli, Coordinatore Asbel-Cnl
 
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21 APRILE: assemblea unitaria dei sindacati di base in Campidoglio


 
4 aprile: firmato l'accordo quadro sui nuovi comparti di contrattazione

 
Lunedì 14 marzo assemblea di tutto il personale di Roma Capitale 

 
 

Roma non è un bancomat   (volantino della Rete LOTTA IN COMUNE)
 
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Solidarietà alle lavoratrici precarie dei nidi e delle scuole di infanzia di ROMA CAPITALE - Comunicato

Da anni le lavoratrici di nidi e scuole d?infanzia, in particolare le precarie, si battono contro ogni tentativo di privatizzazione e di taglio dei servizi educativi e scolastici comunali, previsto anche dal ?Tronca pensiero?.
Mentre nidi e scuole sono sottoposti a duri attacchi, anche per effetto di accordi unilaterali imposti dalle gestione Marino e ribaditi anche nella gestione commissariale, con il progressivo affidamenti di asili nido a gestione privata e non più a gestione diretta comunale, a partire dai nuovi asili nido da aprire a Roma Capitale, nonché della scelta di cedere le scuole d?infanzia comunali interne a scuole e istituti onnicomprensivi alla gestione statale, senza dare alcuna garanzia al personale, anche a tempo indeterminato insegnate di scuola dell?infanzia comunale, che sarebbe quindi in via di esubero o di possibile ricollocazione in altri compiti e funzioni, non riconoscendo nemmeno a loro la funzione docente (quindi considerandole ancora come ?maestre?, come le educatrici verrebbero riportate alle funzioni di ?assistenti di asilo nido? e non educatrici). Un ritorno culturale per i servizi della fascia 0-6 anni di decenni, in sintonia con la delega per il settore a livello nazionale della L. 107/2015 (la buona scuola che di buono ha poco o nulla) di cui questi provvedimenti sono la sperimentazione e anticipazione nella Capitale d?Italia, per vedere la futura ratifica con i provvedimenti normativi nazionali, oltre alla dequalificazione professionale, alla perdita di posti di lavoro e al danno anche per cittadini-e e utenti, per il servizio pubblico.  
Le gravi carenze di organico evidenziate anche negli ultimi comunicati di Tronca, vedono la necessità di almeno 1200 assunzioni su posti vacanti (in totale a Roma Capitale ci sono 8400 vuoti strutturali di organico).
D?altra parte non si è ancora trovato a Roma un sistema per garantire la possibilità di stabilizzazione alle precarie con più di 36 mesi di servizio, per una interpretazione limitativa della sentenza Europea di condanna del Governo italiano (sentenza del 26 novembre 2014) per il precariato delle scuole statali, né un meccanismo certo, trasparente e corretto per l?utilizzo delle lavoratrici per le sostituzioni e le supplenze sia di livello dipartimentale che di quello municipale, aumentando di fatto il carico di lavoro del personale in servizio nelle scuole e negli asili nido.
Contro tutto questo sfacelo, in occasione della giornata internazionale di lotta dell?8 marzo, dove è previsto uno sciopero generale (c.d. ?sciopero delle donne?),  le lavoratrici precarie si mobiliteranno con un presidio di protesta e di lotta dalle ore 14 alla Funzione Pubblica (palazzo Vidoni) e con una assemblea  alla sala del Carroccio in Campidoglio, sempre dalle ore 14.
La Rete ?LOTTA IN COMUNE?, esprime la sua solidarietà a tutte le mobilitazioni delle lavoratrici precarie e le invita a partecipare al Corteo cittadino del 19 marzo (ore 16 da Piazza Vittorio), dando un segnale chiaro di continuità delle mobilitazioni, sia specifiche che sui punti di piattaforma comuni.
Roma, 5 marzo 2016

Rete ?LOTTA IN COMUNE?
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29.2.2016: INCONTRO COL VICE-PREFETTO DI ROMA SUL DIVIETO DI MANIFESTARE NEI GIORNI FERIALI, CHE E' DIVIETO DI MANIFESTARE IN CORTEO IN CONCOMITANZA CON QUALSIASI SCIOPERO - REPORT
Comunicato stampa

A seguito della richiesta d'incontro inviata a dicembre 2015, le Segreterie ASBEL CNL, C.I.B. UNICOBAS, CUB ROMA e USB ROMA, sono state ricevute in data odierna dal Vice Prefetto Dott. Stefano Gambacurta per discutere il merito della Direttiva Prefettizia e il recente accordo sul Giubileo siglato il 24 novembre da organizzazioni datoriali e alcune O.O.S.S. che di fatto, secondo le O.O.S.S. firmatarie della richiesta, limitano fortemente il diritto di sciopero e di manifestazione.

Nel corso del confronto, ASBEL CNL, C.I.B. UNICOBAS, CUB ROMA e USB ROMA hanno sottolineato che la Direttiva Prefettizia viene spesso richiamata dalla Questura di Roma per negare o limitare i percorsi a manifestazioni e cortei inoltre, è stato sottolineato come il vietare lo svolgimento dei cortei in concomitanza a indizioni di sciopero, equivale a vietare l'espressione del pubblico dissenso che, nell'attuale situazione di crisi economica e occupazionale, rischia di innescare reazioni difficilmente controllabili. Nel corso della riunione abbiamo espresso la nostra perplessità a riguardo della mancata pubblicazione della Direttiva Prefettizia sul sito istituzionale e sulla ritrosia dimostrata per la consegna della stessa contestualmente, abbiamo ribadito la nostra contrarietà in merito ai contenuti della Direttiva chiedendone una sostanziale revisione.

Il Vice Prefetto dopo aver ascoltato le nostre rimostranze, ha dichiarato che la Direttiva non mira a vietare il diritto di sciopero o di manifestazioni, semplicemente intende regolarle a garanzie di tutte le parti sociali interessate. Sulla possibilità di revisione della stessa ha escluso nettamente tale possibilità e a domanda esplicita, ha dichiarato che la Direttiva Prefettizia non è stata concordata con le parti sociali ma è il frutto di una decisione del Prefetto.

ASBEL CNL, C.I.B. UNICOBAS, CUB ROMA e USB ROMA al termine dell'incontro che valutano totalmente negativo, hanno presentato una formale richiesta di copia conforme del Decreto Prefettizio, al fine di valutare la possibilità d'impugnare lo stesso e pianificare ulteriori interventi investendo le Istituzioni di Roma Capitale, Camera e Senato.

ASBEL CNL
C.I.B. UNICOBAS
CUB ROMA
USB ROMA
Roma, 29-02-2016

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Informiamo che la Prefettura ha convocato per il giorno 29 febbraio
i sindacati firmatari della seguente nota.

Al Prefetto di Roma
Dott. Franco Gabrielli

Al Commissario straordinario per Roma Capitale
Dott. Francesco Paolo Tronca

Oggetto: richiesta incontro in merito ai limiti posti all?esercizio 
di espressione, manifestazione e al diritto di sciopero, posti dalla 
Direttiva Prefettizia e dal recente accordo sul Giubileo

Egr. Commissario

Le organizzazioni sindacali firmatarie della presente chiedono un 
incontro urgente in merito ai limiti alla libertà di espressione, di 
manifestazione e al diritto di sciopero, imposti da una Direttiva 
Prefettizia e dal recente accordo sul Giubileo siglato il 24 novembre 
presso il MIT tra organizzazioni datoriali e alcune OOSS, nello 
specifico le categorie dei trasporti legate a CGIL, CISL e UIL.

Riguardo alla direttiva prefettizia, essa è stata più volte richiamata 
dalla questura di Roma per negare o limitare i percorsi e i luoghi che 
erano stati richiesti dal sindacalismo di base e dai movimenti sociali 
per tenere delle manifestazioni.

Riteniamo particolarmente grave e non democratico l?introduzione di 
limiti al diritto di espressione e di manifestazione, peraltro così 
perentori, e ancora più grave é che queste limitazioni entrino nella 
vita dei cittadini sulla base di un accordo pattizio stretto con alcune 
associazioni sindacali e con sigle politiche in gran parte scomparse. 
Si tratta di diritti civili e agibilità politiche e sindacali di carattere
universale, non ascrivibili a una sola parte della società.

Le organizzazioni sindacali qui raccolte sottolineano che pur svolgendo 
la propria attività nel tessuto sociale e produttivo della provincia e 
della regione, pur rappresentando decine di migliaia di lavoratori nel 
settore pubblico e privato, nonché migliaia di cittadini e lavoratori 
anche migranti organizzati sui temi della casa e dei diritti di 
cittadinanza, ancora non conoscono i contenuti esatti della direttiva 
prefettizia, salvo che per le limitazioni che ci sono state imposte.

Riguardo alla cosiddetta moratoria in materia di scioperi, segnaliamo 
che le difficoltà che stanno vivendo i lavoratori e i settori popolari 
della città sono destinate ad acuirsi a fronte della persistente 
politica di tagli ai bilanci locali e di sostanziale stagnazione del 
quadro economico. In questa situazione, l?aumento dei conflitti 
costituisce l?effetto inevitabile e tentare di comprimerlo attraverso 
limitazioni all?agibilità democratica corrisponde ad una messa in 
discussione degli assetti democratici della nostra società. In questo 
quadro l?accordo sul Giubileo siglato al MIT il 24 novembre scorso, 
lungi dal porsi nell?ottica di affrontare le ragioni dei lavoratori e 
dei cittadini, stabilisce una illegittima restrizione del diritto di 
sciopero, aggravando ulteriormente i limiti della legge 146/90.

Un anno così complicato come quello che si prospetta, tra l?accoglienza 
del grande evento giubilare e un pesante clima di guerra che si respira 
dopo i tragici eventi di Parigi, comporta la necessità che venga 
salvaguardato nella nostra città un clima di confronto tra tutte le 
forze e gli attori in campo, nessuno escluso.

Per questi motivi Vi rivolgiamo la richiesta di un incontro urgente con 
una delegazione rappresentativa delle nostre organizzazioni.

Certi della Vostra attenzione, restiamo in attesa.

Cordiali saluti


USB, CUB, Si Cobas, CIB Unicobas, ASBEL CNL



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