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Aderisci al seguente Appello: Uniti, con la Lotta e la Solidarietà possiamo uscire dalla crisi materiale e di valori Stiamo vivendo una crisi senza precedenti. Politiche dissennate speculatorie e militariste hanno indebitato gli stati fino al collo. In Italia questo si è combinato con livelli di corruzione, sprechi e spoliazioni dei beni comuni senza pari. Il governo e le sue cricche, complici di industriali e banche, vara una manovra che chiede enormi sacrifici, dopo i tanti già fatti, solo ai ceti più deboli, lavoratori, pensionati, giovani. L’attacco al pubblico impiego è quello finale: dobbiamo “pagare dazio”, dice Berlusconi. C’è un’opinione pubblica favorevole, condizionata da anni di campagne d’odio sui lavoratori pubblici “parassiti” sociali. Aumento dell’età pensionabile delle donne, blocco dei contratti per almeno tre anni, tagli al salario accessorio, blocco del turn-over, fuoriuscita dei precari. Intanto, a Pomigliano, la Fiat tenta di ricacciare indietro di quaranta anni le condizioni dei lavoratori. Il ricatto odioso dice: vuoi mantenere il posto ? Rinuncia a protestare e scioperare, aumenta l’orario e i turni, a costo zero. E’ un attacco alla dignità e alla vita delle persone che dovrebbero stare zitte anche davanti a rischi per la propria sicurezza e salute. Governo e industriali, sostenuti dalla grancassa mediatica, tifano per l’accordo capestro sostenendo che è l’unico modo per salvare i posti di lavoro. L’obiettivo è chiarissimo: aggirare lo Statuto dei Lavoratori e se questo avviene a Pomigliano sarà riproposto in ogni settore lavorativo. Maggiore fatica, meno sicurezza, meno salario, meno diritti e guai a chi protesta: abbiamo tollerato o fatto finta di non vedere autentiche schiavitù come a Rosarno, adesso tocca a tutti noi. C’è una crescente disumanizzazione della vita, per salvare i profitti di pochi (il 10% degli italiani detiene il 45% delle ricchezze, al restante 90% di persone rimane il 55%) si sacrifica la vita di tanti. Eppure stenta una reazione popolare, di massa. Evidentemente prevalgono sfiducia, passività, indifferenza ed egoismo fra la gente. E’ anche a causa del fatto che questi disvalori sono stati fatti propri da tante persone che abbiamo perso interesse e capacità di difendere il bene comune, di difenderci insieme. Facciamo prevalere le differenze, la paura dell’altro, siamo diventati insensibili verso le ingiustizie e razzisti verso immigrati e coloro che volta per volta definiamo come “diversi”. Siamo sull’orlo di un baratro e restiamo fermi a guardare. E’ urgente una reazione, a partire dalle persone più sensibili. Possiamo “esserci”, dire “no” a tutto questo, impegnarci fra la gente provando a scuoterla, per tornare protagonisti della nostra vita, del nostro futuro ? C’è bisogno di essere uniti e solidali, di una solidarietà autentica che parta dal riconoscerci come esseri umani: non ci stiamo a piegarci, abbiamo diritto a vivere felici. Questo tipo di solidarietà è l’estrema risorsa per fare fronte alla crisi che non è solo economica ma di valori. Una solidarietà che necessariamente va coniugata con la lotta per resistere. Abbiamo una prima occasione: lo sciopero del 25 giugno indetto dalla Cgil e sostenuto da alcune sigle di base. Invitiamo colleghe e colleghi, iscritti e non iscritti ai sindacati, invitiamo le associazioni sindacali, anche quelle di cui facciamo parte, a sottoscrivere questo appello e la proposta di scioperare il 25 giugno e scendere in piazza per aggregare umanamente un settore di lavoratori, sulla base di una forte spinta etica e ideale, unitaria e solidale, anche andando controcorrente rispetto alle logiche settarie e divisioniste delle sigle sindacali che, abbiamo visto, continuano a mobilitarsi separatamente assumendo la grave responsabilità di indebolire le mobilitazioni stesse. Può essere un inizio di risposta, da far crescere nei prossimi giorni, settimane e mesi, perché la crisi sarà lunga e profonda. Al contempo non coltiviamo alcuna illusione o fiducia nelle classi dirigenti, anche dei sindacati e dei partiti. La solidarietà umana di cui abbiamo bisogno deve sapersi autorganizzare e trovare strade alternative a difesa del bene comune, mai come oggi minacciato insieme alla stessa vita umana da un sistema oppressivo e vorace. Invitiamo perciò tutte e tutti a sottoscrivere, diffondere e promuovere il presente appello in preparazione delle mobilitazioni future. Roma, 17 giugno 2010. comunica la tua adesione a: marco.ralli@fastwebnet.it Primi firmatari: Marco Ralli, RSU reteComune e coordinatore Asbel-Cnl, Franco Bernabei, Licia Miscimarra, Manuela Gabriele, Mary Garau RSU reteComune, Assunta Potenziani, Fernando Figliolia, Nadia Bevini, Marcella Corsi, Cecilia Spetia, Renzo Dongiovanni RSU reteComune, Anna Cirilli, Piero Simoncelli, Sandra Scialis, Claudio Romanini, Marta Magini, Maria Formiconi, Paolo Portoghesi, Gianna Modesti, Antonella Luongo, Orietta Rossini, Antonella Barile, Giosuè Popolizio, Piero De Luca, Irene Calia, Francesco Baiocchi, Davide Russo, Marzio |