Ecco, di seguito, il testo integrale del documento inviato dal
Governo italiano al Vertice europeo dei Capi di Stato e di Governo a Bruxelles
PREMESSA
L'Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a
farlo. Quest'estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di
stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al
2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per
raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a
quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all'aumentato
avanzo primario, il nostro debito scenderà.
Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme
globale e coerente.
La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri
più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati
finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti,
il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area
euro.
Per quel che riguarda l'Italia, consapevoli di
avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo
seguito sin dall'inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.
Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno
di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi
adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad
altri Paesi.
Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a
ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata
non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a
governarli.
A. I FONDAMENTALI DELL'ECONOMIA
Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l'obiettivo del
pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato
ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.
Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del
PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del
PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l'estate in
tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una
correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari
rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo
primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l'aumento delle spese
per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto
debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell'anno in corso
sono coerenti con questi obiettivi.
È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010
il Pil italiano è cresciuto dell'1,5% e non dell'1,3% e, nei due anni della
crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3%
nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).
Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto
deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato
a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che
l'Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia
(dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al
10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).
In conclusione, nel 2010 l'Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento
largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.
B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA
Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla
crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del
bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.
Con questo obiettivo il Governo intende operare su
quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:
-Entro
2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e
all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli
produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
-Entro
4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e
regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;
-Entro
6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale
fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia;
-Entro
8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per
superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.
Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il
dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l'economia italiana.
Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che
eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che
è collocato in fondo alla graduatoria europea.
A riguardo, l'esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi
strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo
sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l'utilizzo e
ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea.
Tale revisione consentirà un'accelerazione, una riconsiderazione delle priorità
dell'uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l'Italia è disposta a chiedere
un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo
ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno
è definito in maniera evocativa "Eurosud" e nasce dalla convinzione che la
crescita del Sud è la crescita dell'Italia intera.
Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi
cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle
Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di
Riforma dell'Italia.
Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti
maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese,
segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più
stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga,
ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del
tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.
Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate
attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche
di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato
su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito
gruppo di azione.
Tale piano d'azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.
La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell'intero Paese
passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:
a. promozione e valorizzazione del capitale umano;
b. efficientamento del mercato del lavoro;
c. apertura dei mercati in chiave concorrenziale;
d. sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione;
e. semplificazione normativa e amministrativa;
f. modernizzazione della pubblica amministrazione;
g. efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia;
h. accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;
i. riforma dell'architettura costituzionale dello Stato.
a. Promozione e valorizzazione del capitale umano
L'accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove
INVALSI), definendo per l'anno scolastico 2012-13 un programma di
ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il
ruolo dei docenti (elevandone, nell'arco d'un quinquennio, impegno didattico e
livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e
reclutamento.
Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota
di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall'ANVUR e si accresceranno i
margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l'obbligo di
destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno
abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d'onore.
Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno
approvati entro il 31 dicembre 2011.
b. Efficientamento del mercato del lavoro
È prevista l'approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del
lavoro.
1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi
rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione:
a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei
giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento
delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle
imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.
2. Entro maggio 2012 l'esecutivo approverà una riforma della legislazione del
lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di
efficienza dell'impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti
per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più
stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali
contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come
indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro
subordinato.
c. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale
Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento
dell'Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione
della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà
generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in
accordo con gli enti territoriali.
Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla
concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e
dell'assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato
assicurativo sono state definite all'interno di una proposta di legge di
iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed
è attualmente all'esame del senato. Le misure concernenti i mercati della
distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge
n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento
legislativo quale il decreto che garantisce l'immediata efficacia degli
interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre
disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in
particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel
frattempo, fra i primi in Europa, l'Italia ha aperto alla concorrenza il mercato
della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati
nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per
l'affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei
comuni.
Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure
finalizzate alla liberalizzazione delle attività d'impresa e degli ordini
professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che
le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso
spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il
provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare
l'apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.
Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di
accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti
professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza
eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei
professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e
pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli
utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi
offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n.
98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la
Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà
proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da
presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto
legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente
regolato.
Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi
pubblici locali, con l'introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia
per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti,
locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa
sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.
Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo
italiano - riprendendo quanto già previsto dall'articolo 23 bis del DL 112/2008
- ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a
seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si
rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è
possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l'ente locale
affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di
concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato.
Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell'Autorità garante
della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al fine di
assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di
effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.
d. Sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione
Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede
di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende,
con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno
potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private
equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.
Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più
semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che
potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.
Forte impegno dell'esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse
non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per
gli investimenti in ricerca.
Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano
a pieno titolo nell'ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello
Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.
Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione
di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese
stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle
banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto
addizionale sull'indebitamento della Pubblica Amministrazione.
e. Semplificazione normativa e amministrativa
Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il
territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la
creazione dell'U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica
amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.
Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la
digitalizzazione del deposito dell'atto di trasferimento delle quote delle
società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e
degli organi di controllo.
I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla
completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le
certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo
nei rapporti tra privati.
I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e
proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano
recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.
Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà
completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione
settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e
monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l'attuazione del
programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da
obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la
disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli
incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi
relativi all'avvio e alla svolgimento dell'attività d'impresa. L'obiettivo è
quello di migliorare il posizionamento dell'Italia nella graduatoria
internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.
f. Modernizzazione della pubblica amministrazione
La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo
creando le condizioni perché la pubblica amministrazione sia pronta ad
accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non
di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la
meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena
attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar
modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione,
la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel
dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge
in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all'esame
della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la
completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto
individua una nuova governance per l'attività di prevenzione e contrasto della
corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema
puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della
pubblica amministrazione.
Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica
amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti
territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo
effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del
personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con
conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle
dotazioni organiche.
Contestualmente all'entrata in vigore della legge costituzionale recante
l'abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l'approvazione di
una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli
delle regioni e dei comuni.
g. Efficientamento e snellimento dell'amministrazione della giustizia
Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il
contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso
la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che
individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici
interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto
in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati
centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno
rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge
n. 111 del 2011. L'obiettivo è quello della riduzione della durata delle
controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.
h. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia
Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società
concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli
investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali
tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed
efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla
redditività dell'opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico
nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della
programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e
concentrando le risorse su progetti considerati strategici.
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune
opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo
al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei
concessionari dell'opera stessa. Inoltre sono previste una serie di
semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da
parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire
alle PMI un accesso facilitato.
Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione
delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti
italiani. Infine, sono previste norme mirate all'ottimizzazione delle gestioni
negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale
su gomma.
Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato
(attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui
prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo
indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle
nuove famiglie.
i. Riforma dell'architettura costituzionale dello Stato
Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma
costituzionale. Essa riguarda tanto l'assetto costituzionale dei poteri, quanto
la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e
una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.
Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l'Italia intende
giungere all'approvazione della prima lettura di tali disegni di legge
costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.
In particolare,
quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:
a.Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla
modifica dell'elettorato attivo e passivo per l'elezione al Parlamento nazionale
al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita
politica.
b.Due disegni di legge (all'esame del Parlamento) di riforma complessiva dell'organizzazione
dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla
riduzione significativa del numero dei parlamentari, all'abolizione delle
province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza
dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell'esecutivo e della
maggioranza.
Sul secondo versante, relativo alla
disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:
a.Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni
presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione
relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della
concorrenza, nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione
della valorizzazione dell'efficienza e del merito.
b.Un disegno di legge sull'introduzione del vincolo di pareggio di bilancio
sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.
A tal fine si deve ricordare che l'articolo 138 della Costituzione Italiana
impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi,
anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono
dei tempi minimi imprescindibili.
Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio,
non essendovi vincoli temporali nell'ambito della Costituzione.
C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE
Le pensioni
Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti
interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più
sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.
Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita
introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato
con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito
anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne
nel 2026.
Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l'accesso al pensionamento di
anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a
partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento
all'evoluzione della speranza di vita.
La delega fiscale e assistenziale previdenziale
Il provvedimento di iniziativa governativa è già all'esame del Parlamento e sarà
approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all'emanazione
dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere
la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento
programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le
risorse che saranno reperite con l'esercizio della delega per la riforma dei
sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore
fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad
oggi individuate.
Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell'anno 2012, 16 miliardi
nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per
dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di
salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell'attuazione della
delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno
ridotte del 5% per l'anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa,
anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del
Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle
finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa
l'accisa.
In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le
nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un
sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16
miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione
automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento
degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il
termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a
quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle
agevolazioni.
Le dismissioni
Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e
valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi
all'anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni,
gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di
privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno
utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.
La razionalizzazione della spesa pubblica
Il Governo ribadisce l'impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma
per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n.
148, in particolare per quanto riguarda: l'integrazione operativa delle agenzie
fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche
dell'amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo
da creare sinergie e ottimizzare l'uso delle risorse; il coordinamento delle
attività delle forze dell'ordine; la razionalizzazione dell'organizzazione
giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia
civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo
attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi
realizzati con cadenza trimestrale.
Debito pubblico
Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l'elaborazione di un piano
organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una
commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli
enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie
nazionali ed internazionali.
Il costo degli apparati istituzionali
Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i
costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il
2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione
delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un
significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi
rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche
elettive ai diversi livelli di governo.
Il pareggio di bilancio
Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di
bilancio è già all'esame della Camera dei Deputati. L'obiettivo è quello di una
sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.
Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e
finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle
coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa
disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della
legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il
miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare
con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.
Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie
Il Governo monitorerà costantemente l'andamento dei conti pubblici. Qualora il
deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi
il Governo interverrà prontamente. L'utilizzo del Fondo per esigenze
indifferibili sarà vincolato all'accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti
dei conti pubblici coerenti con l'obiettivo per l'indebitamento netto del
prossimo anno.
D. CONCLUSIONI
Siamo sicuri che, con l'impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci
troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l'intera Unione e la tenuta
stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o
quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un'Europa più forte
e più coesa.
26 ottobre 2011
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