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COORDINAMENTO NAZIONALE LAVORATORI

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Licenziamenti facili:

il Senato ha approvato l’arbitrato.

Il Senato ha dato il via libero definitivo al disegno di legge sul lavoro collegato alla Finanziaria 2010. In particolare il ddl tende alla inefficacia dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (legge 300/70), nel quale si prevede che nelle aziende con più di 15 dipendenti e nelle imprese agricole con più di 5, il giudice del lavoro può sentenziare l’annullamento del licenziamento considerato illegittimo e ordinare l’integrazione del lavoratore al posto di lavoro. In sintesi, il lavoratore che ritiene di essere stato licenziato senza giusta causa o giusto motivo può ricorrere al magistrato. Con questo disegno di legge si va nel senso opposto e, più precisamente, l’art. 31 prevede due possibilità per ricorrere all’arbitrato: 1) la prima prevede l’inserimento della misura nei contratti collettivi stabilendone i limiti; 2) il singolo lavoratore potrà accettare un accordo che inserisce nella sua lettera o contratto di assunzione il ricorso all’arbitrato per risolvere le controversie anche “secondo equità”.

Con questa impostazione legislativa saranno sicuramente aggirate le tutele contenute nello Statuto dei Lavoratori, in particolare l’art. 18. Ma anche quelle che regolano le retribuzioni e le ferie. Si afferma infatti la figura giuridica dell’arbitrato obbligatorio creando, in questo modo, un perverso meccanismo nel quale il contratto di lavoro sarebbe vincolato alla rinuncia da parte del lavoratore dei propri diritti. Nel silenzio più assordante, quindi, sta procedendo lo smantellamento dei diritti dei lavoratori conquistate nel secolo scorso. Ma se tutto questo avviene NON è solo perché i sindacati confederali (e non solo) sono complici se non venduti alle controparti politiche e datoriali; NON è solo perché i governi di centrodestra (ma anche di centrosinistra) fanno riforme che sono vere e proprie controriforme; NON è solo perché i padroni continuano ad arricchirsi sfruttando il lavoro anche con migliaia di morti all’anno;

tutto questo avviene anche perché non c’è più solidarietà tra i lavoratori e le lavoratrici e non si sviluppano più grandi lotte collettive. Fermiamoli. Siamo ancora in tempo.

 

Roma, 5 marzo 2010                                      Il Coordinatore Nazionale

                                                                                                                                                                        Aurelio Speranza