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Il 6 aprile Governo e sindacati hanno raggiunto l'accordo per rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici.
SERVIZIO STAMPA ASBEL-CNL
l'accordo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego
il Memorandum sul lavoro pubblico
la nota indirizzata dal Governo all'Aran
Sono state trovate le risorse che mancavano nella Finanziaria 2007 ed è stato calcolato che l'aumento medio a regime, dal 1 gennaio 2007, sarà di 101 euro lordi mensili.
Naturalmente questa cifra varierà da comparto a comparto e per gli enti locali deve considerarsi una cifra lorda prossima agli 85 euro medi.
Inoltre sulla somma grava la prospettiva che una parte dei soldi finisca nella produttività, quindi per tutti la cifra base di aumento potrebbe essere più bassa e la differenza potrebbe andare a premiare pochi "fortunati".
Del resto insieme all'accordo per rinnovare i contratti (e comunque per avviare la trattativa vera e propria il Governo emanerà nei prossimi giorni apposite direttive di negoziazione all'Aran, in assenza delle quali Cgil-Cisl-Uil confermerebbero lo sciopero del 16 aprile) è stato siglato in via definitiva il Memorandum sul lavoro pubblico che, fra le altre cose, ribadisce l'introduzione di sistemi di valutazione e premianti.
Per quanto riguarda un nostro più approfondito commento al Memorandum, rimandiamo al nostro precedente comunicato.
Lo stanziamento complessivo dell'accordo firmato oggi a Palazzo Chigi e' di 3711 milioni per il 2008, così suddivisi:
per il settore statale 1386 milioni di euro;
per i non contrattualizzati del settore statale 658 milioni di euro;
per il settore pubblico non statale lo stanziamento 1667 milioni di euro di cui 851 milioni per il servizio sanitario nazionale.
In definitiva, in attesa di vedere nero su bianco come verranno "spalmati" tra i vari comparti gli aumenti, registriamo molto negativamente il fatto che governo e sindacati abbiano concordato di "saltare" tutto il 2006, pur essendo il nostro contratto scaduto il 31/12/2005.
L'unica piccola somma che verrà calcolata per il 2006 sarà l'indennità di vacanza contrattuale, corrispondente a 10-15 euro al mese.
Considerato il ritardo con cui gli aumenti arriveranno rispetto alla scadenza contrattuale, considerato che l'anno 2006 viene "regalato" ai nostri datori di lavoro, considerato che gli aumenti non prevedono alcun recupero effettivo sul costo della vita ma solo rispetto all'inflazione programmata, è davvero sconfortante assistere al balletto di gioia dei vari sindacati firmatari, visto che i nostri stipendi, grazie a questo rinnovo contrattuale, continueranno ad essere di gran lunga i più bassi d'Europa.
Persino un sindacato che si dichiara "non concertativo" come RdB ha apposto la sua firma su questo accordo "a perdere" portando a sua giustificazione il fatto di non aver comunque sottoscritto il Memorandum. Peccato però che l'accordo per rinnovare i contratti, su cui invece RdB ha messo la sua firma, richiami con forza proprio l'applicazione del Memorandum e dei suoi obiettivi.
Dove è andata a finire la coerenza ? Oppure in pubblico è possibile dire NO a tutto e tutti e quando si tratta di firmare ci si dimentica le posizioni assunte davanti ai lavoratori ?
Certamente, di fronte alla crisi battente che attanaglia le famiglie di lavoratori, anche pochi euro in più in tasca hanno la loro utilità.
Sono soldi però assolutamente insufficienti, non bastano a rimettere in sesto i nostri già magri bilanci familiari, e sono destinati ad essere immediatamente riassorbiti dalla lunga serie di aumenti tariffari e dei prezzi che salgono molto più di quanto stabilisca l'ufficiale e governativa "inflazione programmata".
Soprattutto emerge, ancora una volta, la distanza abissale tra le lavoratrici e i lavoratori da una parte e i sedicenti "rappresentanti sindacali" dall'altra, ormai completamente incapaci di mettersi in sintonia con la vita della gente.
Cambiare, però, è possibile. Riportiamo per intero l'ultimo parte del nostro ultimo volantino:
"Ci vogliono togliere la possibilità di pensare, sognare, cambiare. Serve reagire, per iniziare a cambiare. Ognuno di noi può fare la sua parte contro le piccole e grandi ingiustizie.
E’ un problema di coscienza e di unità, di alleanza improntata alla solidarietà fra tutte e tutti noi che subiamo ogni giorno, ma che spesso ci facciamo noi stessi portatori di valori egoistici e distruttivi.
Una alleanza solidale, fra chi sta in basso, per aiutarci, sostenerci reciprocamente, scegliere di lottare per un cambiamento radicale della nostra vita, di questa società malata.
CAMBIARE E’ POSSIBILE, Per il bene di tutte e tutti.
Cambiare è possibile, quando le persone, dal basso e in piena autonomia, anche sul posto di lavoro, si incontrano, iniziano a comunicare, costruiscono comunità basate su valori positivi di solidarietà.
Accade con il comitato NO TAV in Val di Susa. Accade con il comitato NO DAL MOLIN contro la base militare USA di Vicenza. Sono esempi da cui apprendere (e con cui solidarizzare) al di là del loro esito: la gente, con l’auto-attività, nel lottare e dire BASTA alle ingiustizie, costruisce legami umani nuovi, solidali. Riprende fiducia e inizia a cercare, insieme, una via d’uscita alla crisi e una rinnovata ragione di impegno sociale, fuori da ogni logica politica mortifera. "