Il 17 ottobre tre sindacati di base, la Cub, la Conf. Cobas e l'SdL hanno indetto lo sciopero generale del pubblico e del privato. Sono interessati dunque i lavoratori, anche precari, di tutte le categorie: trasporti, pubblico impiego, aziende private, servizi, ecc.
Lo sciopero è stato indetto per protestare contro l'attacco ai dipendenti pubblici, contro la riforma peggiorativa della scuola, per la stabilizzazione dei precari, per aumenti salariali adeguati al costo della vita, per la difesa dei servizi e dei beni pubblici.
In assenza di un confronto al nostro interno l'asbel-cnl non ha preso una posizione ufficiale.
Con questa nota voglio però portare un elemento di valutazione rispetto alla scelta dei nostri iscritti se scioperare o meno, un fatto nuovo che si aggiunge al già lungo elenco di azioni antipopolari adottate dall'attuale governo.
E' di oggi la notizia che il ministro Sacconi intende cambiare le regole del diritto di sciopero nel pubblico impiego e questo annuncio, non casualmente, viene fatto appena prima dello sciopero del 17 e degli scioperi che hanno già preannunciato Cgil,Cisl,Uil.
In sostanza le nuove regole cancellerebbero un diritto scritto sulla carta costituzionale ma già fortemente limitato dalle regole scritte con la legge 146/90:
- obbligo di svolgere una consultazione referendaria fra i lavoratori per poter indire lo sciopero;
- comunicazione in anticipo della volontà di scioperare da parte del singolo lavoratore;
- comunicazione alle prefetture dei nominativi degli scioperanti;
- passaggio delle competenze a sanzionare comportamenti non leciti dal datore di lavoro alle prefetture;
- introduzione dello sciopero "virtuale": il lavoratore "in sciopero" presta regolare servizio con una fascia di protesta al braccio. Pur lavorando perde comunque la paga giornaliera.
- ampliamento dei tempi di intervallo tra uno sciopero e un altro, anche se di categorie diverse.
Queste regole autoritarie, se passeranno, ridurranno di fatto i lavoratori pubblici a servitori di enti "monocratici" in cui cioè il potere di sindaci, amministratori, ministri, saranno pressoché assoluti. Altro che proteste sui decreti Brunetta ! Perdere il diritto di sciopero significa non avere più strumenti per difendere tutti gli altri diritti. Non possiamo permetterlo !
Ritengo, pertanto, che il 17 sia comunque un'occasione, non l'unica e non risolutiva, per cominciare a dare una risposta a questo attacco pianificato a 360° alle nostre condizioni di lavoro e di vita.
A quante e quanti, iscritti e simpatizzanti dell'asbel-cnl, vogliono scioperare, diamo appuntamento in piazza venerdì 17 con il nostro striscione e quello unitario di reteComune alle ore 10,00 a piazza della repubblica.
Il coordinatore asbel-cnl, marco ralli