Incidenti sul lavoro: quando le
vittime vengono uccise due volte.
Sono passati nemmeno due anni dall'ennesimo, grave incidente
sul lavoro del nostro paese.
Il 26 novembre 2006 a Campello sul Clitunno quattro lavoratori,
Manili Maurizio, Coletti Giuseppe, Mottini Tullio e Todhe Vladimir sono morti
in una esplosione mentre pulivano una cisterna di stazionamento dell'olio.
Il Sig. Marco Bazzoni - Rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza - ha diffuso una email di Lorena Coletti, sorella di una delle
vittime, con la quale rende nota una
ingiunzione che Giorgio Del Papa, amministratore delegato della Umbria
Olii ha inviato ai familiari delle vittime, chiedendo loro un risarcimento
di 36 milioni di euro (avete capito bene, trentaseimilionidieuro). Da un lato,
infatti, in 250 pagine i periti della procura sostengono le responsabilità
della Umbria Olii e la causa scatenante del gas esano. Dall’altra l'azienda
passa all'attacco grazie ad una perizia richiesta dall’azienda al tribunale
civile, e svolta da un consulente locale che riscontra come causa
dell’incidente l’uso del saldatore. Anche questo succede in Italia, che le
vittime divengano colpevoli, nonostante l'evidenza di un incidente favorito
dal super-lavoro, dalla stanchezza psico-fisica e dal non rispetto delle norme
in materia di sicurezza. Per esprimere solidarietà ai familiari delle vittime
è possibile inviare una mail a
bazzoni_m@tin.it
Roma, 30 giugno 2008. SERVIZIO STAMPA ASBEL-CNL.