Il movimento dei lavoratori è chiamato
a reagire alle politiche antipopolari dell'Europa e del governo italiano:
Le lavoratrici e i lavoratori
stanno subendo in questi mesi una offensiva senza precedenti.
Il governo italiano si accinge
a varare una manovra Finanziaria (proprio oggi è stato anticipato che le
misure già decise verranno integrate in quanto insufficienti a coprire il
fabbisogno di bilancio) di lacrime e sangue: pesantissimi tagli agli enti
locali che si tradurranno in aumenti delle tariffe e riduzione dei servizi al
cittadino; tagli alla spesa sanitaria; tagli al pubblico impiego che
colpiranno le risorse disponibili per i contratti integrativi; tagli (leggi
"licenziamento") per decine di migliaia di precari delle amministrazioni
pubbliche che hanno contratti a tempo determinato; ulteriore svendita della
cosa pubblica (attraverso le cartolarizzazioni).
Allo stesso tempo l'Europa si
accinge a discutere la "direttiva Bolkestein" che richiede ai governi europei
di liberalizzare ogni tipo di servizio (acqua, energia, salute,
istruzione, ecc.) e consentirebbe ad una impresa di applicare ai lavoratori il
trattamento contrattuale meno favorevole.
Con un costo della vita a
livelli ormai insostenibili, salari inadeguati, servizi sempre più cari, non
si può consentire ai governanti, agli imprenditori, di mercificare e vendere
tutto, la vita stessa. Vita che, d'altra parte, per molti esseri umani vale
sempre meno, basti pensare all'infame trattamento riservato nei nostri CPT
agli immigrati che arrivano in cerca di fortuna (vedasi
il resoconto del
giornalista dell'Espresso di qualche giorno fa).
E' tempo di reagire, dunque.
marco ralli, coordinatore asbel-cnl.