Home


Noi realtà e persone della solidarietà, dell'associazionismo, del volontariato laico e religioso, dell'antirazzismo, rivolgiamo a tutti un:

APPELLO DI SOLIDARIETA'

Con gli abitanti del Roma Residence di Via Bravetta




Quella del Roma Residence è una storia di ghettizzazione, di speculazione, di soprusi ai danni di migliaia di persone di ogni provenienza. Ma è anche la storia di una ricerca di dignità che ha bisogno della solidarietà e del sostegno di tutta la gente onesta, di buona volontà che vive in questa città e in questo Paese.

Il  Roma Residence di via Bravetta è un enorme caseggiato di proprietà dell'imprenditoria Mezzaroma la cui gestione è stata condivisa negli anni e in alterne vicende dal Comune di Roma. 

Dentro ci hanno vissuto per anni tantissime persone e famiglie italiane in attesa di una sistemazione abitativa tra cui famiglie in assistenza alloggiativa dal Comune di Roma e famiglie e persone di tante provenienze.

La storia di questa nostra gente è di chi in un caseggiato sempre più fatiscente e somigliante ad un ghetto ha cresciuto i propri figli e di persone che hanno cercato di condurre la propria vita sgomitando nelle sacche di criminalità che via via si sono insediate minacciando la vita degli abitanti del Residence e dell'intero quartiere. Se tutta questa gente sta ora pagando le conseguenze di questa situazione, massimamente sono penalizzati gli immigrati, in generale e da sempre più esposti.

E' la storia di una speculazione infinita ad opera del proprietario dell'immobile Mezzaroma nel silenzio lungo anni del Comune di Roma.

Da mesi ormai  la decisione di entrambe le parti è quella  di chiudere il Residence. In questo tempo alle vaghe promesse del Comune mai messe per iscritto, di contribuire a trovare una sistemazione per chi è stato al Residence con regolare contratto di affitto si contrappone una drammatica realtà che non ci può vedere in silenzio. In questi giorni infatti abbiamo assistito al primo vero sgombero di centinaia di persone che si sono trovate improvvisamente in strada. Si tratta di famiglie per la maggioranza Rom, che in questi giorni sono scese in lotta per chiedere un diritto elementare e vitale, una casa o un campo dove poter vivere. Sono famiglie con bambini che hanno da due settimane lasciato i banchi di scuola perché non hanno più una casa. Ci sono neonati che stanno soffrendo le notti all'aperto e la cui salute e incolumità è sempre più a rischio.   Dando un esempio che potrà essere importante per tutti, queste persone  si sono unite e hanno deciso di presidiare permanentemente piazza Ara Coeli (vicino piazza Venezia) cacciando esponenti della criminalità sempre Rom che volevano infiltrarsi nella loro protesta. A queste famiglie si sono aggiunte famiglie italiane anch'esse come tutti gli attuali abitanti del Residence, sotto minaccia di sgombero. Intorno a questa gente coraggiosa  ci stringiamo, sostenendo le loro richieste, perché il Comune di Roma che nella vicenda del Roma Residence ha gravi responsabilità si assuma la sistemazione di tutti gli abitanti che sinora non hanno un'alternativa abitativa.

Ci stringiamo solidali con la gente di ogni provenienza che sta vedendo minacciata la propria vita dagli interessi politici ed economici che soffocano questo Paese e questa città e che vogliono combattere la disgregazione e la criminalità e chiediamo insieme un incontro urgente con il Sindaco Veltroni:

- perché gli abitanti del Roma Residence già in strada abbiano immediatamente una soluzione abitativa

- perché tutti coloro che ancora risiedono al Roma Residence vi rimangano fino a che non ci sia per loro una sistemazione adeguata dove possano trasferirsi.

 Il nostro appello e la solidarietà di tutti coloro che risponderanno potrà significare un primo passo per affermare e difendere la vita e la dignità delle persone come principale e comune interesse umano che tutti abbiamo.

Per info e adesioni 3396879147, 3291607779, 3381424508, 3388103338

www.a3f.org   www.weareallmigrants.org

Adesioni all'appello (al 2 novembre 2006):
Associazione antirazzista e interentica "3 FEBBRAIO"; WAM (We are All Migrants); Comunità Rom del Roma Residence; Stefano Montesi (giornalista); Socialismo Rivoluzionario (Roma); Associazione Occupiamoci di...; Comunisti Italiani (Labaro); USI-AIT; Marco Ralli (RSU del Comune di Roma, Coordinatore Asbel-Cnl); Lucio Conte (Consigliere Municipio VII); Comunisti Italiani (Federeazione di Roma); Associazione ROM "NOVAVITA"; Teresa Comirho, Davide Battrizia,Imma Castaldo, Giusi Palomba, Alessandra Capodanno, Ambra Facconi, Dèboru Leira, Lorenzo De Pasqualis, Pape Dian, Maria Eugenia Mongini (Avvocato), Partito Umanista, Massimo Reggio (RSU del Comune di Roma, Coordinatore di reteComune, On. Ferdinando Bonessio (Gruppo consiliare Verdi per Veltroni), Adriana Spera (Capo Gruppo consiliare Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea), Pasquale Vilardo (Avvocato, Giuristi Democratici), Flora Rossi (Associazione Bambini afro italiani), Nando Singona, assemblea delle/degli iscritti Asbel-Cnl.
 

Si riporta il testo dell'adesione inviata da Marco Ralli:

"Agli abitanti del Roma Residence, alle associazioni di volontariato, alle
comunità in lotta

esprimo tutta la mia solidarietà a voi e a tutte le persone che in questo
momento vivono, soffrono e lottano per il diritto alla casa, per condizioni
di vita dignitose.

E' inaccettabile, sul piano umano prima ancora che politico, che
l'Amministrazione comunale, il Sindaco Veltroni, che non mancano occasione
per presentare Roma come capitale dell'accoglienza, assistano in silenzio al
dramma di centinaia di persone gettate in mezzo alla strada, senza diritti,
senza sostegno alcuno.

E' inaccettabile ma, allo stesso tempo, non sorprende, considerato l'enorme
distanza che c'è tra le parole di questa giunta cittadina e i fatti, che
parlano di sgomberi di forza, addirittura internamento in strutture comunali
adibite sul momento a CPT e successiva espulsione come nel caso di pochi
giorni fa nei confronti di circa 300 rumeni che erano accampati sulle rive
del Tevere a Ponte Marconi.

Di fronte a questa politica, di accoglienza a parole, di sgomberi ed
espulsioni di fatto, è decisivo da un lato che le comunità prive di alloggio
e di diritti sappiano autodeterminarsi e lottare uniti contro le ingiustizie
(compreso le ingiustizie interne alle comunità stesse, come dimostra il
coraggio della comunità ROM del Roma Residence che ha cacciato gli elementi
criminali sempre ROM che volevano infiltrarsi), dall'altro che i cittadini
sinceramente democratici, le associazioni della società civile, gli
antirazzisti, si schierino apertamente facendo fronte comune per il diritto
di ogni abitante della nostra città ad una vita pacifica e dignitosa in cui
vengano garantiti il diritto alla casa, alla salute, alla scuola, al
reddito.

Pertanto aderisco all'appello di solidarietà e mi propongo per quanto
possibile di farlo conoscere."

Marco Ralli, RSU del Comune di Roma, Coordinatore Asbel-Cnl