DIAMO VALORE AL LAVORO:

PIU’ DIRITTI, PIU’ SALARIO

21 MAGGIO, PREPARIAMO DAL BASSO

LO SCIOPERO DEL PUBBLICO IMPIEGO

 

            Gli aumenti per il rinnovo contrattuale 2002-2003 sono arrivati solo a biennio scaduto e sono stati assolutamente inadeguati (+5,56%) rispetto alla crescita del costo della vita nel periodo (+10%, dati associazioni consumatori). Per il nuovo biennio 2004-2005 il governo ha stanziato risorse ridicole (+3,70%) sulla base del tasso di inflazione programmata. I sindacati Cgil-Cisl-Uil, che hanno sulla coscienza la vicenda del comparto del trasporto locale - chiusa con un accordo contestato dalla maggioranza dei lavoratori che non recupera nemmeno l’inflazione reale - questa volta sembrano alzare la voce, chiedendo aumenti complessivi dell’8% e proclamando sciopero del pubblico impiego per il 21 maggio. La verità è che i rinnovi contrattuali avvengono sulla base degli accordi di luglio 1993 tra l’allora governo Amato e Cgil-Cisl-Uil.

            E’ sulla base della cosiddetta “politica dei redditi”, avviata undici anni fa, che i nostri aumenti salariali sono stati vincolati ai “tassi di inflazione programmata” anziché al reale andamento dell’inflazione. Questo elemento, unito alla perdita di quel meccanismo di parziale e automatico recupero salariale che era la scala mobile, ha determinato negli ultimi dieci anni la perdita del 20% di potere d’acquisto dei nostri stipendi. In Europa i nostri stipendi medi sono buoni ultimi, assieme a Portogallo e Grecia. Tutto questo mentre le politiche governative continuano a favorire le grandi ricchezze.

            E’ arrivato il momento di aprire una grande vertenza nel paese per un salario dignitoso, per mettere da parte una “politica dei redditi” che non premia la crescita di produttività dei lavoratori, mentre favorisce l’arricchimento delle aziende.

            Al tema del salario crediamo che vada agganciata la qualità del lavoro. In questi anni gli enti locali hanno subito ristrutturazioni profonde all’insegna della massima flessibilità. Una politica giustificata da presunte esigenze di risparmio di spesa. Tradotto sul piano delle risorse umane abbiamo assistito, per i lavoratori a tempo indeterminato degli enti locali, ad un crescente appiattimento tramite il blocco dei percorsi verticali e l’equivalenza delle mansioni, eccetto settori di responsabilità (come le posizioni organizzative o le alte professionalità) a cui sono indirizzate gran parte delle poche risorse accessorie disponibili. Il blocco delle assunzioni ha completato la politica di risparmio di spesa. Mentre è avvenuto questo, però, gli enti hanno aggirato i vincoli di bilancio procedendo all’utilizzo massiccio di manodopera precaria, attraverso le nuove forme contrattuali (tempo determinato, LSU, interinale, collaborazioni coordinate e continuative, contratti di formazione e lavoro). Sul piano delle politiche dei servizi c’è stata l’ubriacatura delle “privatizzazioni” costate molto denaro pubblico a fronte, spesso, del peggioramento del servizio per i cittadini. Il risultato di questa politica contraddittoria da parte degli enti, avallata con pochi distinguo da cgil-cisl-uil, è che oggi la nostra categoria è più povera, debole e divisa, con servizi di qualità peggiore, mentre esplode il problema di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori precari con meno diritti e meno salario e perciò più ricattabili dai datori di lavoro.

 

            Per queste ragioni crediamo che, stavolta, pur divisi dai vertici di cgil-cisl-uil per via delle politiche di svendita da loro condotte in questi anni, sia necessario il massimo di unità dalla base delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego con due obiettivi:

 

1)     sul piano nazionale, per un rinnovo contrattuale che rompa la logica della “politica dei redditi”, aprendo la strada ad aumenti salariali che portino i nostri stipendi base a livello degli standard europei e per la cancellazione di quegli odiosi istituti che dividono i lavoratori (posizioni organizzative, alte professionalità);

 

2)     sul piano locale/aziendale, per la valorizzazione delle risorse interne, contro la logica delle esternalizzazioni e per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari.

 

 

13 maggio 2004                                                                              Coordinamento ASBEL-CNL

 

Associazione Sindacale di Base Enti Locali aderente alla

Confederazione Nazionale Lavoratori

Sede Naz. V. G. Lanza, 111  –  00184 Roma     Tel. 06/4882660 – 4882600  Fax 06486409

Fax 1786038011 - Cell.  3493118167

http://www.asbel-cnl.it    e-mail :  sindacatoentilocali@asbel-cnl.it

 

Home