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Il 18 giugno il presidente Berlusconi e il ministro Tremonti hanno presentato un ponderoso documento di programmazione economica e finanziaria per gli anni 2009-2013.
Una prima rapida lettura mette in luce che, al di là del linguaggio accattivante (si persegue l'"interesse generale" e non di pochi), le reali intenzioni sono quelle di un drastico taglio delle spese sociali.
Il taglio dell'Ici porterà forti ripercussioni sui bilanci comunali nonostante lo storno di fondi dallo stato, con inevitabili conseguenze sui servizi locali.
Nella Pubblica amministrazione, attraverso il blocco del turn-over, la soppressione della stabilizzazione per i precari e altri processi di riorganizzazione arriveranno tagli per complessivi 13 miliardi di euro . Si punta a ulteriori 14 miliardi di tagli nei ministeri. A questo si aggiunga che nonostante l'inflazione reale viaggi intorno al 3,7%, per i rinnovi contrattuali il governo propone aumenti dell'1,7%.
Il documento va inoltre letto nel quadro degli interventi annunciati su più fronti: tentativo di svuotare di significato la contrattazione nazionale che si allungherà a tre anni di vigenza e che verrà via via soppiantata dalla contrattazione diretta fra datore di lavoro e lavoratore su aspetti significativi quali orario di lavoro, produttività, mansioni, ecc.
Il dipendente pubblico, in quanto geneticamente fannullone, dovrà ricevere un trattamento speciale sulla malattia: dopo il decimo giorno dovrà produrre certificazione delle asl. L'orario di controllo domiciliare avrà la copertura 8-13 e 14-20 e varrà anche domenica e festivi. Il lavoratore potrà essere licenziato anche in assenza di condanna definitiva.
Per quanto riguarda la normativa sull'orario di lavoro, essendo passata già la direttiva europea che consente le 65 ore settimanali, dobbiamo aspettarci una completa deregolamentazione contrattuale con forte incidenza anche sul piano dei rischi connessi alla sicurezza sul lavoro.
Roma, 26 giugno 2008.
SERVIZIO STAMPA ASBEL-CNL