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IL GOVERNO PRODI VARA UN DPEF ANTIPOPOLARE

Il Governo Prodi prepara una manovra economica per il 2007 da 35 miliardi di euro (70.000 miliardi di vecchie lire), per riportare il deficit sotto il 3%. La manovra è incentrata su tagli prevalenti in quattro settori: pubblico impiego, previdenza ed enti locali.
Previsto inoltre il taglio del cuneo fiscale di 5 punti di Pil a partire dal prossimo anno.
Sul piano della previsione dell'inflazione programmata è stata indicata nel valore del 2%, molto inferiore a quella attuale rilevata dall'Istat.
Le linee guida della prossima Finanziaria contenute nel Dpef 2007-2011 sono state illustrate dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa il 6 luglio ai dirigenti di CGIL-CISL-UIL. Il 7 luglio il decreto è stato varato dal Consiglio dei Ministri.
Una manovra, quindi, incentrata su pesanti tagli alla spesa sociale, resta da capire solo l'entità e i costi che dovranno sostenere i lavoratori.
I sindacati confederali hanno reagito timidamente, soltanto richiamando la necessità di "concertare" con il governo.
Dentro la Cgil si distingue la posizione del segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi:
"Se il governo va avanti con questo Dpef non ci può essere che un'unica risposta: lo sciopero generale. Il sindacato non ha governi amici, ma valuta le politiche adottate. La Fiom riparte con la propria iniziativa indipendente e deve essere chiaro che non c'è nessun collateralismo tra le nostre posizioni e quelle di Rifondazione Comunista. Il sindacato non deve tener presente né le posizioni del governo né della sinistra, poiché non siamo sponsor né di di Prodi né di Bertinotti".
Cremaschi ha anche parlato delle missioni militari all'estero: "Sulla questione della pace ribadiamo il no a rimanere in Afghanistan".
 
Dopo anni di arricchimento facile da parte dei ceti abbienti e di immiserimento della classe lavoratrice, dopo politiche guerrafondaie e razziste, è ora di cambiare davvero, ma il nuovo governo ci sembra rimanere nel solco del precedente.
La parola, dunque, deve necessariamente tornare ai lavoratori, ai giovani, ai pensionati, agli immigrati, per promuovere dal basso iniziative unitarie che facciano emergere un'altra idea di società: più giusta, libera, solidale, pacifista.
 
Roma, 10 luglio 2006.                                                                        Marco Ralli, Coordinamento Asbel-Cnl