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IL CROLLO DEI FONDI PENSIONE 

La crisi galoppante ha un "pregio", quello di portare alla luce i tanti inganni che gli strateghi del liberismo e delle privatizzazioni più sfrenate, gli apologeti delle "magnifiche sorti e progressive" del libero mercato, hanno ideato per abbindolare milioni di lavoratori e lavoratrici.

In questi giorni sta infatti esplodendo la "bolla" dei fondi pensione, stiamo parlando di quei fondi costituiti appositamente per convogliare il TFR dei lavoratori in forme di gestione privata.

Per fortuna che ai dipendenti degli enti locali questa fregatura ancora non è toccata !

Per quanto ci riguarda da sempre siamo accaniti oppositori del transito del TFR (dal rendimento forse "basso", ma sicuro) ai fondi integrativi che per costituzione sono soggetti a mille condizionamenti del mercato e pertanto non in grado di soddisfare la principale aspettativa del lavoratore, vale a dire poter contare su una liquidazione sicura, qualunque sia l'andamento dei mercati e dell'economia.

Così, facili cassandre, negli anni abbiamo denunciato i pericoli basandoci sull'esito concreto di numerosi fondi, in particolare negli USA o in Argentina dove hanno una storia più lunga, dove abbiamo assistito a fallimenti che hanno gettato in rovina migliaia di lavoratori. Denunce che non ci stancheremo di fare.

Resta inteso che la tabella riportata dà l'idea della perdita reale per gli iscritti ai fondi, mentre non ci dicono nulla degli enormi guadagni dei gestori, perché si sa che anche ciò che per noi comuni cittadini rappresenta un cattivo investimento, per gli operatori finanziari rappresenta fonte di un colossale guadagno. Le nostre perdite e i loro guadagni vanno di pari passo.

Diamo dunque un'occhiata a quanto pubblicato dall'Espresso del 9 aprile e... meditiamo, meditiamo ! (P.S. speriamo che meditino anche Cgil, Cisl, Uil, primi sostenitori della “necessità” di costituire i fondi pensione in tutte le categorie)

Roma, 3 aprile 2009.                    SERVIZIO STAMPA ASBEL-CNL