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GENOVA
2002
Il verbale
della riunione del Forum Sindacale tenutosi a Genova il 19 luglio 2002
Dal dibattito che si
è svolto nel forum tematico “lavoro, diritti, precarietà” sono emersi alcuni
punti centrali, comuni a tutti gli interventi, che prefigurano per l’autunno
un percorso di lotta che investa non solo l’ultimo accordo neocorporativo,
il “Patto per l’Italia”, ma che integri tra loro i vari contenuti su cui le
lotte sociali e sindacali degli ultimi mesi si sono espresse.
La reale convergenza che si è registrata nel corso della discussione
consente di prefigurare una piattaforma realmente antiliberista e
anticapitalista sulla cui base sia possibile costruire dal basso non solo
forti iniziative di sciopero generale e generalizzato ma anche momenti di
conflitto in ambito categoriale e territoriale in modo da coinvolgere
l’intera società.
Una piattaforma che abbia come tema centrale la lotta per i diritti non solo
dei lavoratori ma di tutte le persone e che quindi rivendichi con forza la
cancellazione della legge Bossi-Fini, che non costituisce soltanto una
misura razzista e liberticida ma anche un attacco ai diritti di tutti, che
imponga la difesa intransigente della democrazia in tutta la società e nei
luoghi di lavoro, garantendo a tutti una rappresentanza liberamente eletta
ed ai lavoratori il diritto di esprimersi sulle piattaforme e sui contratti,
che estenda a tutti i lavoratori le tutele dello statuto dei lavoratori, che
abbandoni la strada fallimentare della concertazione e della moderazione
salariale e introduca la rivendicazione del reddito di cittadinanza, che
tuteli realmente i lavoratori precari e si opponga con decisione alle
privatizzazioni.
Su queste questioni, tutte centrali e che attraversano i vari soggetti
dell’opposizione antiliberista, andrà aperta in tempi ravvicinati una
discussione, il più allargata possibile, al fine di individuare le modalità
di impegno nelle lotte d’autunno delle espressioni del sindacalismo di base,
delle parti più sensibili ed impegnate del sindacalismo confederale, dei
fori sociali e dei diversi soggetti del movimento insieme, auspichiamo,
all’intera CGIL, ma senza condizionamenti né tentazioni egemoniche.
Su questo percorso, partecipato e democratico, pensiamo che tutte le realtà
del movimento possano riconoscersi. |