COMUNICATO STAMPA

 “L’INFLAZIONE (AL 2,4 PER CENTO) NON E’ PREOCCUPANTE,ANZI, E’ SOTTO CONTROLLO”, AFFERMA L’INEFFABILE MINISTRO MARZANO ! ALLORA PERCHE’ NON SI AUMENTANO AL 2,4 PER CENTO,SIA L’INFLAZIONE PROGRAMMATA, OSTINATAMENTE  FISSATA ALL’1,4, CHE I REDDITI  ?  

IL GOVERNO E’ A CONOSCENZA CHE LA MAGGIORANZA DELLE FAMIGLIE, CHE VIVE CON UN REDDITO INFERIORE A 10.000 EURO L’ANNO, NON RIESCE A VIVERE NEPPURE CON UN CAROVITA AUMENTATO DEL 2,4 PER CENTO ?

 

     L’Istat (inusualmente), è stata costretta da una parvenza di decenza,a correggere i dati di agosto sull’inflazione,che non era ferma al 2,3,ma era al 2,4 per cento su base annua,e l’indice armonizzato europeo viaggiava al 2,6 per cento,mentre l’inflazione reale per la maggior parte delle famiglie monoreddito,che rappresentano il 47,5 per cento delle famiglie,che guadagna poco più di 10.000 euro l’anno,è certamente superiore al 10 per cento. Il 57,2 per cento delle famiglie infatti (il 32,8 guadagnava 1 anno fa fino a 20 milioni di lire,il 24,4 fino a 30 milioni di lire),aveva nel 2001 un reddito netto fino a 30 milioni di vecchie lire (15.500 euro circa),e deve fare molta fatica per quadrare i conti della spesa con aumenti ed arrotondamenti: come fa l’Istat a difendere un paniere, che pesa poco più dell’1 per cento sui servizi bancari ed assicurativi,quando le 2 voci incidono per 1.150 euro sul bilancio,ossia per il 7 per cento sul bilancio famigliare ? E’ la prova provata di un paniere artificiale che non rispecchia la realtà dei consumi delle famiglie ! E come fa il “ministro economista di stampo liberista” prof. Marzano ad affermare la consueta litania che ci ha propinato negli ultimi 12 mesi,quasi evocando il carovita a due cifre,ossia che:”l’inflazione non è preoccupante,anzi è sotto controllo” ? Vi è un solo modo per rilanciare il circolo virtuoso, più consumi,più produzione per effetto della domanda: aumentare i redditi delle famiglie,dare più salari e più pensioni,rinunciando a difendere quell’intoccabile feticcio dell’inflazione programmata all’1,4 per cento,per far ripartire l’economia italiana che viaggia verso la stagnazione. Il Governo corregga quei dati “lunari” dell’1,4 per cento e faccia autocritica su una politica economica disastrosa che sta portando il Paese sull’orlo del disastro,perché non è l’ottimismo dei ministri Marzano e Tremonti ad aiutare l’Italia ad uscire da una crisi che colpisce soprattutto i più deboli ed indifesi.

FAMIGLIE PER NUMERO DI PERCETTORI E CLASSI DI REDDITO NETTO ANNUO

(Fonte Istat - Annuario Statistico Italiano 2001)

  1 PERCETTORE 2 PERCETTORI 3 PERCETT. E PIÙ TOTALE
Totale famiglie

47,5

39,6

12,9

100,0%

CLASSI DI REDDITO 
FINO A 20.000.000 (in lire)

52,5

18,4

4,1

32,8 %

20.000.001 – 30.000.000

30,7

21,1

11,0

24,4 %

30.000.001 – 40.000.000

10,2

21,5

16,8

15,5 %

40.000.001 – 50.000.000

3,1

17,9

17,0

10,7 %

OLTRE 50.000.000

3,5

21,1

51,1

16,6 %

TOTALE

100,0

100,0

100,0

100,0 %

                                                                                                                                          

Roma,16.9.2002                                                                                                                          


COMUNICATO STAMPA

 

INFLAZIONE: + 2,6 % L’ARMONIZZATO DI AGOSTO. AVEVAMO RAGIONE NOI !

LE BATTAGLIE DEI CITTADINI PER FAR QUADRARE I BILANCI FAMIGLIARI,

LO STRAORDINARIO SCIOPERO DELLA SPESA,SCOMBINANO LE PREVISIONI

E RIALZANO I DATI SUL CAROVITA,CHE PER L’INTESA E’ DEL 4 PER CENTO !

 

     Adesso anche l’Istat,che ad agosto aveva rassicurato i cittadini su una impercettibile crescita del carovita (+0,1 per cento) si è accorta che l’aumento era dello 0,2 per cento, e che l’indice armonizzato europeo, è arrivato al 2,6 per cento,a dimostrazione che avevamo ragione noi dell’Intesa dei Consumatori, nel denunciare aumenti ed arrotondamenti dei prezzi non rilevati o scarsamente rappresentati nel paniere ufficiale !

     I dati corretti del carovita al 2,4 per cento ad agosto,ampliano ancora sia il divario di 1 punto secco con l’inflazione programmata dal Governo dell’1,4 per cento,che con i parametri fissati dalla Banca Centrale Europea al 2 per cento nei Paesi dell’area Euro,ostacolando una manovra di abbattimento dei tassi di interesse, attesa dai mercati,per ridare ossigeno all’economia.

     Altro che “mere ragioni statistiche”,come si afferma,hanno indotto l’Istat a correggere  dati alla “camomilla” di agosto: è stata la mobilitazione spontanea dei cittadini, che non riescono più a quadrare i conti ed arrivare a fine mese,lo straordinario sciopero  della spesa del 12 settembre effettuato in un clima difficile,le battaglie che l’Intesa dei Consumatori (Adoc,Adusbef,Codacons, Federconsumatori) ha iniziato dal 7 gennaio u.s., a far correggere dati statistici ancora troppo sottovalutati: sono credibili i pesi di circa lo 0,50 % sul paniere, dei servizi bancari ed assicurativi ?

      Se il costo medio di una polizza RC Auto per una media cilindrata è di circa 750 euro e tale costo incide su un reddito di 15.000 euro per il 5 per cento; se le spese per un conto corrente bancario con 11 operazioni mensili,ammontano a 400 euro l’anno,con una incidenza del 4 per cento sullo stesso reddito,se il 47 per cento delle famiglie, vive con un reddito fino a 16.000 euro,è credibile un paniere Istat che assegna il peso dello 0,50 per cento, ai servizi bancari e assicurativi  ?

      L’Intesa dei Consumatori,che ha iniziato la battaglia dei prezzi dal settembre 2001 monitorando centinaia di supermercati ed esercizi commerciali, che già da allora non effettuavano corrette conversioni dalla lira all’euro,al contrario di altre associazioni che andavano a braccetto con il Comitato Euro e con le  suadenti rassicurazioni del Governo,ritiene necessario estendere l’accordo “prezzo amico” sottoscritto con la Confesercenti  e che ha fatto scuola se oggi,decine di catene di supermercati e della grande distribuzione (PAM,PANORAMA,AUCHAN,LA RINASCENTE, ECC.), annunciano e pubblicizzano sulla stampa i prezzi “bloccati”.

 

ADOC                          ADUSBEF                    CODACONS                 FEDERCONSUMATORI

Carlo Pileri                   Elio Lannutti                 Carlo Rienzi                   Rosario Trefiletti

 

Roma,16.9.2002 

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