Vale 1,9 miliardi, più
della metà dal giro di vite su enti pubblici e ministeri. Tremonti:
"Niente drammi, deficit sotto controllo"
Via alla manovra correttiva. Berlusconi:
"Solo tagli alle spese"
(Fonte: www.repubblica.it)
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra
correttiva sui conti pubblici del 2005. Vale complessivamente 1,9
miliardi di euro, 1.150 milioni di questi sono composti da tagli di
spesa.
"Il governo lavora con rigore sul contenimento della spesa pubblica ma
in una prospettiva di rilancio e di crescita dell'economia", assicura
il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, confermando il varo
degli interventi correttivi taglia spese "con l'accordo di tutti i
ministri interessati". E aggiunge: "Si tratta di una riduzione della
spesa pubblica. Non tocchiamo assolutamente le tasche dei cittadini".
"Io continuo ad essere ottimista sullo stato di salute dell'economia",
insiste il premier, criticando le stime che spesso vengono fornite
dagli istituti di ricerca: "Io continuo a non prendere sul serio i
dati del Pil".
"Nulla di drammatico, un normale taglia-spese - aggiunge il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti - si sono fatte molte drammatizzazioni,
ipotesi ispirate da varie logiche politiche che ci vedono francamente
tranquilli su quell'obiettivo", cioè il rapporto deficit/Pil al 4,3%.
Il decreto riduce del 30% i fondi per i consumi intermedi della
pubblica amministrazione che non sono stati ancora utilizzati. Per i
ministeri il taglio è mirato: il testo del decreto prevede un elenco
dettagliato delle riduzioni per singolo dicastero.
Sul fronte delle entrate, accanto all'allungamento dell'ammortamento
dei beni materiali strumentali per le reti di energia, c'è una norma
per semplificare le procedure per le dismissioni immobiliari per
immobili non abitativi.
Intanto dalla Finanziaria sparisce la "tassa sul tubo", sulle reti di
distribuzione delle società del settore energia. Il decreto fiscale
sui conti pubblici che il governo ha appena approvato prevede una
nuova norma che consente di accelerare le imposte pagate dalle grandi
imprese energetiche diluendo in più anni gli ammortamenti possibili
per le spese materiali della costruzioni delle reti, sia del gas, sia
elettriche.
La nuova norma garantirebbe gli 800 milioni previsti dalla Finanziaria
e consentirebbe quindi di modificare, successivamente, il testo della
manovra 2006 senza modificarne gli effetti.
(14 ottobre 2005)