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la manovra economica del Governo

Dopo l’incontro con le parti sociali, dalle notizie emerse, si profila una manovra da 24 miliardi di euro, 12 per il 2011 e 12 per il 2012 ma che, secondo alcuni, alla fine potrebbe essere più consistente se si considerano anche alcuni rifinanziamenti per il 2010, come quello per le missioni internazionali di pace.

Ecco in sintesi le misure allo studio previste dal governo:

- TAGLI A MINISTERI. La sforbiciata lineare è del 10% ma su alcune voci, come formazione o missioni, si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un esplicito “divieto” per le sponsorizzazioni. Giro di vite sulle auto blu.

- TAGLI AI PARTITI. Il tema è ancora in discussione. La bozza di Tremonti prevede di dimezzare il contributo per le spese elettorali e uno stop alle quote annuali se c’è uno scioglimento anticipato delle Camere. I politici eletti che hanno incarichi nella pubblica amministrazione dovranno accontentarsi di rimborsi spese e gettoni al massimo di 30 euro.

- PAGAMENTI E TRACCIABILITA’. Torna il tetto a 5.000 euro per i pagamenti in contanti (ma alla fine dovrebbe attestarsi a 7.500 euro) e arriva l'obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro.

- LOTTA EVASIONE. I comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati.

- ENTI LOCALI. Tagli pesanti, circa 5,5 miliardi di euro, per gli enti locali. Tagli inoltre di almeno 4,2 miliardi per le regioni. Ambedue queste misure avranno ripercussioni sui servizi alle persone ed alle imprese, a partire dalla sanità e dall’assistenza.

- TASSE SU BONUS MANAGER. Salgono le tasse sulle stock option, le azioni date ai dirigenti delle società, ma anche sui “bonus” dei manager e dei banchieri che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.

- TEMPI SPRINT PER CARTELLE. L'accertamento e l'emissione del ruolo diventano contestuali rendendo più corto il tempo per contestazioni e ricorsi. In questa norma potrebbe essere inserita anche l'inversione dell'onere della prova, come già fatto per i capitali detenuti all'estero.

- STRETTA SUL GIOCO CLANDESTINO. L'evasione dell'imposta sui giochi, una volta accertata, avrà riflessi anche ai fini delle imposte dirette. Nasce l'Agenzia che sostituisce i Monopoli e entrano in campo per i controlli a fianco dell'Aams, l'Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza.

- CONDONO EDILIZIO E CASE FANTASMA. Confermata la sanatoria sugli immobili fantasma. Si ipotizza però un ampliamento di questa norma. Come in tutti i condoni la proposta potrebbe arrivare in Parlamento in sede di conversione del disegno di legge.

- PENSIONE INVALIDITA’ a partire da invalidità riconosciuta dell'80%. Sotto questa soglia niente benefici. Previsti anche 200.000 controlli l'anno.

- IRAP ZERO PER NUOVE IMPRESE SUD. Le regioni del Mezzogiorno avranno la possibilità di istituire un tributo proprio sostitutivo dell'Irap con riferimento alle imprese avviate dopo l'entrata in vigore del decreto legge con l'opportunità di ridurre o azzerare l'Irap.

- STOP TURN-OVER P.A.
Confermato per altri due anni.

- TAGLI A MINISTRI. Lo stipendio verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Taglio del 10% anche per i magistrati del Csm.

- MANAGER P.A., SFORBICIATA 5-10%. Sotto i fari gli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro. Ma sulle soglie possibile qualche ritocco finale.

- INSEGNATI SOSTENGO. Congelato l'organico.

- CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO. Congelati i vecchi contratti al 3,2% e niente rinnovo per il prossimo biennio.

- DIVIDENDI A RIDUZIONE DEBITO. A partire dal 2011 500 milioni di dividendi che arrivano dalle società statali saranno impiegati per la riduzione degli oneri sul debito pubblico. La parte eccedente andrà invece a riduzione del debito.

- TAGLI A COSTI POLITICA PRO CASSA INTEGRAZIONE. Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, serviranno a finanziare la Cassa Integrazione.

- PENSIONI. Si confermano le indiscrezioni sul rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l'accelerazione dei tempi per l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione.

... E sul Pubblico Impiego ?

  • Per gli anni dal 2010 al 2013 le retribuzioni complessive, compreso il salario accessorio, non possono superare quelle del 2009.
    Questo significa non solo il mancato rinnovo dei Contratti Collettivi Nazionali del triennio 2010/2013 ma anche il blocco della contrattazione integrativa dal 2009, sulla quale era già intervenuto, con tagli pesanti, il decreto legge 112/2008. Occorre però vedere il testo dell’articolato per constatare se possano esserci anche riduzioni di retribuzione in relazione ad aumenti derivanti dalla contrattazione avvenuta nel 2010 relativa agli anni precedenti. Sicuramente ciò potrebbe essere vero per le Agenzie Fiscali ed il Ministero dell’Economia. In ogni caso vi sarebbe il congelamento, senza successivo recupero, degli automatismi per il personale docente e non docente della Scuola. Si tratta di scatti di anzianità triennali dall’importo medio di circa 1.600 euro annui che nel prossimo triennio riguarderanno non meno di 290.000 unità, che in tal modo avranno una sostanziale riduzione di retribuzione.
  • I rinnovi contrattuali relativi al biennio 2008/2009 non possono prevedere aumenti superiori al 3,2%.
    Si rischia un effetto retroattivo che potrebbe riguardare tutti i Contratti collettivi già firmati ed in particolare quelli dei dipendenti degli enti locali e della sanità che prevedono risorse aggiuntive.
  • Blocco del rinnovo dei  contratti  triennali 2010/2013, come conseguenza dell’Accordo Separato del 22 gennaio dello scorso anno. In base a quell’accordo separato, il valore economico era pari a non meno di 7 miliardi. Viene confermata l’Indennità di vacanza contrattuale (pari a 10 euro) e quindi alla manovra occorrerebbe aggiungere circa 5,5 miliardi di euro, non stanziati per il rinnovo contrattuale, come contributo richiesto ai lavoratori pubblici.
  • Taglio delle retribuzioni per i dipendenti pubblici (dirigenti, professionisti, medici, etc.) pari al 5% fino a 90.000 e del 10% sopra i 130.000.
  • Riduzione del 50% della spesa del 2009 per contratti a tempo determinato, co.co.co., interinali, etc.
    Con questa misura, che non riguarda la Scuola, si riduce pesantemente la spesa per tutti i contratti ‘flessibili’ che riguardano lavoratori o collaboratori delle amministrazioni pubbliche il cui posto di lavoro, o la fonte di reddito, viene pesantemente messa in discussione (circa una ogni due). Secondo i dati del Conto Annuale della Ragioneria Generale nel 2008 questi lavoratori sarebbero non meno di 210mila.
  • Estensione del limite delle assunzioni.
    Continua anche per il 2013 il regime della sostituzione limitata del turn-over con evidenti ricadute non solo per le amministrazioni ma anche per la stabilizzazione dei lavoratori precari in possesso dei requisiti di legge.
  • Riduzione delle finestre per il pensionamento.
  • Accelerazione dell’aumento dell’età pensionabile per le lavoratrici pubbliche.
  • Liquidazioni del pubblico Impiego.
    Due le ipotesi allo studio: a) congelamento al 31 dicembre 2010 e Tfr dal primo gennaio 2011; b) spalmatura in 3 anni da una certa cifra in su.
  • Tagli per le spese per consulenze, studi, etc.
  • Sembrerebbe invece saltata sia la norma che prevede, in tema di protezione Civile, l’abrogazione della disciplina dei ‘Grandi Eventi’ ed il controllo della Corte dei Conti; sia la soppressione di Difesa Servizi spa (esternalizzazione di funzioni strategiche della difesa).
  • Scioglimento degli Enti.
    Si tratta di un lavoro in progress. Allo stato sembrerebbe presente la soppressione di: Ipsema, Ipost, Ispel, Isfol, Ice, Ente della Montagna. Mentre si sarebbero sciolte provincie con meno di 220.000 abitanti.  
  • Salute e Sicurezza.
    Non si applicano alle pubbliche amministrazioni norme fondamentali per la prevenzione contenute nel Testo Unico su salute e sicurezza in tema di valutazione dei rischi.