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Dichiarazione di Giorgio Cremaschi
(Segretario Fiom-Cgil) sulla Finanziaria: più ombre che luci.
(2 ottobre 2006)
In attesa di fare conti precisi sugli effetti delle misure decise dal Governo
francamente non condividiamo gli entusiasmi sindacali per la manovra.
In essa le ombre, i tagli e le tasse rinviate agli Enti locali, rischiano di
superare le luci, la redistribuzione fiscale di alcune quote di reddito.
Si tratta in particolare di sapere cosa avviene in concreto non solo per le famiglie monoreddito, ma anche per le tante famiglie dove entrambi i coniugi lavorano e che non paiono ricevere particolari giovamenti dall’intervento sulle aliquote. I ticket sulla sanità e sulle ricette sono poi iniqui e colpiscono il diritto alla salute e alla prevenzione. Ma su tutto questo incombe poi grande come una casa l’incognita pensioni.
Oggi diversi esponenti del Governo hanno sottolineato che Cgil, Cisl e Uil con un memorandum (vedi sotto) si sono assunti vincoli pesanti per intervenire sull’età pensionabile e sul sistema delle pensioni.
Se fosse vero che il taglio delle pensioni è solo rinviato, e la mancata trasparenza sui contenuti del memorandum permette qualsiasi preoccupazione, allora saremmo solo di fronte ad un’ingiustizia differita.
Per tutte queste ragioni ci pare che il giudizio sindacale sulla Finanziaria dovrebbe essere più prudente e tenere più conto del malessere e della preoccupazione profonda che ci sono nei luoghi di lavoro. È bene ricordare che, il sindacato, o almeno la Cgil, non ha alcun mandato per dichiararsi disponibile all’aumento dell’età pensionabile, nemmeno sotto la copertura degli incentivi.
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Dal sito
www.rete28aprile.it:
"Abbiamo ricevuto in forma anonima il presunto "memorandum" che Cgil-Cisl e Uil
avrebbero firmato con il governo sulle pensioni. Lo pubblichiamo sul sito in
forma integrale e senza alcun commento, nè responsabilità alcuna da parte della
redazione, sino a verifica dell'attendibilità dello stesso."
Memorandum d’intesa tra Governo e CGIL CISL UIL
Obiettivi e linee di una revisione del sistema previdenziale
1. Le riforme introdotte a partire dagli anni ’90 hanno permesso di realizzare
un sistema previdenziale pubblico in grado di assicurare equità sociale. Tale
sistema include meccanismi volti a garantire la sostenibilità finanziaria nel
lungo periodo. Il sistema che si andrà consolidando si basa sul principio
contributivo che assicura ai lavoratori ed alle lavoratrici flessibilità e
incentivazione. E’ strutturato con un primo pilastro pubblico a ripartizione,
che eroga la prestazione pensionistica per tutti i lavoratori e le lavoratrici,
e un secondo pilastro a capitalizzazione ad adesione volontaria, che eroga una
prestazione pensionistica integrativa di quella pubblica.
2. Pur in presenza di risultati significativi conseguiti con il processo di
riforma degli anni ’90 alcune importanti problematiche non hanno ancora trovato
soluzione. Oggi occorre avviare, con le opportune gradualità – soprattutto nella
fase di transizione verso l’assetto finale – specifici interventi al fine di
completare il processo di riforma della Legge 335/95 assicurandone la
sostenibilità finanziaria. In tale contesto occorre, in particolare, migliorare
il sistema pubblico, soprattutto per ciò che riguarda il rapporto tra
generazioni.
3. E’ di fondamentale importanza la definizione e la realizzazione di una
qualificata ed efficace politica negli altri campi del sociale: servizi sanitari
e assistenziali per gli anziani; prestazioni di integrazioni al reddito e di
contrasto alla precarietà; sostegni per i cittadini in condizioni di disagio.
Tutto ciò è legato al reperimento di risorse capaci di garantire tali
interventi.
4. Il completamento del processo di riforma terrà conto del cambiamento del
quadro demografico ed economico determinatosi dopo al riforma del 1995. Il forte
aumento dell’aspettativa di vita e la flessibilità e precarietà del mercato del
lavoro hanno determinato condizioni nuove che si riflettono sul sistema
previdenziale.
5. Questi elementi fanno emergere una molteplicità di problemi che richiedono
soluzioni diverse. L’aumento dell’aspettativa di vita sollecita soluzioni che
diano la possibilità di continuare a svolgere un’attività di lavoro. Ciò
richiede una coerente politica articolata su molteplici piani: lavoro part-time,
formazione, un mercato del lavoro meno ostile ai lavoratori più anziani ect.
Tutto ciò nell’ambito di un sistema pubblico strutturato con la regola del
pensionamento flessibile, idonea ad incentivare la prosecuzione volontaria
dell’attività lavorativa di uomini e donne.
6. Il consolidamento del sistema previdenziale italiano può far beneficiare il
Paese della maggiore forza di lavoro secondo gli obiettivi dell’agenda di
Lisbona (giovani, donne, immigrati e prolungamento della vita attiva tenendo
conto delle attività maggiormente usuranti). Deve conseguire contemporaneamente
più obiettivi:
- assicurare l’equità sociale e la sostenibilità finanziaria;
- migliorare le prospettive per i giovani sia a breve che a lungo termine;
- garantire a tutti gli anziani pensioni di importo adeguato;
7. E’ decisivo che in Italia decolli la previdenza complementare; nonostante
vari interventi legislativi, il ruolo dei fondi di pensione a capitalizzazione
resta modesto. Uno sviluppo strutturale e su larga scala della previdenza
complementare, a partire dalla contrattazione collettiva, contribuisce a fornire
adeguate condizioni reddituali alle future generazioni di pensionati. Tale
sviluppo passa necessariamente per l’utilizzo volontario del flusso di
contribuzioni ora accantonate per il trattamento di fine rapporto.
8. Il completamento del processo di riforma sarà attuato in coerenza e in
parallelo con lo sviluppo di altre componenti dello stato sociale che in Italia
non sono ancora abbastanza sviluppate: tra queste, in particolare, le politiche
assistenziali e gli ammortizzatori sociali. La revisione deve essere coerente
con interventi riguardanti il mercato del lavoro. Occorre a) dare sostegno ai
giovani nella fase iniziale dell’attività lavorativa, in cui la flessibilità e
la precarietà ampiamente diffuse possono determinare carenze contributive, e b)
agevolare i lavoratori anziani dando loro la possibilità di forme di lavoro
volontarie e flessibili.
9. Il completamento del processo di riforma avverrà secondo le seguenti linee
guida:
a) (Sistema contributivo) Sostenibilità del sistema pensionistico nel medio e
nel lungo termine, che richiede la piena applicazione del regime contributivo e
il rafforzamento di criteri che legano l’età di pensionamento all’importo della
pensione tenendo conto della dinamica demografica ed economica e salvaguardando
la flessibilità nell’accesso alla pensione in aderenza al principio introdotto
dalla Legge 335/95;
b) (Sistema retributivo) Aumento della possibilità di scelta basato sulla
flessibilità dell’età di pensionamento, incentrato su misure che favoriscano
l’allungamento della permanenza nel mercato del lavoro;
c) Rimozione delle restrizioni all’attività lavorativa degli anziani superando
il divieto di cumulo;
d) Ricerca di soluzioni volte ad assicurare ai pensionati trattamenti di importo
adeguato (rivalutazione dei trattamenti in essere, revisione del requisito
minimo di pensione a calcolo, potenziamento delle forme di solidarietà nel
sistema previdenziale);
e) Pieno decollo della previdenza integrativa per tutte le categorie dei
lavoratori, inclusi i dipendenti pubblici;
f) Estensione delle tutele sociali e contributive dei giovani con occupazione
precaria e discontinua;
g) Completamento dell’armonizzazione del sistema contributivo per le varie
categorie di assicurati;
h) Superamento dei privilegi ancora esistenti all’interno del sistema
pensionistico;
i) Avvio di un processo di riordino e razionalizzazione degli enti
previdenziali;
j) Rafforzamento del contrasto all’evasione contributiva anche attraverso
l’estensione del Documento Unico di Regolarità Contributiva e dei Servizi
ispettivi.
Il Governo e le OO.SS si impegnano ad aprire a decorrere dal primo gennaio 2007
un confronto sulle tematiche oggetto del memorandum, con l’intento di giungere a
un accordo entro il 31 marzo dello stesso anno.