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Comunicato
Associazione antirazzista e interetnica ‘3 febbraio’
Mai più tragedie nel mare
Sono ormai milioni gli immigrati costretti a viaggi disumani su carrette del mare o via terra per giungere a realizzare il loro sogno nel nord del mondo. Fuggono dalle guerre, dalla fame con la speranza di migliorare la vita. Purtroppo a causa delle leggi razziste degli Stati non hanno il diritto di circolare liberamente e sono costretti a viaggi di questo genere in mano a sfruttatori e criminali senza scrupoli. Non hanno la libertà di poter prendere un qualsiasi mezzo di trasporto come fa la gente di questo Paese per visitare qualsiasi parte del mondo. A loro è negato il visto per i Paesi europei, ci sono i numeri chiusi alle frontiere degli stati europei che impediscono i nuovi arrivi. Tutto questo causa le immani tragedie che vediamo anche in questi giorni: decine sono i morti dei due ultimi naufragi appena a largo di Lampedusa.
La discussione che sentiamo nelle aule parlamentari ci fa indignare: si parla dell’esigenza di una migliore applicazione della legge Bossi-Fini, si ragiona di quote, si parla di programmi europei per un più efficace controllo alle frontiere, e sistematicamente si dimenticano le vite di milioni di persone che emigrano. Noi denunciamo tutte le leggi razziste che anche in questo Paese sono causa della morte dei nostri fratelli immigrati. Tutti i governi, quello Prodi che varò al suo primo mandato la legge Turco-Napolitano, quello Berlusconi successivamente con la Bossi-Fini sono e sono stati colpevoli con il loro razzismo di queste tragedie. Pensiamo invece che chi arriva in questo Paese debba essere accolto senza condizioni, che chi fugge possa trovare rifugio, e che la gente solidale possa unirsi e organizzarsi per accoglierli sulle spiagge, e non la marina militare o le forze dell’ordine.
Per questo appoggiamo l’attività di tanti volontari civili che in queste ore stanno dando soccorso ai nuovi arrivati, come fa Medici Senza Frontiere. Vogliamo con loro e con tutta la gente di buona volontà costruire solidarietà e accoglienza perché non avvengano più tragedie come le ultime di Lampedusa, frutto dello sfruttamento e del razzismo a cui è sottoposta la gente del mondo.
Facciamo appello agli antirazzisti, alla gente di buona volontà che anche in questo Paese si indigna per ciò che sta succedendo, ad unirsi a noi contattarci e sostenerci nella battaglia per la libera circolazione degli esseri umani. In un mondo dove circolano liberamente le merci, i veleni, le droghe, le armi ci sembra assurdo e disumano che le persone non possano farlo.