L'opinione 

 QUALI PROSPETTIVE; IN QUESTA FASE, PER IL SINDACALISMO DI BASE. APRIAMO IL DIBATTITO

La riuscita della sciopero, fortemente voluto da quanti in questi mesi hanno sostenuto le tante iniziative di lotta, anche spontanee, deve farci guardare avanti. Il sindacalismo di base è costretto a fare i conti con la ripresa dei consensi di Cgil-Cisl-Uil. Per una vera alternativa sindacale non basta la denuncia delle politiche concertative dei vertici confederali. Occorre ripensare profondamente i contenuti, la piattaforma, i valori del sindacalismo di base, rimettendo al centro il principio dell'autorganizzazione. Il rischio, infatti, per il sindacalismo di base, è quello di  una chiusura settaria, della incapacità di dialogare non con i vertici delle burocrazie sindacali, ma con le migliaia di lavoratrici e lavoratori che per contrastare le politiche di confindustria e governo scendono in piazza con Cgil-Cisl-Uil, non perché condividano le svendite di questi anni e la politica della concertazione, ma per mancanza di alternative serie. Da questo punto di vista grave è stata l'assenza di consistenti settori del sindacalismo di base alla manifestazione dei 3 milioni a Roma il 23 marzo. Credo che, specie in questo momento, sia di fondamentale importanza unificare il movimento dei lavoratori, portando avanti in modo chiaro il nostro punto di vista, ma senza disertare gli appuntamenti di milioni di persone, cercando il dialogo per far avanzare su posizioni più progredite la lotta e la riflessione dei lavoratori. Anche la scelta di manifestare in piazze separate da quelle di Cgil-Cisl-Uil in occasione dello sciopero generale, la ritengo un grave sbaglio.         Con questo intervento propongo di aprire un DIBATTITO su questo sito.

Marco Ralli, Coordinatore ASBEL-CNL

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