Venti di guerra si avvicinano.
Mobilitiamo la società civile, i democratici, i pacifisti, il mondo sindacale e del lavoro per fermare le guerre e costruire la pace.
Da giorni stampa e televisioni propagandano la notizia che gli Stati Uniti sono intenzionati a muovere nuovamente guerra all'Iraq.
Nell'Afghanistan tutt'altro che pacificato continuano a morire, nel silenzio generale, civili sotto bombe assai poco intelligenti (è di questi giorni la notizia, denunciata dalla stampa inglese, che i piloti aerei americani, allucinati dalle droghe di cui fanno uso per sopportare gli "stress" da combattimento, sono portati a sbagliare facilmente gli obiettivi).
Intanto prosegue il dramma del popolo palestinese, occupato, affamato, bombardato (e il corollario di questo dramma, gli attentati suicidi contro gli israeliani), sotto lo sguardo complice degli stati occidentali.
Adesso gli Stati Uniti annunciano di voler nuovamente colpire l'Iraq, per punire "il satana" Saddam Hussein. Nuove morti, nuove distruzioni, quindi, per la già martoriata popolazione irachena, sottoposta da dieci anni ad un criminale embargo di materie prime, soprattutto medicinali e alimenti, che ha mietuto milioni di vittime, bambini e anziani per primi.
L'Italia si prepara a sostenere questa guerra, come ha detto chiaramente il Ministro Martino.
Ogni sincero democratico, ogni cittadino che ha a cuore le sorti della pace, è chiamato a reagire a questa situazione.
Il governo italiano, dopo l'approvazione di una legge schiavista contro gli immigrati, la Bossi-Fini, attacca in profondità i diritti dei lavoratori con l'art. 18 e si appresta a varare una manovra economica finalizzata al sostegno delle grandi ricchezze, tutta orientata a tagliare i servizi sanitari, sociali, previdenziali e educativi. Dopo le grandi mobilitazioni dei lavoratori e della società civile dei mesi scorsi, il Governo prepara la sua campagna d'autunno, come andasse alla "guerra" . Servono a questo le intimidazioni verso i lavoratori con le perquisizioni degli elenchi degli iscritti ai sindacati o la stessa legge sul "legittimo sospetto" per mettere al di sopra di ogni legge e giustizia potenti e corruttori.
Un governo "con l'elmetto", dunque, deciso a non guardare in faccia nessuno, a criminalizzare chi tenta di opporsi, pronto a lanciarsi in una nuova campagna di guerra secondo la volontà del nuovo asse politico Bush-Blair.
Contro il loro mondo autoritario e violento, un altro mondo è possibile: quello basato sulla cooperazione tra chi sta in basso nella società, tra i lavoratori, italiani e migranti, studenti, disoccupati, pensionati, per affermare un punto di vista alternativo, fondato sulla giustizia sociale, sui diritti civili, sulla democrazia diretta, sulla pace e sulla libertà.
Possiamo sconfiggerli. Prepariamoci ad un autunno di partecipazione e lotte democratiche, unendoci dalla base, coordinandoci, in ogni luogo di lavoro, in ogni luogo della società, con un obiettivo:
PACE E DIRITTI
Roma, 5 agosto 2002. Marco Ralli, Coordinatore ASBEL/CNL
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