CONFEDERAZIONE NAZIONALE LAVORATORI

 

Cosa prevede la delega sulle pensioni?

 

LO 'SCALINO'

- Dal primo gennaio 2008 si potrà andare in pensione di anzianità con 60 anni (61 per gli autonomi) più 35 di contributi, oppure con 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall'età anagrafica. L'età anagrafica sale a 61 anni (62 per gli autonomi) dal 2010; dopo la verifica del 2013 si vedrà se portarla a 63 anni (64 per gli autonomi). 

 

TERZO CANALE PER LE DONNE

- Il maxi emendamento introduce la possibilità per le donne di continuare, anche dopo il 2008, ad andare in pensione con 57 anni più 35 di contributi ma con una penalizzazione: il calcolo della pensione interamente col metodo contributivo (nel testo uscito dalla Commissione la possibilità era estesa anche agli uomini). 

 

LA CERTIFICAZIONE

- Chi entro il 31 dicembre 2007 avrà maturato i requisiti per l'anzianità potrà chiedere all'ente previdenziale di appartenenza un certificato che attesterà i diritti acquisiti e, dunque, la possibilità di andare in pensione in qualsiasi momento, indipendentemente da ogni modifica della normativa successiva alla certificazione. 

 

MENO 'FINESTRE'

- Passano da quattro a due quelle annuali per accedere alla pensione di anzianità. Per i lavoratori dipendenti l'attesa per la pensione, una volta raggiunti i requisiti va da sei mesi a un anno (se si sono raggiunti entro luglio si va a gennaio dell'anno successivo, se entro dicembre si va il primo luglio). Per i lavoratori autonomi l'attesa può andare da un anno a un anno e mezzo. La norma non si applica ai lavoratori che hanno chiesto la 'certificazione' dei diritti e hanno continuato a lavorare. Il maxi emendamento rinvia ai decreti delegati la decisione sul numero delle finestre di uscita per chi va in pensione con almeno 40 di contributi. 

 

IL SUPERBONUS

- Chi raggiunge i requisiti per la pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2007 e decide di restare al lavoro si vedrà versare interamente in busta paga ed esentasse i contributi previdenziali destinati all'Inps (32,7%). Previsti incentivi anche per chi, avendo raggiunto i requisiti, sceglie di continuare a lavorare part - time.

 

IL SILENZIO ASSENSO

- Il lavoratore avrà sei mesi di tempo dall'entrata in vigore dei decreti attuativi (o sei mesi dall'assunzione per i neo assunti) per decidere se dire no all'uso del suo Tfr per la previdenza complementare. In caso contrario il TFR maturando andrà ai fondi pensione. 

 

EQUIPARAZIONE TRA FONDI

- Previste regole e controlli comuni per tutte le forme di previdenza complementare, dai fondi chiusi e aperti alle polizze individuali di assicurazione. 

 

CONTRIBUTO PER PENSIONI D'ORO

- Il maxi emendamento introduce l'aumento dal 3% al 4% del contributi sulle pensioni d'oro tra il 2007 e il 2015. 

 

PER LAVORATORI IN MOBILITA' RESTANO REGOLE ATTUALI

- Per 10.000 lavoratori in mobilità con accordi stipulati prima del 1 marzo 2004 sarà possibile andare in pensione anche dopo il 2008 con le regole attuali. Le regole attuali sono mantenute anche per i lavoratori che sono stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione prima del 1 marzo 2004. 

 

ESCLUSI MILITARI E FORZE POLIZIA

- I militari e le forze di polizia sono esclusi dalle nuove regole. 

 

VIA LA DECONTRIBUZIONE

- Il maxi emendamento conferma la rinuncia alla norma che prevedeva il taglio da 3 a 5 punti dei contributi previdenziali. E' confermata invece l'elevazione fino a un punto percentuale del limite massimo di esclusione dell'imponibile contributivo delle erogazioni previste dai contratti aziendali.

 

 

L’approvazione del maxi emendamento è l’ennesima bastonata nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici italiani. Particolarmente pesante per le nuove generazioni, questo provvedimento completa il lavoro dello smantellamento della previdenza pubblica, iniziato nel 1992 con il governo Amato, consolidato nel 1995 con il governo Dini e finito, appunto, nel 2004 con il governo Berlusconi.

 

La Confederazione Nazionale Lavoratori rivolge un appello a tutti i lavoratori ed a tutte le lavoratrici, al mondo del non lavoro, al mondo del precariato, ai pensionati ed alle pensionate, alla società civile tutta per la massima mobilitazione dichiarando, fin d’ora, che parteciperà ad ogni iniziativa di lotta che saranno messe in campo per contrastare e ribaltare questa pesante situazione.

 

Roma, 17 maggio 2004                                      

 

                                                                                         il Coordinamento Nazionale

                                                                                                        

   

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