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Più armi = meno sicurezza per tutti

Nei giorni scorsi è stato dato corpo, con l'invio di militari e relative armi da combattimento, alle paure di parte della popolazione che sono state alimentate da anni di "lavaggio del cervello" da parte di politici e istituzioni, di destra come di sinistra.

In  particolare in questa campagna volgare e ignorante, indirizzata soprattutto contro immigrati, rom, barboni, mendicanti si sono distinti i sindaci delle maggiori città, del nord come del sud.

 

Gli omicidi nel nostro paese diminuiscono (ultimi dati del Censis) e l'Italia continua ad essere uno dei posti con minori episodi criminali.

In ogni caso la grande criminalità, mafie, camorra, 'ndrangheta con tanto di dirette e provate complicità istituzionali, resta la prima responsabile di traffici, violenze e delitti, però i nuovi provvedimenti per la sicurezza, l'esercito nelle strade, non creeranno alcun problema a questi criminali. Invece di dare risposte vere a questo, disonestamente si prendono in giro le persone, facendo credere che cacciando ambulanti e mendicanti dai centri urbani si vivrà tutti meglio e più sicuri.

 

Eppure nel nostro paese si muore assai più (e nel silenzio della stampa) in tanti altri modi rispetto ai quali dovremmo essere davvero tutti molto allarmati e impegnati per cercare soluzioni adeguate.

Migliaia di morti e infortunati per lavoro per i quali quasi mai viene fatta giustizia. Migliaia di abusi sessuali in stragrande maggioranza contro il genere femminile e in stragrande maggioranza commesso da parenti e amici stretti. Decine e decine le uccisioni di donne, quasi sempre fra le mura domestiche. Sfruttamento della prostituzione delle donne, tantissime delle quali bambine, rispetto a cui il cliente (quasi sempre maschio italiano, spesso sposato) non può essere accusato per delitto contro la persona. Centinaia di migliaia di morti e malati per cause legate all'avvelenamento dell'ambiente, aria e acqua, e dei prodotti alimentari. Migliaia di morti e feriti per incidenti stradali, dove i controlli sono sempre minori. Potremmo continuare con  un elenco lunghissimo di delitti contro le persone, passando per la pedofilia, lo spaccio di droghe pesanti, l'usura (di cui il sistema bancario è pienamente parte con le vicende dei mutui). Migliaia di morti in mare fra gli immigrati che hanno cercato di raggiungere le nostre coste. Potremmo, senza tema di esagerare, inserire tra gli atti di criminalità verso le persone la questione del rapido impoverimento di settori sempre più consistenti di popolazione. Potremmo, in quanto come si può definire se non "criminale" l'azione dei potenti che decidono e  governano che da un lato consente guadagni smisurati a una minoranza di gente a cui tutto è permesso e dall'altro lascia nella miseria milioni di persone e mette un nodo scorsoio attorno al collo di milioni di altre persone, futuri nuovi poveri ?

 

Eppure in questo paese allo sbando il problema "sicurezza" sembra essere causato da coloro che sono più poveri, più disperati fra noi: i senza lavoro, i senza casa, peggio se stranieri, peggio ancora se zingari. Dunque mandiamo più poliziotti, più militari nelle strade e tutti staremo più sicuri.

 

Il sindaco di Roma, Alemanno, non ha voluto lasciarsi scappare questa occasione e ha pensato bene, trovando l'appoggio di opposizione e sindacati, di armare l'intero corpo dei vigili urbani "a scopo di difesa personale". Difesa da cosa e chi ? Il vigile urbano, che venga impiegato nel controllo amministrativo contro abusi e illegalità diffusi nel commercio, nell'edilizia, nella circolazione stradale, nell'ambiente non ha bisogno di girare armato ma di verificare e comminare sanzioni.

 

Temiamo che il proliferare di armi anziché aumentare la sicurezza del vigile, come dei cittadini, diminuisca la sicurezza di tutti.

Più armi non fanno più sicurezza ma più omicidi. E' una oggettiva e triste statistica che viene da insegnamento guardando a cosa succede negli Stati Uniti.  Tutti i soldi indirizzati agli armamenti potrebbero essere meglio investiti per prevenzione e politiche di inclusione sociale. Soprattutto, però, tutto questo richiama la necessità di vincere egoismi e paure che portano a isolarci sempre più. La vera sicurezza la fanno relazioni umane aperte e solidali. Siamo più sicuri (e più felici) se re-impariamo a cooperare fra persone, ad aiutarci l'un l'altro, a costruire vicinanza umana. Questo permetterebbe anche un maggiore controllo sociale collettivo, non sospettoso e delatorio, bensì benefico, portato alla cura e attenzione reciproca. La microcriminalità presente nei territori potrebbe essere così più facilmente isolata, messa in condizione di non nuocere. Divisioni, violenze, razzismi, insicurezza, nascono dalla mancanza di un clima sociale in cui l'interesse del singolo sia allo stesso tempo l'interesse verso gli altri. Rompere il muro dell'egoismo sociale, questo il primo impegno per ogni persona. Un impegno che non possiamo aspettarci da governanti, politici, militari.

 

Auspichiamo che i vigili urbani di Roma aprano una riflessione, a partire dai contenuti dell'accordo sindacale che riguarda loro come lavoratori ma soprattutto riguarda tutti gli abitanti presenti e futuri della città, per ripensare il proprio ruolo in funzione di ciò di cui ha veramente bisogno la città. Non è dando la caccia a chi rovista nelle pattumiere, a chi elemosina davanti a una chiesa, a chi lava i vetri delle auto, a chi vende dvd contraffatti che si rende più sicura la nostra città, bensì impegnandosi contro i tanti, troppi abusi e abusivismi. Auspichiamo che tante e tanti vigili urbani rifiutino di dotarsi dell'arma avvalendosi del diritto di obiezione che il nuovo regolamento prevede.

 

Roma, 11 agosto 2008                                                                                                                 Servizio stampa Asbel-Cnl