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Proposta per la costruzione di comitati solidali fra le lavoratrici e  i lavoratori, contro le misure antipopolari, a difesa del bene comune.

No alle misure antipopolari delle “cricche” al potere.

Solidarietà, autorganizzazione e lotta per il bene comune. 

Il governo annuncia una manovra di bilancio durissima per milioni di persone e comincia dai dipendenti e pensionati pubblici: stop ai rinnovi contrattuali, cancellazione del salario accessorio, blocco del turn-over, rinvio di sei mesi della corresponsione delle liquidazioni. Misure drastiche in un momento di forte ripresa degli aumenti di prezzi e tariffe, di crisi occupazionale e aumento della precarietà, che sospingono sempre più persone sulla soglia della povertà e della disperazione (basti pensare al crescente numero di suicidi).

Il governo per due anni ha ingannato la popolazione cercando di rassicurare circa il benessere dell’Italia. Oggi, sovrastato da un indebitamento crescente che come sappiamo è alimentato dalle tante “cricche” del malaffare che scorrazzano per il paese lucrando sulle disgrazie altrui (terremoto in Abruzzo) e facendo affari mafiosi, fa appello al paese intero (cioè ai milioni di persone ingannate e derubate) per salvare il salvabile.

Le misure proposte sono antipopolari perché scaricano interamente sui deboli le ruberie del potere politico/finanziario/mafioso, mentre ai ricchi non viene chiesto alcun  contributo. Unico “buon esempio” quello dei nostri governanti che hanno deciso di ridurre i propri compensi del 5%. In una parola costoro, mentre la barca affonda dopo averne permesso il saccheggio, hanno la faccia tosta di farci la morale passando da 15.000 euro al mese a più di 14.000, così credendo di salvare la faccia e farci ancora “fessi” !

La verità è che L’Europa intera, la Grecia è un esempio, è governata da élite dirigenti e manageriali dedite unicamente al proprio tornaconto anziché al bene della collettività. In Italia questa élite o cricca che dir si voglia è particolarmente avida, cinica e cafona, si fa beffe di ogni regola e non esita a ricorrere a qualsiasi mezzo per continuare ad arricchirsi. Il problema è che mentre queste élite si facevano gli affari loro, milioni di persone ne condividevano istinti e disvalori.

Abbiamo cioè permesso il prevalere dell’egoismo, dell’arbitrio. Abbiamo sacrificato sull’altare del denaro ogni senso di solidarietà e pietà umana, pensando forse di godere di qualche vantaggio personale da un sistema ingiusto e governato dalla corruzione. Ecco perché è cresciuto enormemente l’odio sociale, il tasso di violenza nelle relazioni umane.

Mentre le cricche spadroneggiavano (e continuano) ammirate e invidiate da tanti, scaricavamo sui più deboli ogni frustrazione e angoscia: in primo luogo contro gli immigrati, considerati “clandestini” dunque delinquenti anziché persone. La violenza e il razzismo sono cresciuti contro ogni diversità e generalmente contro le donne. Il risultato è che siamo meno felici, meno sicuri, più soli e, da oggi, più poveri.

Non sappiamo se milioni di persone che oggi pensano che la solidarietà vada punita saranno in grado di reagire a questo stato di cose, di riconquistare la propria dignità. Sappiamo che ci sono ancora molte persone che non hanno smesso di alzare la testa, di dare o seguire esempi umani migliori e che non accettano così grandi e palesi ingiustizie e continueranno a impegnarsi per il bene comune.

Noi stiamo dalla parte di questi ultimi, perché è la sola possibilità affinché il paese si salvi dalla rovina materiale e dal degrado umano.

Uniti, dal basso, autorganizzati e solidali, possiamo provare a cambiare. 

Info: 3493118167