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Si è sbloccata la vertenza per il rinnovo del
contratto nazionale della sanità pubblica, che riguarda 600 mila
lavoratori (occupati in un migliaio di aziende sanitarie) ed è scaduto
dal 31 dicembre del 2001. Questa notte, infatti, è stata firmata una
pre-intesa che prevede un aumento lordo in busta paga di 109 euro
mensili. Per il momento lo sciopero indetto da Cgil, Cisl, Uil e Usae
per il 28 novembre non è sospeso. I sindacati attendono che la
Conferenza dei presidenti delle Regioni, convocata per il 26, dia parere
favorevole all'accordo, quindi revocheranno la mobilitazione.
Un primo giudizio sull'intesa è stato dato dal segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani, che la ritiene "importante" per due motivi:
innanzitutto perché ''sia pure con ritardo, si sta definendo il quadro
dei contratti dell'area pubblica. La seconda ragione sta nello stretto
rapporto tra il contratto nazionale e la difesa e qualificazione della
Sanità''. Per Epifani, quindi, il contratto deve dare una ''ulteriore
spinta perche' non ci sia una riduzione delle risorse per il settore e
perche' ci sia un aumento della qualita' delle prestazioni e dei
servizi, a partire dai livelli essenziali di assistenza''. Epifani ha
confermato dunque che se domani la Conferenza dei presidenti delle
Regioni dara' il via libera all'intesa, sara' revocato lo sciopero della
Sanita' previsto per il 28 novembre.
In una nota la Funzione Pubblica Cgil definisce l'accordo di questa
notte "un primo importante risultato che va consolidato mantenendo alta
l’attenzione dei lavoratori che hanno diritto al rinnovo del contratto
nazionale di lavoro, scaduto ormai da ben 23 mesi".
I punti principali dell'intesa:
l’estensione del campo di applicazione che ci avvicina all'obiettivo del
contratto di settore, tutelando i lavoratori sottoposti a processi
trasformazione delle aziende;
l’educazione Continua in Medicina è garantita dalle aziende, il
personale che vi partecipa è considerato in servizio a tutti gli effetti
e i relativi oneri sono a carico dell'azienda stessa. E’ altresì
garantito il diritto alla formazione obbligatoria e facoltativa a tutti
gli altri operatori;
incremento delle indennità professionali pari a 516 euro annuali agli
infermieri generici, ai massofisioterapisti e alle puericultrici;
sono istituiti, in categoria C, ruolo sanitario, il profilo di
puericultrice, generico, massofisioterapista e massaggiatore esperti. E’
altresì istituito, nel ruolo tecnico, il profilo dell'operatore tecnico
specializzato esperto.
E’ demandata alla contrattazione aziendale la possibilità del passaggio
in categoria C di questi operatori attualmente inquadrati in BS. A tal
fine il contratto nazionale prevede un finanziamento ad hoc per
facilitare l’applicazione;
ricollocazione di tutti i coordinatori nel livello economico DS, con
mantenimento del coordinamento e della relativa indennità, attraverso
diverse modalità, riguardanti gli operatori con funzione di
coordinamento prima del 31 agosto 2001 e coloro i quali hanno avuto
l’attribuzione di tale funzione dopo quella data;
rivalutazione delle indennità notturna e festiva, istituzione di due
nuove indennità, una per gli operatori dei SERT, l'altra per gli
operatori impegnati nell'Assistenza Domiciliare;
un finanziamento per facilitare il passaggio verticale, orizzontale e
l’attribuzione delle posizioni organizzative;
conglobamento nel tabellare dell'Indennità Integrativa Speciale;
finanziamento della contrattazione decentrata pari a 10.30 euro mese
pro-capite,
da destinare alla produttività e/o al fondo dell'art.39.
(25 novembre 2003) |