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Scuola: il 30 ottobre è stata una grande giornata di lotta di lavoratori, studenti, cittadini,
per il diritto allo studio, alla formazione, al sapere.
Un milione di persone ha invaso Roma, mentre centinaia di migliaia hanno manifestato in decine di altre città.
In concomitanza lo sciopero ha visto adesioni altissime. Questa è la risposta popolare, pacifica, di massa all'arroganza del governo e della sua maggioranza che hanno mostrato totale disinteresse della volontà della gran parte dei diretti interessati, studenti e insegnanti, approvando in fretta e furia il decreto taglia-scuole.
E' stata una straordinaria giornata di mobilitazioni che vanno ben oltre le intenzioni delle organizzazioni sindacali promotrici, che sono state piuttosto costrette ad agire sotto la pressione crescente della gente. Organizzazioni sindacali che nei fatti hanno lasciato solo il mondo della scuola, anziché chiamare a sostenerlo tutte le altre categorie di lavoratori che peraltro sono tutti chiamati in causa dal governo per gli attacchi senza precedenti al sistema dei diritti contrattuali.
La piazza che si è espressa pacificamente è una risposta anche ai tentativi dei gruppi di teppisti fascisti che da giorni cercano di ritagliarsi con violenze e aggressioni una agibilità dentro il movimento studentesco.
Di questo movimento, delle sue idee, della possibilità che si ampli il fronte di lotta coinvolgendo gli altri settori della società e del lavoro, il governo ha paura, così come ne hanno paura sindacati e partiti anche dell'opposizione che tentano di cavalcare la protesta, finora senza molto successo, per fini puramente di potere.
Noi stiamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, delle studentesse e degli studenti, perché scuola, educazione, cultura siano davvero di tutti e perché su questi temi si torni a discutere per cambiare davvero, perché il sapere torni ad essere un fattore di crescita umana, di sviluppo di pratiche volte al benessere reciproco, di tutti, contro ogni logica di mercificazione.
La lotta non deve fermarsi, nemmeno davanti alle minacce del governo di denunciare chi occupa le scuole.
L'estensione della solidarietà nella società è la sola garanzia di riuscita della lotta.
Ci battiamo perché si arrivi ad uno sciopero generale unitario di tutte le categorie del lavoro e sociali.
Roma, 31 ottobre 2008. REDAZIONALE ASBEL-CNL