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| Sult, convocata l'assemblea dei lavoratori Alitalia - 10 agosto 2005 |
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L' Alitalia ha revocato i diritti sindacali al Sult, il
sindacato più rappresentativo della categoria Assistenti di Volo. Questo
abuso ha due obiettivi: 1) addomesticare i sindacati subordinandoli alle
fallimentari strategie aziendali; 2) sopprimere qualsiasi forma di dissenso. |
| Sorpresa d'agosto: Alitalia cancella il Sult - 10 agosto 2005 |
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Revocati i diritti sindacali: insieme all'Avia,
l'organizzazione non ha firmato un accordo. Parte la protesta Alitalia questa volta l'ha fatta proprio grossa, e ne ha approfittato in periodo di vacanze, quando per i lavoratori è quasi impossibile mettere in piedi delle proteste. Giovedì scorso, 4 agosto, una bella lettera a firma del presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è stata recapitata ai sindacalisti del Sult e dell'Avia - organizzazioni che da sole, nel settore degli assitenti di volo, raggiungono il 60% degli iscritti - con una notizia-choc: per noi non esistete più, il vostro ruolo di rappresentanza è revocato. Con la stessa efficienza, i capi del personale delle diverse sedi hanno subito smontato le bacheche di organizzazione, mentre ai delegati veniva indirizzata una missiva con la cancellazione dei permessi sindacali. Kaput. I motivi della decisione sono presto spiegati: lo scorso 25 febbraio, Alitalia ha siglato con alcuni sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpav) l'accordo applicativo del contratto firmato il 18 settembre 2004. Sult e Avia, mentre avevano sottoscritto l'intesa dell'autunno dello scorso anno, sono state contrarie a quella di febbraio, e non l'hanno siglata. L'azienda si è dunque appellata alla normativa che individua come rappresentative solo le organizzazioni firmatarie di contratti, e in base a questa ha tolto loro i diritti sindacali. «E' una vera follia, sono stati violati i diritti costituzionali - protesta Fabrizio Tomaselli, della segreteria nazionale Sult - Hanno preso una decisione di una gravità inaudita, togliendo i diritti sindacali a organizzazioni che da sole rappresentano la maggioranza, e che oltretutto sono firmatarie del contratto, quello del 18 settembre appunto». Il Sult - ricorda il sindacalista - aveva siglato il contratto di settembre, che presupponeva degli incontri a breve per gli accordi applicativi. Ma Cimoli avrebbe rinviato all'infinito, firmando poi con le sole organizzazioni di minoranza un'intesa che, nei contenuti, non soddisfa Sult e Avia: «Abbiamo accettato i sacrifici, l'azienda sta subendo una difficile fase di transizione, ma l'applicazione del contratto a nostro parere non restituisce in termini di riposi e di tutele normative i forti sacrifici che i lavoratori sono chiamati a sopportare sul piano della produttività», spiega Tomaselli. Da qui la decisione di negare la firma a febbraio, e, dopo 5 mesi, la «vendetta» a freddo, assolutamente inaspettata, di Cimoli. «Il problema è generale, di rispetto della democrazia e della rappresentatività - continua il Sult - E' assurdo cambiare i contratti già firmati con tutti, servendosi di una minoranza consenziente, si snatura il senso del sindacato: cosa sarebbe successo se Federmeccanica avesse revocato la rappresentanza alla Fiom dopo gli accordi separati? E' per questo tema, più profondamente politico, che ci aspettiamo un intervento deciso da parte dell'Unione e del centrosinistra: non possono tacere, ci devono dire cosa intendono fare per tutelare diritti essenziali sui luoghi di lavoro». Il Sult annuncia dunque battaglia. Teoricamente, in agosto (e fino al 5 settembre), siamo nel cosiddetto «periodo di franchigia», fissato dalla Commissione di garanzia a tutela delle vacanze. Ma l'organizzazione non esclude di agire lo stesso, «perché vengono violati diritti costituzionali, e in questi casi la stessa legge 246, al comma 7 - articolo 2, prevede che si possa applicare la moratoria di franchigia in modo diverso». Subito assemblee con i lavoratori e volantinaggi alla clientela, steward e hostess dovrebbero sfoggiare già dai prossimi giorni delle speciali coccarde che segnalano lo stato di agitazione. E, alla fine, si arriverà probabilmente allo sciopero. il manifesto, 9 Agosto 2005 |
| Diritti negati, il Sult replica ai tentativi di depistaggio dell'Alitalia - 10 agosto 2005 |
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Il nostro NO all'attacco violento e antidemocratico dell'Alitalia Dopo giorni di silenzio l'Alitalia ha ieri
emesso un comunicato stampa sulla questione della revoca dei diritti
sindacali al SULT. L'azienda afferma che la revoca dei diritti deriva dalla
“mancata adesione del SULT assistenti di volo all'intero processo di rinnovo
contrattuale” e ad una sentenza di un pretore di Roma che avrebbe confermato
tale ipotesi. Ma l'Alitalia non ha assolutamente
calcolato che: L'ing. Cimoli dovrebbe pensare molto più a risanare l'Alitalia con il consenso dei lavoratori che non a colpirli nella loro dignità e nel loro diritto costituzionale ad organizzarsi sindacalmente. Ing. Cimoli, Lei non può cancellare la maggioranza della rappresentanza sindacale di una categoria con un fax inviato un venerdì di agosto: i lavoratori lo impediranno ! Domani saranno indicate le prime iniziative a sostegno della vertenza in atto e delle conseguenze derivanti dalla decisione aziendale che colpisce la libertà sindacale. Fiumicino, 10 agosto 2005
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