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Sult, convocata l'assemblea dei lavoratori Alitalia - 10 agosto 2005      
 

ImagePer rispondere all’attentato alla  democrazia messo in atto dall’Alitalia
Assemblea dei lavoratori: Giovedì, 11 agosto 2005, ore 15.00 - Mensa aziendale aeroporto di Fiumicino
 

L' Alitalia ha revocato i diritti sindacali al Sult, il sindacato più rappresentativo della categoria Assistenti di Volo. Questo abuso ha due obiettivi: 1) addomesticare i sindacati  subordinandoli alle fallimentari strategie aziendali; 2) sopprimere qualsiasi forma di dissenso.
L’Assemblea deciderà quali iniziative prendere nei confronti di questo nuovo atto di terrorismo aziendale.
 

 

Sorpresa d'agosto: Alitalia cancella il Sult - 10 agosto 2005      
 

Revocati i diritti sindacali: insieme all'Avia, l'organizzazione non ha firmato un accordo. Parte la protesta
di Antonio Sciotto

Alitalia questa volta l'ha fatta proprio grossa, e ne ha approfittato in periodo di vacanze, quando per i lavoratori è quasi impossibile mettere in piedi delle proteste.

Giovedì scorso, 4 agosto, una bella lettera a firma del presidente e amministratore delegato Giancarlo Cimoli è stata recapitata ai sindacalisti del Sult e dell'Avia - organizzazioni che da sole, nel settore degli assitenti di volo, raggiungono il 60% degli iscritti - con una notizia-choc: per noi non esistete più, il vostro ruolo di rappresentanza è revocato. Con la stessa efficienza, i capi del personale delle diverse sedi hanno subito smontato le bacheche di organizzazione, mentre ai delegati veniva indirizzata una missiva con la cancellazione dei permessi sindacali. Kaput. I motivi della decisione sono presto spiegati: lo scorso 25 febbraio, Alitalia ha siglato con alcuni sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpav) l'accordo applicativo del contratto firmato il 18 settembre 2004. Sult e Avia, mentre avevano sottoscritto l'intesa dell'autunno dello scorso anno, sono state contrarie a quella di febbraio, e non l'hanno siglata. L'azienda si è dunque appellata alla normativa che individua come rappresentative solo le organizzazioni firmatarie di contratti, e in base a questa ha tolto loro i diritti sindacali.

«E' una vera follia, sono stati violati i diritti costituzionali - protesta Fabrizio Tomaselli, della segreteria nazionale Sult - Hanno preso una decisione di una gravità inaudita, togliendo i diritti sindacali a organizzazioni che da sole rappresentano la maggioranza, e che oltretutto sono firmatarie del contratto, quello del 18 settembre appunto». Il Sult - ricorda il sindacalista - aveva siglato il contratto di settembre, che presupponeva degli incontri a breve per gli accordi applicativi. Ma Cimoli avrebbe rinviato all'infinito, firmando poi con le sole organizzazioni di minoranza un'intesa che, nei contenuti, non soddisfa Sult e Avia: «Abbiamo accettato i sacrifici, l'azienda sta subendo una difficile fase di transizione, ma l'applicazione del contratto a nostro parere non restituisce in termini di riposi e di tutele normative i forti sacrifici che i lavoratori sono chiamati a sopportare sul piano della produttività», spiega Tomaselli. Da qui la decisione di negare la firma a febbraio, e, dopo 5 mesi, la «vendetta» a freddo, assolutamente inaspettata, di Cimoli.

«Il problema è generale, di rispetto della democrazia e della rappresentatività - continua il Sult - E' assurdo cambiare i contratti già firmati con tutti, servendosi di una minoranza consenziente, si snatura il senso del sindacato: cosa sarebbe successo se Federmeccanica avesse revocato la rappresentanza alla Fiom dopo gli accordi separati? E' per questo tema, più profondamente politico, che ci aspettiamo un intervento deciso da parte dell'Unione e del centrosinistra: non possono tacere, ci devono dire cosa intendono fare per tutelare diritti essenziali sui luoghi di lavoro».

Il Sult annuncia dunque battaglia. Teoricamente, in agosto (e fino al 5 settembre), siamo nel cosiddetto «periodo di franchigia», fissato dalla Commissione di garanzia a tutela delle vacanze. Ma l'organizzazione non esclude di agire lo stesso, «perché vengono violati diritti costituzionali, e in questi casi la stessa legge 246, al comma 7 - articolo 2, prevede che si possa applicare la moratoria di franchigia in modo diverso». Subito assemblee con i lavoratori e volantinaggi alla clientela, steward e hostess dovrebbero sfoggiare già dai prossimi giorni delle speciali coccarde che segnalano lo stato di agitazione. E, alla fine, si arriverà probabilmente allo sciopero.

il manifesto, 9 Agosto 2005

 

Diritti negati, il Sult replica ai tentativi di depistaggio dell'Alitalia - 10 agosto 2005      
 

ImageCon una decisone senza precedenti l’Alitalia ha recentemente revocato i diritti sindacali del Sult. Si tratta di un atto in sintonia con le pratiche degne del ventennio fascista a cui ci ha abituato il governo di destra. In un comunicato stampa la compagnia aerea tenta di depistare l’attenzione dalla valenza politica del suo atto a quella legale appigliandosi a cavilli e camuffando la realtà. E’ uno dei tanti giochetti tipici del management violento, irresponsabile e incompetente che ha portato la compagnia al collasso. Di seguito la replica del Sult.

Il nostro NO all'attacco violento e antidemocratico dell'Alitalia

Dopo giorni di silenzio l'Alitalia ha ieri emesso un comunicato stampa sulla questione della revoca dei diritti sindacali al SULT.  L'azienda afferma che la revoca dei diritti deriva dalla “mancata adesione del SULT assistenti di volo all'intero processo di rinnovo contrattuale” e ad una sentenza di un pretore di Roma che avrebbe confermato tale ipotesi.
Tale tesi è assolutamente falsa e strumentale dal punto di vista tecnico-legale e altrettanto grave ed inquietante dal punto di vista politico. 
Si sta cercando di spostare l'attenzione dal fatto vero, cioè la decisione POLITICA dell'azienda di cercare di eliminare chi non è FUNZIONALE ai propri progetti, all'aspetto legale che non ha fondamento e che, anche nella sentenza citata dall'Alitalia e che si riferiva alla costituzione delle RSU, non è assolutamente connessa con la decisione aziendale.
D'altra parte sarebbe alquanto singolare pensare che nel giro di 5 o 6 ore (dall'emissione della sentenza all'invio della lettera dell'Alitalia al SULT con la revoca dei diritti) l'azienda ha avuto il tempo di VALUTARE, DECIDERE, ORGANIZZARE, INFORMARE a livello politico CHI DOVEVA ESSERE INFORMATO e alla fine AGIRE.
E' EVIDENTE CHE LA DECISONE ERA GIA' STATA PRESA e che le REALI MOTIVAZIONI SONO BEN ALTRE.
1) Cercare di eliminare un SINDACATO SCOMODO
2) Avere campo libero per le future azioni nei confronti dei lavoratori
3) Non avere più dissenso rispetto al Piano aziendale che noi riteniamo sbagliato anche dal punto di vista industriale
4) Perseguire un progetto contro il SULT che sta venendo avanti in tutti i settori dei trasporti, primo fra tutti nelle Ferrovie (il nesso con Cimoli è casuale?)
5) Scegliere definitivamente la “COMPAGINE SINDACALE DI RIFERIMENTO”, CIOÈ CGIL, CISL, UIL, UGL E ANPAV che tutte insieme rappresentano soltanto il 40% dei lavoratori sindacalizzati.

Ma l'Alitalia non ha assolutamente calcolato che:
1) Il SULT non è morto e sta per reagire in modo adeguato
2) I lavoratori, iscritti o meno al SULT, sono indignati, arrabbiati e stanno stringendosi intorno a questo sindacato, abbandonando rapidamente gli altri sindacati.
3) La mobilitazione che partirà in questi giorni produrrà effetti molto significativi e metterà a nudo l'incapacità e l'irresponsabilità di questa dirigenza aziendale.

L'ing. Cimoli dovrebbe pensare molto più a risanare l'Alitalia con il consenso dei lavoratori che non a colpirli nella loro dignità e nel loro diritto costituzionale ad organizzarsi sindacalmente.

Ing. Cimoli, Lei non può cancellare la maggioranza della rappresentanza sindacale di una categoria con un fax inviato un venerdì di agosto: i lavoratori lo impediranno !

Domani saranno indicate le prime iniziative a sostegno della vertenza in atto e delle conseguenze derivanti dalla decisione aziendale che colpisce la libertà sindacale.

Fiumicino, 10 agosto 2005

 

 

SULT – Sindacato   Unitario   Lavoratori   Trasporti

             Comparto    delle    Attività    Ferroviarie

                Sede Nazionale: Via Marsala 75 – 00185 Roma

             Tel / fax  055-352986     cell.  348-3862705                           

                              e-mail  0552352785@libero.it

 

Roma  20 agosto 2005       

 

IN  ALITALIA COME IN FERROVIA : ATTACCO                            PESANTE CONTRO IL SULT ! ! !

 

   Già da diversi mesi il Gruppo FS si rifiutava di trattare con il Sult, ci ha tolto unilateralmente le agibilità sindacali e si rifiutava di praticare le ritenute a ruolo per le nuove deleghe sindacali ai nostri iscritti.  

  Dalla fine di luglio, sono sparite dai ruoli paga anche le trattenute sindacali per i vecchi iscritti, sono stati tagliati i telefoni in tutte le nostre sedi in Italia, l’Azienda ci ha dato lo sfratto da tutti i locali delle nostre sedi sindacali in Ferrovia !   

  Motivo ?  Il rifiuto della nostra organizzazione di firmare il CCNL del 16.4.2003 e accordi seguenti, che molto poco hanno portato nelle tasche dei ferrovieri, in cambio di molti diritti e diversi giorni di ferie in meno..., e l’osare noi continuare la nostra attività di opposizione alla deregolamentazione che sta galoppando.

 

   Contemporaneamente, in questo mese di agosto, al Sult in Alitalia sta accadendo la stessa cosa : la volontà di continuare la battaglia per il futuro della compagnia di bandiera di navigazione aerea e per un futuro altrettanto dignitoso per chi vi lavora ha convinto i dirigenti di Alitalia ad iniziare lo stesso tipo di « trattamento » .  

 

  Si sta praticando il principio che una Azienda sceglie con chi trattare, tratta con chi firma quello che vuole, cerca di distruggere coloro che non sono d’accordo.                 

 

   E il bello è che gli altri sindacati (democraticamente) stanno a guardare, magari gongolando per l’eliminazione dei concorrenti scomodi....

 

  In pratica, sarebbero le Aziende a poter scegliere gli interlocutori che più fanno loro comodo ! ! !  

 

   E’ un « principio »  antidemocratico e anti-costituzionale, è un « principio » che porta al rafforzamento di sindacati gialli, è un « principio » che tende a privare i lavoratori della loro reale rappresentanza.  

 

   Di fronte a tali attacchi, il Sult metterà in campo tutta la propria forza e responsabilità, chiamando i lavoratori a quelle azioni di lotta che saranno ritenute opportune. 

 

 Invita tutti a sottoscrivere le nuove deleghe con i bonifici  bancari che saranno a disposizione nelle nostre sedi e sui luoghi di lavoro, invita i lavoratori a stringersi al proprio sindacato, consapevoli che senza una organizzazione sindacale seria e determinata anche le condizioni di lavoro non potranno che peggiorare per tutti .       

 

                                                                                      Il Direttivo Nazionale Sult-FS


 

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