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Roma, 19 dicembre 2005. Governo: pubblicato il conferimento ai fondi del trattamento di fine rapporto. (Fonte: www.dplmodena.it)

 

E' stato pubblicato, sul Supplemento Ordinario n. 200 alla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13-12-2005, il Decreto Legislativo attuativo della delega contenuta nella legge n. 243/2004, con il quale si è inteso disciplinare la riforma del trattamento di fine rapporto, con l’indirizzo dello stesso verso i fondi complementari.
 

Queste le novità essenziali e di maggiore rilievo:
a) l’entrata in vigore di tutta la riforma è fissata al 1° gennaio 2008. Fanno eccezione, soltanto alcune disposizioni che entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Esse sono: l’art. 16, comma 2, lettera b (destinazione del contributo di solidarietà al finanziamento della COVIP che è la Commissione di Vigilanza sulle forme pensionistiche complementari, istituita ex art. 18), l’art. 18 (che, appunto, istituisce la COVIP), l’art. 19 (che identifica i compiti della COVIP) e l’art. 22, comma 1 (che prevede lo stanziamento di 17 milioni di euro per promuovere le “adesioni consapevoli” alle forme pensionistiche complementari”);
b) alle forme pensionistiche complementari (art. 2) possono aderire in modo individuale o collettivo i lavoratori dipendenti pubblici e privati, ivi compresi i lavoratori assunti con le tipologie contrattuali previste dal D. L.vo n. 276/2003, i lavoratori autonomi o liberi professionisti, i soci lavoratori di cooperative, anche unitamente ai lavoratori delle cooperative, i soggetti destinatari del D.L.vo n. 565/1996, anche se non iscritti al fondo ivi previsto.
c) dal 1° gennaio 2008 i lavoratori avranno sei mesi di tempo per decidere se trasferire il TFR che andrà a maturare a forme di previdenza complementare che sono ravvisabili in fondi chiusi o negoziali (frutto di accordi collettivi), fondi aperti, oppure contratti di assicurazione sulla vita con finalità pensionistiche. Il TFR maturato prima di quella data non potrà essere trasferito e, al contempo, il lavoratore che scelga di lasciare al proprio datore il TFR potrà, in un secondo momento, conferirlo ai fondi. Prima del 1à gennaio 2008 il datore di lavoro è tenuto ad informare adeguatamente il lavoratore circa le diverse scelte disponibili: qualora quest’ultimo entro il 31 maggio 2008 non abbia ancora manifestato la propria scelta, dovrà ricevere dal datore le informazioni necessarie circa la forma pensionistica complementare cui, in caso di silenzio, sarà destinato il TFR;
d) viene introdotto il principio del c.d. “silenzio – assenso”, nel senso che se il lavoratore nel periodo 1/1/ 2008 – 30/6/2008 non sceglie, il TFR maturando è conferito ai fondi negoziali previsti dalla contrattazione collettiva, a meno che non ci sia un diverso accordo aziendale. Nel caso in cui in azienda vi siano più fondi complementari frutto di accordi sindacali diversi, le somme di TFR saranno trasferite a quello ove avranno aderito più lavoratori. Le somme saranno trasferite al fondo complementare dell’INPS nell’ipotesi in cui non sia possibile applicare alcuna di queste scelte (tale fondo è istituito dall’art. 9);
e) Il lavoratore può decidere di trasferire al fondo complementare anche parte della sua retribuzione. Se il lavoratore sceglie un fondo negoziale, il datore di lavoro è tenuto a versare un contributo aggiuntivo pari all’1%: tale contributo non c’è se il lavoratore conferisce il TFR ad altre forme pensionistiche. Trascorsi due anni dal primo conferimento, il lavoratore può cambiare fondo (portabilità) ed accedere ad uno aperto (art. 14, comma 6);
f) dal 1° gennaio 2008 vi saranno anche alcune novità fiscali. I contributi versati dal lavoratore e dal datore sono deducibili fino a 5.164,57 euro. Sui rendimenti annuali c’è una sola imposta pari all’11%. Sul reddito imponibile delle prestazioni finali, scatterà una ritenuta del 15%: essa può essere soggetta a diminuzione dopo il 15° anno di partecipazione a forme complementari, nella misura dello 0,3%;
g) i lavoratori potranno chiedere (art. 11, commi 7 ed 8) in qualunque momento un’anticipazione del 75% del TFR versato per spese medico – sanitarie e per interventi riferiti a “gravissime situazioni” anche dei propri familiari. Dopo 8 anni9 di iscrizione al fondo, si potrà ottenere fino al 75% del TFR per comprare la propria prima abitazione (ma anche per i figli), o fino al 30% per “ulteriori esigenze”. In questi casi, la ritenuta d’imposta sarà pari al 23%. Attualmente, l’art. 2120, comma 6, c. c., quale risulta dopo la legge n. 297/1982, stabilisce che il lavoratore con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore, può chiedere, in costanza di rapporto, un’anticipazione non superiore al 70% per spese sanitarie, terapie ed interventi straordinari, nonché per l’acquisto della prima casa per sé o i propri figli, documentato con atto notarile. Il datore di lavoro è tenuto a soddisfare le richieste in una percentuale del 10% annuo degli aventi titolo e, comunque, del 4% del numero totale dei dipendenti. In ordine alle problematiche sorte con l’anticipazione del TFR ex art. 2120 c. c., si rinvia agli orientamenti giurisprudenziali in materia (Corte Cost., 5 aprile 1991, n. 142, Cass., 6 marzo 1992, n. 2749, Cass., 15 luglio 1995, n. 7710, Cass., 4 febbraio 1993, n. 1379, Cass., 11 aprile 1990, Cass., 3 dicembre 1994, n. 10371, Cass. 11 maggio 1989, n. 3139);
h) le imprese possono dedurre dal reddito d’impresa il 4% dell’ammontare del TFR conferito. Tale percentuale sale al 6% per i datori di lavoro con un organico non superiore alle 50 unità.

Il Decreto Legislativo 252/2005

 
 
Roma, 12 dicembre 2005. Tra oggi e domani sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto sul nuovo TFR.
La possibilità di conferire il TFR (la vecchia "liquidazione") ai fondi pensione decorrerà dal 1 gennaio 2008 e sempre da quella data il dipendente avrà sei mesi di tempo per decidere se lasciare il TFR presso l'Inpdap o conferirlo ad un fondo di previdenza complementare.
 
 
SERVIZIO STAMPA ASBEL-CNL

Tfr, approvata la riforma con due astensioni. Berlusconi esce dal CdM
Giovedì, 24 novembre 2005
 

È terminato nella tarda mattinata il consiglio dei ministri che aveva all'esame, tra gli altri provvedimenti, la riforma del Tfr. Il vicepremier Gianfranco Fini, uscendo dal vertice, ha detto: «C'è l'accordo sulla previdenza integrativa e sul Tfr. La riforma partirà dal 1 gennaio 2008». La riforma del Tfr è stata approvata con l'astensione dei ministri dell'Interno, Beppe Pisanu e degli affari regionali, Enrico La Loggia. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Non ci sarebbe invece stato alcun voto contrario. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi «non ha votato la riforma» e nemmeno «ha partecipato alla discussione», ha detto il ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

Lo stesso Berlusconi però manifestato poco più tardi soddisfazione per il varo della riforma.

DUE PILASTRI - La riforma del Tfr decollerà contestualmente a quella del «primo pilastro» e che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile da 57 a 60 anni dal 2008. Lo ha spiegato in conferenza stampa il Ministro del Welfare Roberto Maroni, che si è detto «soddisfatto» per questo «accordo soddisfacente» raggiunto anche «grazie alla mediazione del Ministro Tremonti».

Questa riforma, ha detto Maroni, «fa giustizia delle riduzioni che toccano i giovani lavoratori cosiddetti precari e garantisce loro ad avere una pensione più adeguata». Fino al 2008, saranno in vigore le norme attuali che già prevedono il conferimento del Tfr nei fondi pensione.

Per le imprese che non hanno i requisiti per l'accesso al credito il ministro Maroni pensa a una moratoria nel versamento del Tfr fino al primo gennaio 2009. Dal 2008 quindi partiranno i sei mesi previsti per il silenzio assenso ma per le imprese in difficoltà per l'accesso al credito il versamento del Tfr partirà dal 2009.

OK DELL'UDC - «L'Udc ha dato il via libera al decreto legislativo sulla riforma della previdenza complementare», perché «sono state accettate le nostre proposte» e cioè «la moratoria fino al 2008 e la tutela per le piccole e medie imprese». Così il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, in confenrenza stampa a palazzo Chigi.

Ci sarà una commissione permanente di controllo sul provvedimento per vederne gli effetti sulle piccole e medie imprese, ha anche affermato l'esponente centrista che alla domando sull'ipotesi che i lavoratori possano decidere di concedere il tfr ad assicurazioni private ha detto «non è stata prevista alcuna modifica in questo senso».

da www.corriere.it


Tfr, giovedì a cdm, Berlusconi spinge ancora per cambiamenti
martedì novembre 22, 2005 2.32

ROMA (Reuters) - La riforma del Tfr sarà esaminata dal Consiglio dei ministri di giovedì prossimo, ma restano le perplessità del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di alcuni ministri rispetto al testo messo a punto dal ministro del Welfare, Roberto Maroni.

E' questo l'orientamento emerso dal preconsiglio dei ministri di oggi che non fuga dunque il rischio che il testo, da varare obbligatoriamente entro i primi di dicembre, finisca in soffitta.

Berlusconi nei giorni scorsi aveva rassicurato Maroni affermando che il decreto sarebbe stato esaminato dal Consiglio dei ministri di questa settimana e varato senza modifiche ma con delle aggiunte.

Il punto sul quale è difficile trovare una mediazione riguarda l'opposizione delle assicurazioni secondo le quali la riforma svantaggia le polizze private favorendo i fondi chiusi e limitando la concorrenza.

Berlusconi, che tramite la Fininvest è uno dei maggiori azionisti del gruppo Mediolanum, potrebbe puntare a variazioni del testo proprio per venire incontro a queste critiche.

L'ipotesi più insistente è quella di inserire la possibilità che il contributo del datore di lavoro al Tfr, ora previsto solo nel caso che questo sia devoluto ai fondi chiusi, possa essere 'portato' anche a quelli aperti dopo alcuni anni.

Maroni sembra resistere a qualunque tipo di modifica oltre quelle concordate con le parti sociali e proposte dalle commissione parlamentari ma, a questo punto, si rimette agli altri membri del governo che già una volta hanno bocciato il testo.

Perplessità, proprio sul ruolo delle assicurazioni, è stata espressa oggi anche dal ministro della Funzione pubblica Mario Baccini dell'Udc, partito che insieme con An è considerato sostenitore di Maroni.

Ferma la posizione di Confindustria che insieme con altre 23 parti sociali, fra cui Cgil, Cisl e Uil, ha raggiunto l'accordo con Maroni: "O la riforma risponde a determinati requisiti condivisi con le altre forze sociali - accesso al credito e compensazione alle imprese e moratoria di tre anni per le Pmi - o non siamo disponibili ad avallare qualunque provvedimento", ha detto il direttore generale, Maurizio Beretta.

Ironico il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti che, commentando i continui rinvii, parla di "ultima perla del governo: vuole che tutte le altre parti sociali si impegnino a raccogliere i soldi del Tfr per poi darli alle assicurazioni...".

 
TFR: rinvio di un'altra settimana.
Roma, 17 novembre 2005. Ancora un rinvio per la discussione in Consiglio dei Ministri sul TFR.
La divisione all'interno della maggioranza verte sulla possibilità di far entrare le assicurazioni nella gestione dei fondi, addirittura consentendo di trasferire i risparmi dai fondi chiusi che verrebbero costituiti.
Nell'allegato articolo di oggi del Sole24Ore tutti i dettagli.

sole24ore_17novembre_pdf