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Firmato il Protocollo di intesa per il rinnovo

dei  contratti dei dipendenti pubblici.

Uno schiaffo alla dignità dei lavoratori.

Dopo gli annunci di Brunetta, che aveva anticipato quali sarebbero state le somme stanziate per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, il 30 ottobre a Palazzo Chigi Governo e sindacati Cisl, Uil, Confsal, Ugl, Usae (la Cgil si è opposta insieme ad altre otto organizzazioni) hanno sottoscritto il Protocollo di intesa che determina gli “aumenti” spettanti da gennaio 2009: 60 euro lordi per i ministeriali (per gli enti locali la cifra sarà inferiore di un 10%), mentre 10 euro lordi saranno destinati al salario accessorio.

In totale un incremento del 3,2%, cioè l'inflazione "programmata" per il biennio 2008-2009, mentre sappiamo tutti che già oggi l'inflazione reale del 2008 sta al 3,8%. Altre "chicche" dell'accordo: allungamento della vigenza economica contrattuale dagli attuali due a tre anni; uniformazione del sistema contrattuale dei dipendenti pubblici alle linee-guida già fissate per il privato e che riducono il contratto nazionale ad una "formalità" mentre sarà rimessa alla contrattazione decentrata ogni materia rilevante, compresa quella salariale.

A dicembre saranno inoltre corrisposti gli arretrati dell'indennità di vacanza contrattuale (circa un centinaio di euro lorde). 

Mentre nel paese sale giustamente la protesta di numerosi settori e in particolare nella scuola, i sindacati confederali già divisi fra di loro si danno da fare per impedire che i settori in lotta si uniscano per una causa comune.

I lavoratori della scuola hanno già scioperato da soli il 30 ottobre, mentre gli altri dipendenti pubblici sono chiamati a scioperare a questo punto dalla sola Cgil (a parte i settori sanità e enti locali in cui sciopera anche la Uil) in giorni diversi secondo il territorio (nel Lazio il 3 novembre).

Occorre dunque far crescere dal basso la protesta, appoggiando tutte quelle forme che si stanno spontaneamente auto-organizzando fuori dal controllo dei sindacati. Unificare i fronti di lotta solidarizzando fra settori diversi ma uniti dalle stesse ragioni: difesa del contratto nazionale, stipendi adeguati al costo della vita, contrasto allo smantellamento e privatizzazione dei servizi pubblici, assunzione di tutti i precari. Su questi obiettivi possiamo far crescere dal basso un ampio e pacifico movimento verso un vero sciopero generale unitario di tutte le categorie in difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Roma, 31 ottobre 2008                                                    p. il Coordinamento Asbel-Cnl  Marco Ralli

il testo del Protocollo di Intesa del 30 ottobre

 

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