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 ASBEL-CNL (Associazione Sindacale di Base Enti Locali)

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LE RETRIBUZIONI DEI MANAGER ITALIANI:
                            LE PIU' ALTE D'EUROPA                                

 

DGLI STIPENDI DEI LAVORATORI ITALIANI:              
          I PIU' BASSI D'EUROPA

 

    

 

 

 

INTANTO, AL TAVOLO DI CONCERTAZIONE, GOVERNO E SINDACATI DISCUTONO SULL’AUMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE E SUL RINNOVO DEI CONTRATTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI, CON AUMENTI CHE NON ARRIVERANNO PRIMA DEL 2008, 24 MESI DOPO LA SCADENZA !

 

I dati forniti da Eurispes evidenziano una grave ingiustizia italiana: i manager di aziende pubbliche come Alitalia e Ferrovie, pagati con soldi dello stato, guadagnano molti milioni di euro, equivalenti allo stipendio di centinaia di lavoratori dipendenti, nonostante il loro operato sia fallimentare.

         Noi lavoratrici e lavoratori, invece, siamo costretti a stipendi che non permettono di arrivare tranquilli a fine mese. Così, mentre manager e parlamentari italiani si garantiscono impuniti i compensi più alti d’Europa e gli imprenditori gongolano per i profitti elevatissimi, a noi lavoratori vogliono imporre, per esempio la Banca d’Italia, bassi stipendi e servizi ridotti o privatizzati.

 

         Prendiamo la trattativa per rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici, scaduto da ben 16 mesi: Cgil-Cisl-Uil (che non hanno presentato alcuna piattaforma con la quale avremmo visto almeno riconosciuta l’”indennità di vacanza contrattuale” pari al 50% dell’inflazione programmata) elemosinano dal Governo aumenti più bassi dell’inflazione “programmata”. Non solo, ma hanno la faccia tosta di proporre uno sciopero, il 16 aprile, senza spiegare perché i lavoratori dovrebbero accettare che gli aumenti arriveranno sulle buste paga solo nel 2008, 24 mesi dopo la scadenza !

 

         Prendiamo, ancora, la trattativa sulle pensioni. Vogliono aumentare l’età pensionabile dei lavoratori dipendenti. Hanno una bella faccia tosta, considerato che a un parlamentare bastano 31 mesi di legislatura per maturare il diritto alla pensione ! Non solo, ma dopo i lavoratori privati vogliono introdurre i fondi pensione anche per i pubblici. Recente è l’intesa che istituisce il fondo per gli enti locali e la sanità. Ci costringono a dirottare la liquidazione ai fondi integrativi: una torta di trenta miliardi di euro su cui allungano le mani banche, assicurazioni, società legate ai grandi sindacati. I manager al contrario, quando lasciano le aziende, la loro “liquidazione” (dell’ordine di svariati milioni di euro), se la tengono ben stretta.

 

         Sacche enormi di precariato, disoccupazione, lavoro nero, evasione fiscale, salari bassi, pensioni da fame, servizi pubblici disastrati, ricerca, scuola e università abbandonati a sé stessi, milioni di senza casa, milioni di poveri senza assistenza alcuna, ambiente devastato e nocivo: e questo lo chiamano “il bel paese” ?

La causa è una politica al servizio degli interessi di un capitalismo selvaggio e vorace, che mette le mani su tutto ciò che appartiene alla collettività umana, cercando di trasformare persino le persone in merci, deprivandole dei diritti e della dignità.

 

 

         Ci vogliono togliere la possibilità di pensare, sognare, cambiare. Serve reagire, per iniziare a cambiare. Ognuno di noi può fare la sua parte contro le piccole e grandi ingiustizie.

E’ un problema di coscienza e di unità, di alleanza improntata alla solidarietà fra tutte e tutti noi che subiamo ogni giorno, ma che spesso ci facciamo noi stessi portatori di valori egoistici e distruttivi.

Una alleanza solidale, fra chi sta in basso, per aiutarci, sostenerci reciprocamente, scegliere di lottare per un cambiamento radicale della nostra vita, di questa società malata.

 

 

CAMBIARE E’ POSSIBILE,  Per il bene di tutte e tutti.

 

Cambiare è possibile, quando le persone, dal basso e in piena autonomia, anche sul posto di lavoro, si incontrano, iniziano a comunicare, costruiscono comunità basate su valori positivi di solidarietà.

Accade con il comitato NO TAV in Val di Susa. Accade con il comitato NO DAL MOLIN contro la base militare USA di Vicenza. Sono esempi da cui apprendere (e con cui solidarizzare) al di là del loro esito: la gente, con l’auto-attività, nel lottare e dire BASTA alle ingiustizie, costruisce legami umani nuovi, solidali. Riprende fiducia e inizia a cercare, insieme, una via d’uscita alla crisi e una rinnovata ragione di impegno sociale, fuori da ogni logica politica mortifera.  

 

 

Roma, APRILE 2007.                                                                                                                              Coordinamento Asbel-Cnl