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Il Governo Berlusconi con un decreto legge mina alle radici

il diritto dei lavoratori di difendersi con lo sciopero

e migliorare la propria vita

 

questo volantino in formato pdf per stamparlo

 

Man mano che la crisi economica si fa più evidente e minacciosa, si intensifica l’azione del governo delle destre contro i diritti delle persone e di interi settori sociali.

Con un decreto legge vogliono definitivamente affossare il diritto di sciopero, per impedire future fiammate di ribellione sociale.

In breve, il decreto stabilisce che:

  1. potranno proclamare sciopero solo i sindacati che abbiano la rappresentanza di almeno la metà dei lavoratori;
  2. se i sindacati rappresentano almeno il 20% dovranno svolgere un referendum preventivo e ottenere almeno il 30% dei consensi;
  3. se l’organizzazione non ha almeno il 20%, non potrà svolgere il referendum e quindi sarà impossibilitata a proclamare sciopero.

Questi tre elementi svelano che l’intento è quello di vietare lo sciopero alle organizzazioni e rappresentanze di posto di lavoro. Si cancella il diritto individuale di scegliere.

Non finisce qui. Con la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero si impedisce al lavoratore di aderire all’ultimo momento. Sconcerta, poi, la previsione dello “sciopero virtuale”: il lavoratore in “sciopero” deve lavorare lo stesso, pur perdendo la giornata di paga ! Se lo sciopero viene svolto al di fuori di queste regole ogni scioperante è sanzionabile con multe fino a 5.000 euro. Il vincolo del referendum è una autentica forca caudina, non solo per la difficoltà di realizzazione e, in molti casi, l’impossibilità. Pensiamo ad una vertenza in cui a seguito di referendum favorevolmente svolto si proclama sciopero con i 15 giorni di anticipo richiesti dalla legge 146/90. Se si apre la trattativa con la controparte e si revoca lo sciopero, occorre sperare che la controparte non faccia marcia indietro, altrimenti bisogna indire un nuovo referendum e successivamente, sempre se è stato favorevole, proclamare sciopero a distanza di altri 15 giorni. Si potrebbe andare avanti così per mesi, sfiancando la lotta in corso fino a farla fallire. Non c’è che dire, il decreto legge è davvero un bel regalo ai datori di lavoro ! Eppure hanno il coraggio di spacciarlo per una legge a favore dell’utenza. Non è un caso che il decreto riguarderà inizialmente i lavoratori dei trasporti pubblici e in un secondo momento sarà esteso ai dipendenti privati e pubblici di ogni settore.

I lavoratori dei trasporti sono fra i pochi che in questi anni hanno espresso lotte importanti. I pochi a resistere agli attacchi padronali. Pensiamo alla vicenda Alitalia. Oppure pensiamo agli scioperi per la sicurezza dei treni e quindi dei passeggeri. Governo, imprenditori e giornalisti cercano da anni di montare una illogica contrapposizione dei lavoratori agli utenti. La verità è che vietare ai lavoratori di scioperare significherà, esplicitamente, vietare ai lavoratori di difendere la propria e l’altrui vita. E’ sotto gli occhi di tutti lo sfacelo di trasporti e servizi, soggetti a continui tagli di risorse e investimenti. Non è colpa dei lavoratori se trasporti e servizi funzionano male, anzi quasi sempre è solo grazie allo spirito di sacrificio dei lavoratori che continuano ad essere assicurati. L’Italia ha il triste primato europeo della mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro e di conseguenza il numero più alto di morti e infortunati. Questo riguarda tutti, lavoratori e utenti, ci riguarda come esseri umani. Il diritto di sciopero, specie quando è seriamente deciso dai lavoratori, è il diritto a migliorare le condizioni vita delle persone, è il diritto alla solidarietà, ad aiutarsi l’un l’altro, ad affermare la propria dignità più volte calpestata. Senza questo diritto sarà più difficile aiutarsi e proteggersi, è questa la verità. Ci vogliono più deboli e indifesi, l’un contro l’altro armato e a farne le spese sarà ciascuno di noi.

> Contro la prepotenza delle controparti, contro le logiche di divisione dei sindacati, difendiamo  

    la nostra dignità, difendiamo il diritto di sciopero.

> No al decreto anti-sciopero. No alle leggi che tolgono diritti ai lavoratori e garantiscono

   impunità e protezione ai potenti.

> Lavoratori e utenti uniti per una migliore qualità della vita e per servizi sicuri ed efficienti.

 

Roma, 3 marzo 2009                                                                                             Asbel-Cnl il Coordinatore, Marco Ralli