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movimento di base lavoratrici e lavoratori del Comune di Roma
(ASBEL/CNL – CONFEDERAZIONE COBAS – SLAI/COBAS – UNICOBAS)
COMUNICATO STAMPA
I VERTICI SINDACALI E AZIENDALI DEL COMUNE DI ROMA CACCIANO DAL TAVOLO DI TRATTATIVA I RAPPRESENTANTI ELETTI DAI LAVORATORI
Ieri pomeriggio - 20 luglio 2005 - presso il tavolo di trattativa centrale del Comune di Roma, mentre si svolgeva, all’insaputa dei dipendenti comunali, il confronto sul rinnovo del CCDI, quattro rappresentanti RSU eletti nelle liste dei sindacati di base (reteComune e RdB) sono stati allontanati attraverso l’intervento delle forze di polizia municipale. Gli esponenti dell’Amministrazione, d’accordo con gli esponenti dei sindacati maggioritari (CGIL-CSIL-UIL-CSA-DICCAP), non hanno ritenuto gradita la presenza dei rappresentanti RSU in quanto appartenenti a sigle estranee al regime di relazioni sindacali instaurato al Comune di Roma.
Non si tratta del primo episodio di intolleranza nei confronti di esponenti sindacali non allineati, ma questa volta c’è l’aggravante del mancato accoglimento dell’indirizzo politico recentemente espresso dal Consiglio Comunale in materia di democrazia sindacale. Il 20 giugno, infatti, il Consiglio di Roma ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che impegna il Sindaco e la Giunta a “garantire la più ampia democrazia sindacale, prevedendo una composizione della delegazione trattante RSU che includa tutte le liste che hanno un/a rappresentante eletto/a e assicurando l’esercizio del diritto all’informazione, tramite una puntuale trasmissione di tutti i documenti riguardanti gli argomenti oggetto di trattativa a tutti i rappresentanti RSU […] attraverso le liste elettorali di appartenenza”.
Nonostante questo chiaro invito da parte del Consiglio Comunale, i vertici aziendali hanno continuato a manifestare un orientamento ostile verso i rappresentanti RSU eletti nelle liste dei sindacati di base, fino al gravissimo episodio di ieri in occasione del quale la protervia degli atteggiamenti si è spinta oltre le formule di rito, con l’invocazione dell’intervento delle forze di polizia e l’espressione di minacce e ingiurie da parte di alcuni esponenti sindacali appartenenti alle organizzazioni in regime di consociazione con l’azienda.
Il sistema di “apartheid” decretato verso i rappresentanti dei movimenti sindacali di base continua malgrado i richiami del massimo organo deliberativo del Comune di Roma.
Facciamo appello a tutte le forze democratiche cittadine affinché vengano finalmente garantite a tutte le rappresentanze democraticamente elette pari dignità e pari diritti nell’ambito del sistema di relazioni sindacali. La nostra mobilitazione proseguirà anche al fine di assicurare un canale di controinformazione sulla vicenda del rinnovo contrattuale, che rischia di tradursi nell’ennesimo accordo estivo a danno dei lavoratori e delle lavoratrici del Comune di Roma.
Roma 21 luglio 2005