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Prot. 0728/2005 del 28 luglio ’05 comunicazione per affissione e divulgazione ai sensi ex art. 25 l. 300/70
movimento di base lavoratrici e lavoratori del Comune di Roma
(ASBEL/CNL – CONFEDERAZIONE COBAS – SLAI/COBAS – UNICOBAS)
basta con le trattative a porte chiuse !
Il personale del Comune di Roma aspetta da cinque anni il rinnovo del contratto integrativo. Tale ritardo ha significato, fra l’altro, il blocco dei percorsi professionali e il mancato adeguamento delle indennità.
L’inerzia dell’Ente e dei sindacati trattanti è stata così grande che le intese sottoscritte per la realizzazione delle progressioni orizzontali sono rimaste finora carta straccia e solo con l’ultimo verbale di riunione, del 20 luglio, viene fissata una data certa, il 30 ottobre 2005, per l’applicazione dell’istituto della progressione economica orizzontale.
Dopo cinque anni sarebbe stato auspicabile accompagnare le trattative con momenti di partecipazione e discussione fra i lavoratori. Invece i vertici dei sindacati concertativi e della RSU, stanno chiudendo le trattative sul rinnovo del contratto integrativo, senza avere mai avuto il mandato dell’assemblea generale RSU né, tanto meno, quello dei lavoratori, che sono completamente all’oscuro dei contenuti della bozza proposta dall’amministrazione e delle controproposte sindacali.
Come è possibile che i lavoratori non vengano messi a conoscenza dei contenuti di una trattativa così importante ? Per parte nostra non ci stupiamo, visto che come Componenti RSU eletti nelle liste dei sindacati di base continuiamo a subire un ingiustificato e odioso ostracismo che ci tiene fuori (con le buone o con le cattive) dal tavolo centrale e dal diritto all’informazione. Questo avviene nonostante un recente ordine del giorno del Consiglio Comunale, approvato da una maggioranza trasversale, che impegna l’ente ad ammettere alle trattative tutte le liste sindacali che abbiano avuto almeno un eletto/a nella RSU.
La verità è che non c’è trasparenza né democrazia nelle relazioni sindacali al Comune di Roma. Non pensiamo che sia un problema che riguarda solo nove eletti RSU di tre liste che rappresentano circa mille lavoratori ai quali viene negato, di fatto, il diritto ad essere rappresentati.
E’ un problema di tutto il personale, anche quello rappresentato da Cgil-Cisl-Uil-CSA-Diccap-Ugl, non sapere che nel nuovo contratto si parla, ad esempio, di reintroduzione della famigerata “pagellina”, di conferma e rafforzamento dei criteri per le P.O., di differenziazione dei compensi per le categorie D in base a criteri di flessibilità oraria, di possibilità di “trasferimento di azienda” che comporta il passaggio del personale comunale ad altra azienda, di mancato aggiornamento del valore dei buoni pasto, della mancata individuazione dei “lavori usuranti”, ecc. ecc.
E’ un problema che riguarda ogni dipendente, che vengano firmati accordi importanti senza mandato e senza informazione e in un periodo in cui gli uffici si svuotano per ferie. Per questo continueremo a impegnarci, con il massimo di controinformazione, perché il personale sappia quello che sta succedendo e possa consapevolmente scegliere se far sentire la propria voce o meno. Continueremo a presidiare, ostinatamente, le stanze delle trattative, fino a che quelle porte si apriranno, non solo agli eletti esclusi, ma alle lavoratrici e ai lavoratori che devono avere il diritto di assistere, anche in teleconferenza, a incontri così importanti per la loro vita lavorativa.
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