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17 OTTOBRE 2008: SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL SINDACALISMO DI BASE CONTRO LE NORME ANTI PUBBLICO IMPIEGO E L’ESTINZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI
24.09.2008: ASSEMBLEA DELLE/DEI LAVORATRICI/ORI DEL COMUNE DI ROMA
Il voluminoso Decreto leg. 112 è stato purtroppo convertito dal parlamento nella Legge 133 del 6 agosto 2008, con il sostanziale consenso (o disinteresse) della cosiddetta “opposizione” – il PD ha avuto da ridire solo sulla riduzione del salario accessorio ai poliziotti infortunati in servizio – e le tiepide proteste verbali dei sindacati confederali, che a tutt’oggi non vedono nelle inique norme approvate definitivamente motivi per proclamare un grande sciopero generale di forte protesta. Nella L. 133 si trovano molte norme che attaccano pesantemente i dipendenti pubblici, non a caso sottoposti da mesi a una “gogna mediatica” che li accusa di essere una massa di “assenteisti e fannulloni”. Una campagna denigratoria, orchestrato in prima persona dal ministro della Pubblica Amministrazione, basata su manipolazioni statistiche: i dati reali dicono invece che le assenze per malattia (senza conteggiare in modo truffaldino ferie, congedi maternità, 150 ore e tutto ciò che è riconosciuto come un diritto dalle leggi della repubblica) nel settore pubblico sono di poco superiori al privato. Una propaganda impostata inoltre sulla drastica e intenzionale sottovalutazione del valore economico e sociale dei servizi garantiti dalle pubbliche amministrazioni, considerati aprioristicamente peggiori dei servizi forniti dai privati. Il fatto che esista una minoranza di “furbi” – presente del resto anche nel privato – è solo un comodo pretesto, dal momento che esistono da anni leggi e normative adeguate per contrastare e sanzionare chi non rispetta le regole.
Gli obiettivi di questa micidiale offensiva, condotta in stretta alleanza con la Confindustria e con la Banca Centrale Europea, sono chiarissimi:
1) tagliare le risorse alle amministrazioni pubbliche bloccando le nuove assunzioni, diminuendo i fondi per i rinnovi contrattuali, prorogando da due a tre anni la parte economica dei contratti; riducendo inoltre i servizi ai cittadini e favorendo l’ulteriore privatizzazione e l’aumento dei profitti delle aziende;
2) cancellare importanti diritti delle/dei dipendenti pubblici, facendo leva tanto sulla vecchissima ma sempre efficace politica della contrapposizione con il settore privato e con i cittadini-utenti, quanto sulla tradizionale passività di gran parte delle/dei dipendenti e della conflittualità solo parolaia dei sindacati concertativi (confederali e autonomi);
3) indebolire il potere contrattuale delle/dei dipendenti pubblici accrescendo la quota del lavoro a tempo determinato, l’aumento delle sanzioni disciplinari, le esternalizzazioni, indebolendo contemporaneamente anche le lotte per salario e diritti nel settore privato.
Al Comune di Roma abbiamo una presenza abnorme precarie/i e/o esternalizzate/i: circa 5.000! Ma il sindaco Alemanno si preoccupa soprattutto della “sicurezza” e si è precipitato ad armare i vigili urbani. Non importa che – dati del Censis – Roma sia una delle città con meno omicidi di tutta Europa (sono in calo da anni in tutta Italia), che oltre l’80% delle violenze sulle donne avvengano in casa, che i morti sul lavoro siano il doppio di quelli registrati dalla “cronaca nera”; per non parlare delle vittime degli incidenti stradali, otto volte superiori. Sono dati che dimostrano una semplice verità, accuratamente occultata da politici e mezzi di informazione: per una vera sicurezza non servono più armati in divisa in giro per le strade, servono più diritti per tutte/i (italiane/i e straniere/i), tutela reale e non teorica della salute e dell’incolumità di chi lavora, redditi che consentano una vita dignitosa, servizi pubblici efficienti e gratuiti o comunque poco costosi. Tra l’altro, respingere, incarcerare, criminalizzare i migranti è anche una politica stupida e autolesionistica: invece, regolarizzare i mille lavori che svolgono in agricoltura, nell’edilizia, nell’assistenza, nei servizi ecc. aumenterebbe di molto le entrate fiscali e quelle previdenziali, garantendo maggiori e migliori servizi a tutta la popolazione e pensioni dignitose a tutte/i le/gli italiane/i! Ecco perché è giusto e saggio costruire un fronte unito di lavoratrici e lavoratori, senza artificiose e dannose contrapposizioni razziali o religiose. Perciò invitiamo tutte/i a partecipare anche alla manifestazione nazionale dei migranti del 4 ottobre, a Roma. Per opporsi al violento e micidiale attacco rappresentato dalla legge 133, frutto avvelenato della dichiarata unità di intenti di governo e Confindustria, è necessaria una risposta forte e di massa: lo sciopero nazionale generale e generalizzato del 17 ottobre, indetto dal sindacalismo di base, è una tappa fondamentale per costruirla.
DISCUTIAMONE, IN TANTE/I, NELL’ASSEMBLEA IN CAMPIDOGLIO: SALA DEL CARROCCIO, 24 SETTEMBRE, DALLE 15.00 ALLE 18.00. E ricordiamoci sempre quello che insegna la Storia: se non saremo incapaci di dire NO! potremo solo aspettarci di peggio.
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