Al personale di:              Dipartimenti, Municipi, Uffici extradipartimentali, Istituzione Biblioteche, Agenzie, Polizia Municipale, Scuole e Nidi

 

“L’AUMENTO FANTASMA… FORSE UNO SCHERZO DI CARNEVALE!” 

Cara I.P.A., stavolta l’hai combinata grossa!

 

Caro Presidente Fantauzzi, cari e care Consiglieri dell’IPA, appartenenti ai sindacati Cgil-Cisl-Uil-CSA-DiCCAP;

                         

Non appena il nuovo contratto di lavoro è stato firmato (22 gennaio) dovete aver pensato “che bello ! Con l’inglobamento della Indennità Integrativa Speciale nello stipendio crescerà la base imponibile per le ritenute IPA. Un sacco di entrate in più da gestire !”. Infatti il prelievo è aumentato del 70% in un colpo, passando a circa 37 euro mensili per ogni iscritto. Peccato che non abbiate riflettuto che questo raddoppio di ritenute, sommato ai perversi effetti del nuovo sistema di tassazione Tremonti, avrebbe contribuito a ridurre al netto in busta paga a pochi miseri euro gli aumenti concessi dopo ben due anni e numerosi scioperi (praticamente, dal totale di circa 120 euro medie lorde, tolti 50 euro di ritenute previdenziali e Irpef e circa altri 17 euro di ritenute IPA, se va bene ogni dipendente ha percepito un aumento reale inferiore ai 55 euro mensili, di cui una quota consistente –l’indennità di comparto- proviene dal salario accessorio dirottato a questa nuova voce).

 

Si dirà che, forse, non avevate previsto quanto sarebbe successo. Il prelievo IPA è dato da una percentuale fissa applicata sull’imponibile dello stipendio. Il calcolo con le procedure-paga avviene in automatico.

Una svista, dunque? Nemmeno per sogno!

Nel notiziario IPA arrivato in  questi giorni nelle nostre case annunciavate tutti i “vantaggi” per gli iscritti derivanti dalle maggiori entrate. Vogliamo ricordarvi, a questo punto, che qualsiasi assicurazione privata avrebbe la compiacenza di domandare all’iscritto se vuole aumentare i propri versamenti. Voi no. Dall’alto della vostra proverbiale supponenza (politiche sociali mai discusse con gli iscritti, bilanci d’istituto e compensi agli amministratori mai divulgati, rinnovo degli organi mai effettuato alla scadenza) avete pensato di essere coperti dallo Statuto.

 

Noi vi contestiamo nel metodo e nel merito.

1)       Nel metodo – avreste dovuto procedere a informare gli iscritti per lasciarli decidere se destinare altre quote del magro stipendio ai bilanci dell’IPA. E’ una questione di trasparenza e di democrazia.

2)      Nel merito – l’art. 4 dello Statuto IPA stabilisce che le ritenute (previdenziali, assistenziali e per indennità suppletiva) vengono effettuate sullo stipendio lordo pensionabile “…esclusa la indennità integrativa speciale”. Ora, va da sé, questa scelta è stata fatta all’inizio per evitare che gli iscritti dovessero versare quote troppo onerose in rapporto ai bassi stipendi. Se dopo anni viene modificata la struttura della busta paga ma il suo valore economico resta basso (anzi si è ridotto per via di contratti rinnovati in base ai tassi di inflazione programmata!), voi non avete alcun diritto di procedere automaticamente a considerare la quota relativa alla I.I.S. come base di calcolo delle ritenute IPA!

 

Fatte queste premesse, noi chiediamo all’On. Sindaco  di intervenire, ai sensi dell’art. 10 dello Statuto IPA “Attribuzioni del Consiglio di Amministrazione”, affinché convochi un Consiglio di Amministrazione straordinario che ridefinisca le aliquote di prelievo, in modo tale riportare i versamenti degli iscritti agli importi precedenti, salvo lievi aggiustamentii. Chiediamo, altresì, ai sindacati rappresentati nel Consiglio di Amministrazione, di prendere una chiara posizione nei confronti dell’Istituto e di attivare tutte le procedure di controllo e verifica previste. Dal Presidente dell’IPA e dai Consiglieri ci aspettiamo un chiaro passo indietro con tante scuse a tutti gli iscritti.

 

Il nostro intervento non finisce qui. L’occasione è utile per aprire una “vertenza salario” aziendale e nazionale. Contratti rinnovati in ritardo, aumenti ridicoli, arretrati non corrisposti per tempo, tassazione iniqua, ritenute extra onerose … le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Roma non ce la fanno più!      

 Mercoledì 3 Marzo assemblea di protesta di tutto il personale al tempio di giove, dalle ore 11,00 alle ore 14,00 per chiedere a Sindaco e Assessore al Personale di garantire gli arretrati nel mese di marzo e che siano ridotte le aliquote di prelievo in favore dell’I.P.A.

 

Componenti R.S.U. e Attivisti di base della costituenda RETE COMUNE

Massimo Reggio – Marco Ralli – Licia Miscimarra – Gianni Carravetta – Renzo Dongiovanni

Mail: retecomune@quipo.it        Cell. 3497404826 – 3493118167       fax 1786038011

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