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COMUNE IN CRISI ECONOMICA ? 19 aprile 2010 Il Comune di Roma naviga in cattive acque finanziarie. I finanziamenti straordinari ricevuti dal governo non sono stati sufficienti a sanare i debiti di bilancio, e questo rende difficile l'approvazione dello stesso, tanto da essere stato nominato un commissario per la gestione del debito. Così l'approvazione del bilancio è rimandata almeno fino a luglio prossimo. Questo comporta una gestione economica all'insegna del massimo risparmio di spesa, con gravi conseguenze sulla organizzazione degli uffici e sulle risorse destinate al personale. Ecco spiegato perché ancora oggi molte indennità contrattuali dovute non vengono corrisposte agli aventi diritto, in qualche caso con ritardi di due anni. Ed ecco perché le riqualificazioni professionali, i concorsi interni, dovranno attendere, anche se possiamo essere facili profeti anticipando che avremo notizie in concomitanza delle prossime elezioni per il rinnovo delle RSU, un modo facile per rivitalizzare in termini clientelari l'esangue consenso di cui attualmente godono le organizzazioni sindacali trattanti. Naturalmente è inaccettabile che il Comune di Roma scarichi sul personale la cattiva gestione economica e finanziaria. Si ha necessità di risparmiare ? Benissimo, cominciamo dai 166 assunti con chiamata diretta, di cui 49 dirigenti, con stipendi estremamente onerosi per le casse comunali. Continuiamo con le decine di consulenze, inutili duplicazioni di professionalità facilmente reperibili fra i dipendenti comunali. Proseguiamo con l'azzeramento delle posizioni organizzative, ormai destinate dalle politiche dell'attuale amministrazione ad essere scelte prevalentemente "intuitu personae". Reinternalizziamo i numerosi servizi (e il personale addetto) che in questi anni sono stati affidati a gestioni terze con aggravio dei costi e dubbi benefici per la città. Finiamola inoltre con la pletora di uffici e competenze sulla "sicurezza" e con logiche che fanno dell'intero comparto "sicurezza" una autentica voragine mangia soldi, quando l'autentica emergenza di Roma è il crescente abbandono dei servizi sociali, educativi, culturali e questo si alimenta situazioni di disagio, emarginazione e insicurezza di tutti. Queste sono alcune semplici misure "per cominciare", se davvero si vuole agire sulla doppia leva della riduzione delle spese da una parte e della ottimizzazione delle risorse dall'altra. Dubitiamo, però, che l'attuale amministrazione abbia a cuore le sorti degli uffici e del personale interno. Dunque la possibilità di invertire la rotta dovrebbe tornare nelle mani di coloro che quotidianamente si affannano per assicurare tra mille difficoltà e ristrettezze i servizi alla città: noi lavoratori. Vogliamo prenderci questa responsabilità ? Marco Ralli, responsabile Asbel-Cnl, RSU del Comune di Roma |