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COMUNICATO STAMPA
DOMANI SECONDO TEMPO DEL CONSIGLIO STRAORDINARIO SUL PERSONALE CAPITOLINO: UN MATCH CHE NON FINIRÀ IN PAREGGIO
Lunedì 9 luglio si è svolto, dopo diversi rinvii, l’atteso Consiglio Comunale straordinario sul personale. Seguendo la metafora sportiva, è stato un bruttissimo primo tempo, contraddistinto da episodi incresciosi su cui è necessario ritornare, terminato con il vantaggio della squadra di casa (le istituzioni comunali che ospitavano i dipendenti capitolini).
Fuor di metafora, visti i problemi portati in discussione (dotazione organica, concorsi, percorsi di carriera, trattamento economico, esternalizzazioni, precariato, ecc.) ci si sarebbe aspettati, da parte dell’attuale maggioranza, un atteggiamento di apertura e di ascolto delle ragioni del personale comunale, del quale nelle scorse settimana tanto si è parlato, spesso attraverso vuoti e sterili luoghi comuni (dipendenti=fannulloni) che altro non hanno fatto che esasperare le migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono, tra mille difficoltà organizzative, servizi essenziali ai cittadini.
Coordinamenti di base, comitati di lotta, organizzazioni sindacali di base, tra cui la nostra “reteComune” (cui aderiscono le sigle Asbel/Cnl, Conf. Cobas, Slai/Cobas, Cib/Unicobas), si erano dati appuntamento alle 16,00 in Campidoglio per manifestare le proprie ragioni in occasione dei lavori del Consiglio.
Inopportunamente e senza alcun preavviso, ai lavoratori giunti puntuali per partecipare alla seduta straordinaria, è stato però negato, dai vigili adibiti al controllo, l’ingresso al palazzo senatorio
Quando alle ore 18,00, in coincidenza con l’apertura dei lavori del Consiglio Comunale, è stato consentito ai lavoratori (arrivati a quel punto a circa 250) di accedere solo alla Sala del Carroccio, la rabbia è stata tanta, considerato che nella sala (contenente al massimo 100 persone) non c’era posto per tutti e che, giustamente, tutti i presenti volevano salire in Aula per assistere ai lavori. I vigili urbani hanno però opposto un netto rifiuto, invitando le persone ormai esasperate ad attendere improbabili autorizzazioni da parte della Presidenza. A quel punto, l’esplosione della protesta è stata inevitabile.
Solo il buon senso e la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori presenti ha evitato il peggio, dovendo fronteggiare l’energica contrapposizione di un nutrito gruppo di vigili urbani, supportati da agenti di P.S. in borghese. La tensione, ormai altissima, è calata solo quando è stato finalmente concesso il sacrosanto diritto di assistere ai lavori del Consiglio.
Di quanto accaduto, portano la piena responsabilità politica il Sindaco On. Veltroni e il Presidente del Consiglio Comunale On. Coratti. E’ del tutto paradossale sentire parlare di diritti, democrazia, partecipazione, anche in materia di lavoro, e dover lottare per ottenere il diritto di partecipare ai lavori di un Consiglio comunale convocato in via straordinaria proprio per discutere dei problemi del personale comunale.
Insomma, un’ennesima bruttissima figura dell’attuale amministrazione, che è talmente disabituata ad ascoltare la voce dei propri dipendenti da accettare con fastidio l’idea di vederli partecipare ad una pubblica assemblea del Consiglio dedicata, per giunta, proprio a loro.
Domani si replica: il Consiglio è stato riconvocato per riprendere e concludere la discussione. Cosa dobbiamo attenderci? In uno stato democratico, ci spetterebbero pubbliche scuse e l’invito formale a prendere parte alla discussione in aula. Partendo da un principio di realtà, molto più concretamente, ci aspettiamo il libero accesso all’aula, come prevede lo Statuto del Comune di Roma, senza “cordoni sanitari” all’ingresso.
Roma 11 luglio 2007