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VERBALE  INCONTRO CON IL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO RISORSE UMANE

 

Oggi - mercoledì 3 novembre - si è tenuta l’assemblea generale del personale avente ad oggetto le procedure concorsuali per le progressioni verticali. Nel corso della discussione sono stati affrontati tutti gli aspetti concernenti la regolarità dei concorsi e si è convenuto circa la necessità di consentire lo svolgimento delle varie fasi del processo selettivo secondo tempi e modalità corretti. Al termine dell’assemblea, una delegazione formata da quattro persone, due esponenti RSU e due dipendenti, è stata ricevuta dal Direttore del Dipartimento Risorse Umane. Il confronto con il Dott. Colaiacomo è stato lungo ed esaustivo. In buona sostanza, la posizione dell’Amministrazione è così articolata:

  • la procedure concorsuali sono da considerarsi regolari fino a prova contraria, cioè fino a quando non sarà espresso un giudizio di illegittimità da parte di un organo giudicante (TAR) e, ad ogni buon conto, se ne garantisce l’imparzialità e la trasparenza;
  • sul capitolo formazione, si ammette l’eccessiva brevità del percorso e l’approssimazione del materiale didattico, frutto di una decisione affrettata motivata dall’impossibilità di procedere, con una gara ad evidenza pubblica, all’aggiudicazione dell’appalto per la formazione; la scelta è quindi ricaduta su FormezItalia – società in house della Presidenza del Consiglio dei Ministri - che ha venduto “chiavi in mano” il pacchetto RIPAM (già sperimentato a Napoli) al Comune di Roma;
  • il ritardo è stato causato dalla tardiva approvazione del bilancio, che ha reso incerta la disponibilità delle risorse economiche (necessarie per l’espletamento delle procedure concorsuali);
  • tutte le questioni relative alle presunte irregolarità procedurali, concernenti tempi e modi attuazione delle varie fasi del processo selettivo, sono state ampiamente discusse in seno ai vertici dell’Amministrazione e si è arrivati a stabilirne l’infondatezza anche sulla scorta del parere dell’Avvocatura; in altre parole, secondo Colaiacomo, le violazioni formali delle regole previste nei bandi non costituiscono un valido motivo per invalidare il percorso di cui, al contrario sottolinea la rapidità e l’efficienza;
  • tutto il processo, compresa la sottoscrizione dei nuovi contratti, terminerà entro il 31/12/2010;
  • saranno garantite le progressioni verticali soltanto ai vincitori dei concorsi;
  • rispetto alla deroga da noi richiesta, si ammette, in linea teorica, la possibilità di una slittamento dei termini attraverso un intervento legislativo mirato (si è parlato del decreto mille proroghe o delle norme per Roma Capitale), ma alla luce dei dubbi circa l’esito politico di una simile operazione, si è deciso di continuare la procedura secondo i tempi dettati dai vincoli normativi;
  • agli inizi della prossima settimana verrà convocato un tavolo di confronto con tutte le OO.SS. allo scopo di verificare l’andamento delle procedure concorsuali e, in quella sede, si verificherà la disponibilità delle rappresentanze sindacali, o di una parte consistente di esse, a condividere la responsabilità di prolungare il processo oltre il limite del 31/12/2010, facendo riferimento al quadro normativo attuale; rispetto a questo punto è opportuno precisare che, a parere dell’Amministrazione, nonostante il D.Lgs 150/2009 (legge Brunetta), sarebbe possibile realizzare le progressioni anche nel 2011, purché siano già state avviate nel 2010, ma, come sopra anticipato, questo comunque non consentirebbe lo scorrimento della graduatoria; sarebbe invece impossibile conseguire la posizione economica, stante l’ostacolo della manovra finanziaria (legge 122/2010) di Tremonti che congela il trattamento salariale ai livelli attuali e, di conseguenza, permetterebbe di acquisire la posizione giuridica (la fascia D) ma non il relativo stipendio (il differenziale in termini economici è dato principalmente dalle indennità di funzione).

 

A commento dell’incontro avuto con il Direttore del personale, possiamo aggiungere che:

Ø      rispetto all’eventualità di ricorrere in giudizio avverso l’esito della procedura concorsuale,  esistono buone probabilità di riuscita considerando però che, in ogni caso, si potrà ottenere l’invalidazione dei concorsi ma non la loro ripetizione secondo le stesse modalità;

Ø      sull’imparzialità e la trasparenza dell’intero processo nutriamo seri dubbi, soprattutto perché, nonostante le rassicurazioni, rimane il problema di una procedura che contrasta sia con lo strumento del corso-concorso – processo fondato principalmente sul percorso formativo e sulla sua validazione attraverso un test conclusivo calibrato sul metodo formativo ed integrato da una prova che misuri le attitudini professionali del candidato – sia con le previsioni dei bandi in termini di tempi e modalità di esecuzione;

Ø      in tema di formazione, il progetto RIPAM rappresenta un prodotto di Formezitalia Spa - una delle tante società a controllo pubblico di diretta emanazione della Funzione Pubblica (leggi Brunetta) – che è stato rilasciato, previa apposita convenzione, al Comune di Roma; la qualità e le modalità di fruizione del materiale didattico rendono evidente l’inconsistenza del pacchetto formativo e la sua inutilità ai fini di un serio aggiornamento professionale. Il paradosso è che si tratta di un programma già celebrato come un’innovazione nei processi di riqualificazione del personale della P.A. e, per giunta, rivenduto dall’ineffabile ministro come un prodotto di eccellenza frutto della sua riforma!!    .

Ø      sui ritardi, appare fragile la motivazione della tardiva approvazione del bilancio, in quanto non era possibile bandire un concorso senza prevedere la relativa copertura finanziaria;

Ø      in merito alla sfida lanciata da Colaicomo sui tempi di esecuzione, riteniamo che sia tecnicamente assai difficile – se non impossibile - chiudere le procedure, compresa la firma dei contratti, entro il 31/12/2010; basterà un impedimento qualsiasi per vanificare l’intera corsa e,comunque, si potrà raggiungere l’obiettivo solo violando le prescrizioni contenute nei bandi di concorso;

Ø      sullo scorrimento delle graduatorie, è chiaro come l’Amministrazione abbia già confezionato l’alibi per stroncare sul nascere qualsiasi aspettativa: in base alla legge Brunetta può valere tutto ed il contrario di tutto, cioè si potrebbero allungare i termini della procedura, ma non si potrebbe far valere il diritto dei candidati risultati idonei però non in possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno;

Ø      sulla deroga alle norme attualmente vincolanti, è ormai piuttosto evidente che il combinato disposto delle due normative (legge brunetta e finanziaria tremonti) paralizzi concretamente l’attività della P.A., soprattutto nell’ambito delle autonomie locali e che, ad ogni modo, si dovrà arrivare ad una proroga del quadro normativo previgente ovvero alla mancata applicazione de facto della riforma brunetta;

Ø      da ultimo, la facoltà di ridiscutere i termini di esecuzione delle procedure offre l’opportunità di verificare le posizioni reali delle OO.SS. ammesse al tavolo di trattativa, le reali assenti dell’intera vicenda. Fino ad oggi, al di là di una “sotterranea” attività di informazione e formazione (già avviata dalla scorsa estate), CGIL-CISL-UIL-CSA sull’argomento delle procedure concorsuali non hanno saputo esprimere un punto di vista unitario e hanno assunto il ruolo di stampella dell’Amministrazione.

 

Vi terremo aggiornati sull’evoluzione dei fatti.

 

Il Coordinamento di reteComune.