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ELEZIONI RSU NOVEMBRE 2007
APPELLO DEL SINDACALISMO DI BASE E DI RETECOMUNE
PER L’UNITA’ DAL BASSO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI,
PER DARE VITA AD UNA LISTA UNITARIA, PLURALE, LIBERA E SOLIDALE.
Il mondo del lavoro ha subito profonde trasformazioni. I poteri economici forti sono riusciti in pochi anni a rimettere in discussione i capisaldi del sistema di tutele sociali costruito grazie alle lotte collettive degli anni sessanta-settanta.
Assistiamo così alle fasi finali dello smantellamento del sistema previdenziale pubblico, con l’innalzamento dell’età pensionabile e l’ulteriore riduzione dei coefficienti di rendimento, tali da far calare le future pensioni a meno della metà dello stipendio. Sul fronte delle retribuzioni siamo ormai arrivati ad una sorta di salario di sussistenza e, dopo quattordici anni di contenimento del costo del lavoro, i rinnovi dei contratti nazionali pubblici vengono riportati a tre anni anziché due, con un’ulteriore, drammatica perdita del potere d’acquisto degli stipendi.
Di fronte al mutato quadro di tutele, le lavoratrici e i lavoratori si presentano deboli e divisi. La crescita esponenziale dei rapporti di lavoro precari, oltre a minare il futuro dei più giovani, ha aggredito e stremato l’intera classe lavoratrice. Frazionati per categorie professionali, anzianità, titoli, incarichi, tipologie contrattuali e incalzati dal ricatto occupazionale che pesa sui più deboli (cioè i precari), i dipendenti pubblici rischiano di trasformarsi negli ultimi scomodi testimoni di un'idea di lavoro stabile e tutelato. E anche per questo sono oggetto di continui attacchi mediatici, orchestrati da sedicenti esperti prezzolati, che sottendono l’urgenza politica di arrivare velocemente alla spartizione delle lucrose attività dei servizi gestiti dalla P.A.
Le logiche di divisione sono da anni alimentate non solo da chi determina le strategie di attacco al mondo del lavoro ma anche da chi si autodefinisce “rappresentante dei lavoratori”. I vari sindacati, in primis quelli che hanno diritto a partecipare a tutti i tavoli di trattativa, perseguono politiche che, a ben guardare, poco o nulla hanno a che fare con gli interessi della collettività che rappresentano e, al contrario, molto hanno a che vedere con la loro presenza diffusa in tutti gli apparati di potere che governano i processi di trasformazione (si veda il caso dei fondi per la pensione integrativa). Appena possono giocano a dividersi fra loro e a dividere i lavoratori, impedendo la creazione di un fronte di lotta unitario che miri ad ottenere risultati utili per la categoria del lavoro dipendente. Esemplari, in tal senso, sono state le ultime trattative estive su pensioni e welfare: la messa in scena della concertazione, con il corollario (mediatico) dei falsi contrasti tra i leader sindacali, ha di fatto permesso l’avallo di pessimi accordi e ha occultato il vasto movimento spontaneo dei lavoratori che si opponeva all’ennesima combine tra governo e sindacati.
Per cercare di superare questa divisione e contrastare l’attacco senza precedenti che sta demolendo il sistema di tutele del lavoro, tre anni fa gli attivisti di Asbel/Cnl, Conf. Cobas, Slai/Cobas, CIB/Unicobas decisero di unire le forze del sindacalismo autorganizzato, creando un coordinamento di tipo orizzontale, ciascuno portando il proprio contributo di sensibilità, pratiche e valori. Questa unità ha dato vita all’associazione “reteComune - movimento di base lavoratrici e lavoratori del Comune di Roma”, a significare l’intenzione di creare uno spazio libero di confronto e impegno, che aiutasse a superare le logiche di divisione fra sigle, mettendo insieme esperienze di base già organizzate, coordinamenti e comitati di lotta dei lavoratori. Un progetto fondato su un’idea centrale: impegnarsi a ricostruire uno strumento di auto-difesa delle lavoratrici e dei lavoratori, indipendente dalle controparti. Già in occasione della nostra costituzione, rivolgemmo un appello a tutte le organizzazioni del sindacalismo di base presenti al Comune di Roma, nel segno di un’unità di intenti e di valori che superasse gli schieramenti e le piccole logiche di apparato.
Il risultato delle elezioni di tre anni fa confermò la giustezza del nostro progetto: se anche RdB e Usi avessero accettato di partecipare al progetto di reteComune, avremmo ottenuto i numeri necessari per accedere, come esponenti di una lista autorganizzata, ai tavoli di trattativa centrali del Comune di Roma. Come noto, i meccanismi “democratici” creati ad arte dalle sigle cosiddette rappresentative (CGIL-CISL-UIL-CSA-DICCAP), di fatto impediscono la presenza ai tavoli negoziali di esponenti di schieramenti antagonisti, che possano in qualche modo contrastare, anche solo registrando e testimoniando ciò che avviene nel chiuso delle fasi di trattativa, l’insana commistione di interessi tra le parti (datoriale e sindacale). Solo con la forza dei numeri e, quindi, con rapporti di forza più favorevoli in termini di consensi elettorali alle RSU, si potrebbe modificare questa assurda convenzione e si potrebbe riuscire ad imporre una presenza vigile e critica all’interno delle sedi negoziali. L’obiettivo era, e rimane, quello di alterare gli equilibri di potere interni, certi che solo un grande movimento di base, sufficientemente organizzato e consapevole, possa in qualche modo irrompere sulla scena sindacale del Comune di Roma e appropriarsi degli strumenti di rappresentanza. Così si determinerebbero le condizioni per gestire in modo più trasparente e partecipato i processi di trasformazione trattati in sede di confronto sindacale. La costruzione di migliori modalità relazionali ai vari livelli, sindacale, umano e lavorativo, e la piena esplicazione di prassi partecipative, già da soli esprimerebbero un notevole impatto politico sui logori meccanismi di potere fondati sulla delega. Attraverso una rappresentanza che sia espressione diretta della volontà della base, inoltre, si innescherebbero una positiva contaminazione del sistema di relazioni sindacali e una crescita della conflittualità sociale. Da questi fattori potrebbe discendere una forte azione di contrasto al decadimento del clima culturale e sindacale che ha prodotto pericolosi “danni collaterali” (perdita del potere contrattuale, assenza di autonomia dal quadro politico, ritardi incredibili nell’applicazione degli istituti contrattuali, progressiva riduzione dei diritti, incremento del potere discrezionale dei dirigenti, assenza di valorizzazione delle professionalità interne, blocco delle progressioni di carriera, aumento dei carichi di lavoro, esternalizzazioni dei servizi, precarizzazione dei rapporti di lavoro, etc.) .
Prossimamente, dal 19 al 22 novembre, si voterà per il rinnovo della RSU. Abbiamo purtroppo la (quasi) certezza che, anche stavolta, le atre sigle del sindacalismo di base non aderenti al “cartello” di reteComune preferiranno difendere le loro ragioni “di bandiera”, presentando proprie liste distinte e ignorando l’esigenza di una vera unità del fronte sindacale alternativo. L’elemento innovativo della lista reteComune è stato proprio quello di spingere le (troppe) sigle del sindacalismo autorganizzato a fare un passo indietro, ponendo le organizzazioni all’interno di un unico contenitore e ridimensionando fortemente le logiche di appartenenza e i consueti meccanismi di proselitismo. Tutto ciò nella convinzione che non esista un sindacato migliore degli altri, ma solo l’urgenza di rimettere al centro gli interessi del mondo del lavoro e di consolidare e unire le esperienze alternative al sindacalismo tradizionale per ridare forza al movimento di base dei lavoratori e delle lavoratrici. In buona sostanza, un’autentica unità di forze diverse, in rapporto paritetico fra loro, senza rinunce alle varie specificità ma con un forte richiamo all’identità comune. A questa esigenza, evidentemente, le altre organizzazioni (USI e RdB) non hanno voluto rispondere, probabilmente perché sono distratte dai propri sogni di gloria, alla ricerca di un’egemonia sterile e settaria.
Concludiamo facendo appello alle lavoratrici e ai lavoratori, nei vari posti di lavoro, affinché si propongano come candidati nella lista che reteComune si accinge a costruire per le prossime RSU. Invitiamo anche i coordinamenti di lotta e i comitati di base, che in questi mesi hanno trovato il nostro pieno e stabile appoggio, a fare un passo ulteriore, ad entrare nel coordinamento di reteComune attraverso uno o più portavoce. Questo consentirà ai comitati ed ai coordinamenti di far sentire la propria voce e rivendicare le proprie ragioni attraverso un organismo collettivo più ampio, in piena libertà e avendo garantiti il massimo sostegno, la solidarietà e le tutele legali da parte di reteComune e di tutte le sigle sindacali ad essa aderenti. Un coinvolgimento che non richiederà alcuna contropartita, ma solo la condivisione delle battaglie comuni.
Ci rivolgiamo, dunque, alle e ai portavoce e attivisti dei comitati e dei coordinamenti di lotta, alle varie “comunità” di dipendenti comunali, a iscritti e non iscritti ai vari sindacati, affinché si possa costruire tutti insieme la lista denominata “reteComune” per le prossime elezioni RSU.
Una lista plurale, unitaria, libera e solidale.
PER DISCUTERE LE NOSTRE PROPOSTE E ADERIRE AL COORDINAMENTO DI RETECOMUNE
TI INVITIAMO A PARTECIPARE ALLA RIUNIONE CHE SI TERRA’ MERCOLEDì 19 SETTEMBRE, ALLE ORE 16,30,
PRESSO LA CASA DELLA PACE IN VIALE TRASTEVERE N. 66
Documento sottoscritto da:
>i/le portavoce di Asbel/Cnl, Confederazione Cobas, Slai/Cobas, Cib/Unicobas aderenti a reteComune
>I/le Componenti RSU di reteComune
>Il Coordinamento di reteComune (Gianni Carravetta, Federica Galli, Roberto Giuliani, Licia Miscimarra, Maurizio Monaldi, Marco Ralli, Massimo Reggio, Gabriella Scafati)

movimento di base lavoratrici e lavoratori del Comune di Roma
aderiscono i sindacati di base Asbel/Cnl, Confederazione Cobas, Slai/Cobas, Cib/Unicobas
Recapiti: 349.3118167 - 347.1876625 - 349.7404826 - 335.6702329 – 339.8173670
Fax 06.97843413 - 06.55301716 www.retecomune.org – e-mail: coordinamento@retecomune.org