GLI APPARATI SINDACALI BOCCIANO LE RICHIESTE DEI DIPENDENTI DEL COMUNE DI ROMA PRESENTATE DAGLI RSU DI BASE

Dopo due anni di vuoto assoluto, è stata convocata l’Assemblea Generale delle RSU. La deludente risposta (93 presenti su 180 componenti) alla convocazione dell’assemblea generale delle RSU ha messo in evidenza l’assoluta disaffezione al ruolo da parte della maggioranza degli eletti nelle sigle confederali. Questo aspetto, combinato con la supponenza delle segreterie sindacali, convinte sostenitrici dell’intesa sulla nuova dotazione organica appena siglata, ha condizionato l’esito dell’intero dibattito.

Come RSU delle liste dei sindacati di base abbiamo presentato 2 ordini del giorno che sintetizzavano le richieste avanzate dai dipendenti emerse nel corso dell’assemblee sindacali:

• Lo scorrimento di tutte le graduatorie concorsuali ancora aperte

• Assunzione del personale a tempo determinato (COL e U.O. contravvenzioni)

• L’estensione dell’accordo dei Vigili Urbani a tutte le categorie professionali con percorsi di riqualificazione e riconoscimento delle professionalità esistenti

• L’aumento della dotazione organica (incremento del personale OSSE. ispettori annonari e il profilo educativo per il personale AEC)

• Eliminare le consulenze. (lavori atipici e le alte professionalità nel Comune)

Il tentativo di avviare un vero approfondimento sui temi sopraindicati è stato inibito dall’assoluta passività (o addirittura ostilità pregiudiziale) dei delegati dei sindacati concertativi. La sensazione è stata che la maggior parte dei rappresentanti siano accorsi solo per testimoniare a favore dell’apparato di riferimento, in un numero sufficiente ad avallare decisioni già prese. L’esito del voto sull’approvazione della nuova dotazione organica è stato quindi scontato. In conclusione, la presentazione dei due ordini del giorno, con l’intento di migliorare l’intesa sulla nuova dotazione organica, è stata letta come una sorta di provocazione all’ordine costituto e ha suscitato in molti dei presenti un moto di insofferenza o, nel migliore dei casi, una scortese indifferenza.

Abbiamo presentato anche due mozioni, una sulla riduzione del ricorso alle consulenze e sulla valorizzazione del personale e l’altra sulla democrazia all’interno della RSU. Sono state lette quando la sala dell’assemblea era praticamente vuota a causa della “fuga” dei delegati, già troppo affaticati dalle due ore scarse di assemblea. E questo l’alto senso di responsabilità espresso dai rappresentanti eletti dalla base. Talmente alto da provocare addirittura la reazione del Coordinatore della RSU, il quale, nonostante la sua appartenenza sindacale (CISL), non ha potuto fare a meno di stigmatizzare il comportamento dei colleghi.

L’esperienza sindacale all’interno della RSU del Comune di Roma è davvero mortificante. L’organismo che doveva essere la massima rappresentazione della democrazia in ambito sindacale è ormai svuotato di ogni ruolo e di ogni significato. La maggioranza che governa le sorti dell’assemblea elettiva ha ridotto, se non eliminato dei tutto, la possibilità di discutere e elaborare strategie sindacali che partano dalle esigenze reali dei dipendenti. Hanno trasformato le RSU in una mera appendice delle segreterie sindacali: ogni aspetto della vita interna è regolato dalla logica di appartenenza agli apparati; ogni decisione viene presa sulla base di meccanismi che sfuggono al controllo democratico; ogni tentativo di aprire un dialogo, un dibattito vero, sulle questioni di interesse collettivo viene prontamente boicottato.

Per quanto riguarda la prosecuzione delle vertenza vi comunichiamo che il 29 marzo (mattina) si riuniranno di nuovo per approvare definitivamente il nuovo sistema di classificazione del personale e la nuova dotazione organica, compreso il nuovo piano assunzionale 2004 nonché la previsione della concorsualità conseguente alla nuova dotazione organica

I/Le COMPONENTI RSU

Gianni carravetta, Massimo Reggio, Licia Miscimarra, Renzo Dongiovanni, Gianni Troiani, Daniela Eginni, Luisa Ledda, Nando Bucci

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