Lettera aperta alle lavoratrici e ai lavoratori del Comune
di Roma,
ai coordinamenti e ai comitati dei dipendenti capitolini
Proposta di costituzione di “Rete Comune”
Nel corso degli ultimi mesi è salito il
livello di attenzione verso le iniziative di “Rete Comune”. Abbiamo indetto
numerose assemblee, alcune molto partecipate, su vari temi (nuova dotazione
organica, contratto di lavoro, IPA, ecc.) e abbiamo aperto un canale di
comunicazione stabile, attraverso la trasmissione di fax e mail di
informazione sulle vertenze in corso. Crediamo sia utile, adesso, fare il
punto sul progetto “Rete Comune”, soprattutto perché entriamo in una fase
assai delicata per il nostro futuro lavorativo, in cui sarà necessario
indirizzare il forte malcontento e le spinte rivendicative verso una modalità
costruttiva d’intervento.
Anzitutto: che cosa è “Rete Comune”
? Il progetto nasce dall’incontro e dall’azione unitaria di un gruppo di
attivisti e attiviste appartenenti a sigle diverse del sindacalismo di base
presenti al Comune di Roma, molti dei quali eletti nella R.S.U. La nostra
proposta comincia quindi dalla verifica di un percorso umano e politico,
un’esperienza ricca di iniziative di lotta comuni che, negli anni, ha fatto
crescere la consapevolezza che esistono molte più ragioni per unire le forze
che non per dividerle, secondo logiche di appartenenza sterili e settarie.
Di fronte alla forza e al potere del
datore di lavoro, le politiche competitive delle diverse sigle sindacali
diventano inefficaci e possono alimentare spinte corporative. Si disperde la
possibilità di affermare un punto di vista generale degli interessi della
categoria e difenderne le ragioni.
Per questi motivi, “Rete Comune” ha
fra i suoi obiettivi il superamento dei meccanismi di appartenenza e
competizione tra sigle. Non si propone come un altro soggetto sindacale
tradizionale, ancorato alla prassi del proselitismo e orientato verso la
crescita del proprio apparato. Ha l’ambizione di prospettare una forma nuova
di attività sindacale nei luoghi di lavoro del nostro ente e delle aziende ad
esso collegate.
“Rete Comune” intende proporsi come
sistema aperto, piuttosto che come struttura organizzata. Un sistema basato
sulla partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori (iscritti o
non iscritti alle varie sigle sindacali) e sull’enorme potenzialità del metodo
di lavoro “in rete”. Ognuno potrà contribuire liberamente alla vita
associativa, secondo i propri mezzi e i propri bisogni materiali e
intellettuali, per dar vita ad un progetto reticolare fondato
sull’orizzontalità delle competenze e dei ruoli. L’associazione si profila
dunque come un contenitore all’interno del quale far convivere esperienze di
natura sindacale e interventi di tipo culturale.
Sinteticamente pensiamo che “Rete
Comune” può essere definito un “movimento di base di lavoratori/lavoratrici
che si organizzano e lottano spontaneamente per difendere i propri diritti e
conquistarne di nuovi, costruendo una rete stabile di contatti basata sulla
comunicazione orizzontale e l’informazione permanente.
I terreni di intervento e iniziativa
potranno essere i più vari:
1)
sul piano sindacale, le problematiche legate al salario,
all’ordinamento professionale, alla salute e sicurezza, all’orario di lavoro,
ai diritti e tutele previsti dalle leggi e contratti vigenti, fino alla
elaborazione di piattaforme rivendicative e di lotta categoriali o generali;
2)
sul quello sociale e culturale, campagne di sensibilizzazione e di
mobilitazione su temi d’attualità, stili di vita, modelli di consumo, e su
temi di interesse generale quali il movimento per la pace, la tutela
dell’ambiente, le iniziative umanitarie nell’ambito della cooperazione
internazionale, ecc.
Alle forme usuali d’intervento
(assemblee nei luoghi di lavoro, volantini, petizioni, presidi, scioperi),
affiancheremo i nuovi metodi di comunicazione in rete, attraverso la
tecnologia telematica (sito web, blog, mailing list, newsletter). Di volta in
volta, partendo dalle pratiche diffuse di disobbedienza civile, sarà il
movimento reale dei soggetti partecipanti a scegliere forme e mezzi più
opportuni per organizzare la protesta e proporre soluzioni alternative.
Per quanto riguarda le agibilità
sindacali, ciò che ci interessa evidenziare è che, grazie ai diritti acquisiti
dai singoli RSU eletti nelle liste dei sindacati di base, abbiamo potuto dare
vita, dentro l’involucro“Rete Comune”, a diverse iniziative di lotta e di
sensibilizzazione (assemblee, petizioni, campagne, trattative…), altrimenti
irrealizzabili. Nonostante i limiti formali e sostanziali del sistema di
relazioni sindacali, abbiamo potuto aprire uno spiraglio di libertà e
democrazia sul piano della comunicazione interna e dell’autorganizzazione
dell’azione sindacale.
Pensiamo che questa esperienza debba
essere rinnovata e consolidata. A novembre 2004, quindi tra pochi mesi, si
terranno le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie
(RSU), che durano in carica tre anni. L’attuale disciplina prevede che i
lavoratori possano presentare proprie liste di candidati, purché formalmente
costituite.
Il nostro progetto include la
possibilità di sviluppare e radicare il movimento “Rete Comune” nei principali
uffici comunali (municipi, dipartimenti, scuole, ecc.). Crescendo la rete dei
partecipanti, i lavoratori e le lavoratrici avranno l’opportunità di
scegliere propri portavoce in ogni luogo di lavoro. In questo modo, i
portavoce della base, ma anche gli esponenti dei coordinamenti e dei comitati
di dipendenti già costituiti, potranno candidarsi nella lista indipendente
“Rete Comune”. L’obiettivo più immediato è far eleggere un numero
significativo di rappresentanti delle istanze della base dentro le RSU, per
portare un vento di novità e di lotta in un organismo che, attualmente, è
immobile e ostaggio del potere delle segreterie dei sindacati confederali. Il
fine generale è allargare l’esercizio delle libertà e dell’azione sindacali ad
una platea ampia di lavoratori e lavoratici, in maniera tale che si superi il
meccanismo della delega e nasca dal basso un protagonismo diffuso per
migliorare le nostre condizioni di vita e di lavoro.
Invitiamo tutte e tutti coloro che
sono interessate/i al nostro progetto ad un'assemblea costituente di “Rete
Comune”.
Il movimento di base “Rete Comune”
per poter presentare una lista di candidati alle elezioni RSU, deve dotarsi di
uno Statuto, registrarlo presso l’Ufficio del Registro e inviarne copia all’ARAN
e al datore di lavoro. Alleghiamo pertanto la proposta di Statuto della
associazione, suscettibile delle modifiche e integrazioni che saranno
proposte. Lo Statuto è stato pensato come una sorta di “carta di identità” del
movimento, centrata sugli obiettivi e sui valori che ci accomunano, piuttosto
che su aridi criteri organizzativi.
L’assemblea è convocata per il
giorno mercoledì 31 marzo, alle ore 15,00 presso la Sala Blu di Lungotevere
Pierleoni 5 (all’altezza dell’Isola Tiberina), al secondo piano del
Dipartimento Politiche del Lavoro.
Marco Ralli (3493118167), Gianni Carravetta
(3471876625), Massimo Reggio (3497404826)