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IL GOVERNO BERLUSCONI

CONTRO LA LIBERTÀ DI SCIOPERO !

 

 Mentre nel paese aumentano segnali di malcontento e sale la protesta contro i provvedimenti del Governo a partire dal settore della scuola, l’esecutivo vara un decreto per impedire ai lavoratori pubblici di scioperare e ignora la voce democratica espressa nell’imponente manifestazione del 17 Ottobre promossa dal sindacalismo di base.

Il diritto di sciopero già da anni è stato ingabbiato e fortemente limitato (legge 146/90). Adesso il Ministro Sacconi presenta un provvedimento che ha l’obiettivo di limitare ulteriormente un  diritto soggettivo sancito dalla costituzione. Con il consenso di Cisl, Uil, Ugl, e i distinguo della CGIL, il Governo propone un disegno di legge delega per la regolamentazione e prevenzione dei conflitti collettivi di lavoro. Tra i punti più controversi della proposta segnaliamo il referendum consultivo preventivo obbligatorio tra i lavoratori in caso di proclamazione di sciopero e la dichiarazione preventiva di adesione da parte del singolo lavoratore. In più, raccogliendo una vecchia proposta dell’ingegnoso Angeletti (UIL), Sacconi introduce l’istituito dello “sciopero virtuale”: praticamente il lavoratore si reca al lavoro ma rinuncia alla retribuzione.

Questo è l’ennesimo atto del Governo mirato allo smantellamento progressivo dei diritti: scuola, sanità, pubblico impiego, fino al diritto di sciopero, la musica non cambia. A fronte dell’inadeguatezza degli stipendi medi al costo della vita reale, dell’inesorabile aumento della soglia di povertà, della precarietà e della mancanza di prospettive per le giovani generazioni, il governo risponde attaccando diritti acquisiti. In sostanza si vuole comprimere fortemente la libertà di sciopero, per rendere ancora più morbida e inconsistente l’iniziativa sindacale.

Questo Governo mostra con arroganza i suoi tratti più antipopolari, fomenta l’odio e le divisioni sociali, investe grandi risorse a difesa dei conti di banchieri e imprenditori, incrementa le spese militari, sfida l’Europa sul terreno della tutela ambientale per gli interessi degli industriali, ostinandosi per giunta ad ignorare la macabra quotidiana sequela delle morti sul lavoro. Strumentalizzando paure e incertezze alimentate attraverso i media colloca i militari per le strade, e adotta provvedimenti apertamente razzisti, ultimo tra i quali quello della Lega per l’istituzione di classi differenziate per i bambini immigrati.

Berlusconi colto da un vero delirio dittatoriale minaccia l’uso della forza pubblica per reprime la protesta nelle scuole e nelle università.

Brunetta modifica le regole e i diritti dei lavoratori pubblici trattandoli da parassiti rispetto ai settori privati. Si riducono le risorse per i servizi pubblici, per la scuola, si precarizza a tempo indefinito il mondo del lavoro, si blinda la partecipazione dei cittadini alle scelte e alla vita politica.

Il livello di guardia è stato raggiunto: bisogna sostenere sempre più numerosi le iniziative di protesta che ci saranno nei prossimi giorni in difesa del lavoro, dell’ambiente e della scuola pubblica e, più in generale, dei beni comuni, a partire dall’acqua e dal territorio in cui viviamo. Tutte azioni che verranno intraprese per impedire al nostro Paese di trovarsi nell’incubo di una dittatura, cioè senza più diritti e le libertà personali.

 

Fuori e contro le logiche della casta al potere, autorganizzazione dappertutto.

 

RETECOMUNE

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