Informazione sindacale per affissione e divulgazione (ex art 25 legge 300/70)
L’ULTIMO INGANNO
Roma 27/09/04
In questi giorni centinaia di raccomandate stanno pervenendo al Comune di Roma. Si tratta dei ricorsi presentati dai dipendenti che hanno sostenuto il concorso interno per 337 posti da I.D.A. (istruttore direttivo amministrativo) e che hanno atteso tre anni per conoscere le sorti della graduatoria concorsuale. I vertici sindacali e aziendali, anticipando di quasi due mesi la scadenza naturale di tale graduatoria (14 settembre 2004), in data 29 luglio 2004 hanno firmato un verbale d’intesa che, con un colpo di spugna, ha cancellato le speranze di oltre 300 persone. Non rimaneva che tentare di adire le vie legali, ed è ciò che i lavoratori e le lavoratrici hanno fatto.
Quanto illustrato, però, non spiega sufficientemente le ragioni di chi protesta contro le decisioni assunte in sede di trattativa sindacale. Il concorso di cui parliamo, bandito nel lontano 1997, ha rappresentato una delle pagine più oscure della storia del nostro ente. Sin dalla prima prova di selezione a quiz, nel settembre 1999, la procedura concorsuale è stata caratterizzata da indecorose carenze organizzative e gravata da seri dubbi circa la sua regolarità. A testimonianza di ciò, è opportuno ricordare che la prova selettiva a quiz fu rinviata, a partire da quel primo fallimentare tentativo, per ben tre volte a causa di incredibili inefficienze organizzative. Il tutto fu gestito nel più totale spregio dei fondamentali principi di buona amministrazione, con un enorme dispendio di risorse economiche e umane. Nonostante ciò, l’Amministrazione volle caparbiamente, in accordo con i vertici sindacali, portare avanti la procedura concorsuale fino allo svolgimento delle prove orali. Si trattò, insomma, di un vero scandalo per cui, malgrado le macroscopiche irregolarità e gli errori commessi, nessuno ha pagato in termini di responsabilità politiche e amministrative. I dipendenti, invece, hanno dovuto subire un’umiliante e prolungata situazione di disagio e frustrazione e, alla fine, gli ultimi 300 rimasti in graduatoria si sono dovuti arrendere di fronte all’arroganza delle argomentazioni della controparte.
In questa vergognosa vicenda, ciò che più rileva, in ordine ai diritti lesi, è la questione del risarcimento dei danni materiali e morali. Le persone che hanno utilizzato giorni di ferie, tempo libero, soldi per prepararsi ad un concorso gestito in modo così imbarazzante non saranno mai risarcite, né l’ente si preoccuperà di saldare il conto con la collettività che si è vista sottrarre risorse umane (oltre 2000 dipendenti impegnati, tra rinvii ed errori della procedura concorsuale, per circa un anno) ed economiche (basterebbe calcolare i costi delle raccomandate, le spese per le ditte esterne coinvolte, i costi di affitto delle sale per lo svolgimento delle prove, gli emolumenti per le commissioni d’esame ….). Nessuno, infine, pagherà i danni morali sofferti dal personale, ingannato e mortificato da un comportamento tanto irresponsabile.
L’Amministrazione, inoltre, avendo proceduto ad uno scorrimento parziale della graduatoria con cui ha quasi raddoppiato i posti disponibili, ha dimostrato che esiste un’effettiva necessità di figure professionali corrispondenti al profilo di istruttore direttivo. A supporto di questa tesi, nella nuova dotazione organica appena varata, sono stati individuati ben 181 posti relativi al nuovo profilo di Funzionario Amministrativo, figura totalmente assimilabile al vecchio I.D.A. Com’è possibile che, esistendo una tale carenza d’organico, peraltro sottostimata e comunque preesistente alla firma del verbale del 29/07/04, non sia stata utilizzata la graduatoria concorsuale ancora aperta? Le parti al tavolo di trattativa hanno preferito assecondare le rispettive esigenze d’apparato: da un lato la necessità di concentrare gli sforzi negoziali sulle priorità dettate da altre categorie professionali politicamente più forti (ad esempio i vigili) e, dall’altro, l’urgenza di voltare pagina e proclamare la riforma dell’ordinamento professionale dell’ente (nuove famiglie professionali e nuova dotazione organica).
Alla “categoria” degli esclusi, rivolgiamo un appello: questa fosca vicenda ha dimostrato che non esiste la possibilità di rappresentare i nostri interessi, in sede di confronto sindacale, attraverso la delega alle organizzazioni maggioritarie (cioè quelle trattanti: CGIL-CISL-UIL-CSA-DICCAP). Preso atto di questa realtà, è necessario tentare ogni possibile via legale per il riconoscimento dei nostri diritti, come state e stiamo facendo, e togliere consenso agli apparati sindacali concertativi. Per questo motivo abbiamo fondato un organismo sindacale indipendente attraverso cui veicolare le nostre richieste e pretendere maggiore giustizia.
Le prossime elezioni RSU (novembre 2004) saranno una formidabile opportunità per riprendere in mano i nostri destini lavorativi. Candidatevi e collaborate con noi alla presentazione della lista reteComune.
reteComune movimento di base delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Roma
e mail: retecomune@quipo.it - Componenti R.S.U.: Gianni Carravetta (3471876625) - Massimo Reggio (3497404826)
Renzo Dongiovanni (3486511089) - Licia Miscimarra (3476062175) e attivisti di base: Marco Ralli (3493118167)
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