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movimento di base lavoratrici e lavoratori del Comune di Roma                 

(ASBEL/CNL – CONF. COBAS – SLAI/COBAS – UNICOBAS)

 

 

Il Protocollo Governo-Sindacati del 23 luglio

 RITORNO AL FUTURO

Il protocollo firmato lo scorso 23 luglio tra CGIL/CISL/UIL e Governo è un brutto accordo che prefigura un pessimo futuro. Vediamo in estrema sintesi perché.

 

Questo accordo non supera lo scalone.

I problemi derivanti dalla riforma Maroni (60 anni per tutti a partire dal 1 gennaio 2008) sono stati semplicemente rimossi. L’età pensionabile, infatti, è stata traguardata a 62 anni con 35 di contributi, o a 61 con 36, a partire dal 2013. Chi ha 40 anni di contributi continuerà a uscire con le “finestre”, ridotte però a due. Anche per le donne la cosiddetta pensione di vecchiaia, ora può superare i 60 anni e quella degli uomini i 65.

 

La beffa degli addetti ai lavori usuranti.

L’anticipo di 3 anni per l’età pensionabile riguarda solo 5.000 lavoratori, fino al 2013. Dal 2013, poi, anche i pochi lavoratori riconosciuti in questa categoria dovranno attendere i 58/59 anni.

 

I falsi aumenti delle pensioni.

Solo i pensionati con un reddito al di sotto degli 8.000 euro annui, avranno il ridicolo aumento di 30 euro al mese (un euro al giorno). Come contropartita è stata imposta una revisione dei coefficienti di calcolo delle pensioni con una riduzione per tutti i futuri pensionati di 6-8 punti percentuali. I  coefficienti, inoltre, verranno ritoccati al ribasso ogni 3 anni, invece dei 10 attuali, e fissati con un semplice decreto del ministro del Lavoro “di concerto” col ministro dell’Economia! Nel frattempo, aumenterà, a partire da gennaio, il livello della contribuzione.

 

L’assenza di  futuro per i lavoratori precari.

La dichiarazione di principio del Governo per cercare soluzioni future, che dovrebbero garantire l’obiettivo di una pensione che non scenda al di sotto del 60% della retribuzione, prevede comunque il vincolo del rispetto dell’equilibrio finanziario" e non indica entro quando verranno adottate le misure adeguate.

 

I vantaggi per le imprese

La parte del salario variabile contrattato in azienda potrà essere detassato e le ore di straordinario non saranno   più gravate dai contributi previdenziali: un risparmio netto per le aziende e una riduzione del montante contributivo per i lavoratori.

 

La piena conferma della legge 30 e del pacchetto TREU.

L’impianto del lavoro precario rimane inalterato. Viene confermato anche lo staff leasing, lavoro interinale a tempo indeterminato. I contratti a termine potranno durare all’infinito: anche dopo 36 mesi si possono attivare  procedure conciliative, presso la direzioni provinciali del lavoro (con l’assistenza esclusiva dei sindacati rappresentativi), che possono di fatto prolungare il contratto oltre il termine fissato dall’odiata legge (n.368/2001) del precedente governo Berlusconi. Per i contratti interinali e per tutte le altre forme di lavoro precario non sono state introdotte modifiche: i vari contratti precari potranno succedersi all’infinito.

 

Questi i punti più contraddittori e inaccettabili dell’accordo. Ma rimane da sottolineare che, nonostante le dichiarazioni pubbliche, questo accordo è passato senza una vera consultazione democratica della platea dei rappresentati. L’annunciato referendum è poco più di una farsa sostenuta, attraverso i media compiacenti, da sindacati e governo. Per esempio, al Comune di Roma non sappiamo ancora (oggi è il 5 ottobre) se e come verrà realizzata la consultazione.

Per questo motivo invitiamo tutti/e a partecipare all’assemblea del 10 ottobre, a partire dalle ore 11.00, presso la sala del Carroccio, al fine di promuovere un dibattito vero su questo pessimo accordo ed esprimere, attraverso una forma di autoconsultazione pubblica, il nostro convinto rifiuto.

 

Roma 5 ottobre 2007

 

N.B. si potrà esprimere il voto su apposite schede.

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