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APPELLO PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA: sosteniamo fermate dal lavoro, assemblee e scioperi per la pace. Contro il parere della maggioranza dell’ONU e soprattutto contro la volontà della stragrande maggioranza della popolazione mondiale, il governo degli Stati Uniti, assieme a pochi governi alleati sta scatenando una guerra dalle conseguenze catastrofiche e imprevedibili, per la popolazione civile irachena anzitutto e per il mondo intero. Intanto si segnala il contrasto tra il proclama del governo Berlusconi “l’Italia è paese non belligerante” con le parole di pubblico elogio da parte di Bush per l’appoggio dato dall’Italia. Lungi dal risolvere il problema del terrorismo, la guerra rischia oltretutto di aggravarlo. Non sono bastate le enormi mobilitazioni di questi mesi, gli accorati appelli del Papa, i no delle maggiori diplomazie mondiali. Adesso le parole sembrano lasciare il posto alle armi, alle distruzioni, ai massacri. Di fronte a questo, come cittadini, lavoratrici e lavoratori, sentiamo di non volerci rassegnare alla prepotenza dei più forti. Ogni individuo, ciascuna e ciascuno di noi, è chiamato a rispondere con la propria coscienza a questo terribile evento, perché nessuno può tirarsi indietro, dire “io non c’entro nulla”. La storia dimostra, anche nelle situazioni più drammatiche, che è lo spirito di sopravvivenza e di cooperazione dei milioni di individui che può fermare la barbarie e riaprire la strada alla pace, alla giustizia sociale. Per questo, quando tutto sembra precipitare, è importante mantenere viva la speranza e moltiplicare gli sforzi e le iniziative per fermare la guerra. Non appena l’attacco militare è partito, in tutto il paese, in tutto il mondo, spontaneamente si sono tenute migliaia di iniziative. I lavoratori hanno risposto in massa alla chiamata allo sciopero e con fermate spontanee. Diversi sindacati si stanno attivando per questo e promuoveranno altre iniziative, ma soprattutto conterà il protagonismo, la sensibilità, la responsabilità di ogni singolo individuo, di ogni donna e ogni uomo. E’ necessario sostenere e partecipare ad ogni iniziativa che i lavoratori e le lavoratrici, spontaneamente o in modo organizzato, metteranno in campo nei prossimi giorni: fermate e assemblee spontanee, scioperi. Tutte le forze sindacali, sociali, le RSU, i comitati spontanei, singoli lavoratori e singole lavoratrici, sono chiamati a unire gli sforzi, per il massimo impegno unitario, per fermare questa insensata guerra che colpisce gli interessi di tutti ipopoli del mondo. STOP ALLA GUERRA ! VOGLIAMO PACE, GIUSTIZIA SOCIALE, DIRITTI. Roma, 21 marzo 2003 Marco Ralli (Coordinatore ASBEL/CNL) Per aderire al presente appello inviare una mail: asbel.cnl@tiscali.it o un fax: 1786038011
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