CESSATE IL FUOCO

manifestazione nazionale a Roma

sabato 12 aprile 2003, ore 14,00

 

Il Comitato 'Fermiamo la guerra', di fronte ad una guerra che di giorno in
giorno diventa più drammatica e devastante, e di fronte al crescente
coinvolgimento del governo italiano, invita le cittadine e i cittadini,
l'opposizione politica, parlamentare e sociale a partecipare alla
manifestazione nazionale che si terrà a Roma, sabato 12 aprile - giornata
di mobilitazione mondiale contro la guerra - alle ore 14, sulla base di
questi contenuti:
         Cessate il fuoco;
         Fermare le stragi e la tragedia umanitaria;
         In Iraq, come nel resto del mondo, la guerra non porta democrazia;
         La guerra uccide persone, natura, civiltà, diritti e democrazia;
         Fuori l'Italia dalla guerra nel rispetto dell'Art.11 della Costituzione;
         L'Europa ripudi la guerra e agisca per la pace;
         L'Onu imponga il rispetto del diritto internazionale e della sua Carta che
            "rifiuta il flagello della guerra".
Nella stessa giornata a Brescia, contro Exxa, la produzione delle armi e le
modifiche peggiorative alla legge 185, si terrà un presidio di protesta.
Infine, il Comitato 'Fermiamo la guerra' ringrazia il Comitato promotore
della manifestazione per la scuola pubblica, già prevista per sabato 12
aprile, per aver accolto la richiesta di rinviare l'iniziativa per
consentire lo svolgimento della manifestazione contro la guerra.

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“Noi non facciamo la conta dei corpi”
Generale Tommy Franks, US Central Command
 

Eppure i corpi hanno un nome, un volto. Come in tutte le guerre, anche in Iraq le prime vittime sono i civili. Donne e bambini, anzitutto.

Colpiti indiscriminatamente nelle case, negli ospedali, nei mercati. Dal sito americano http://www.iraqbodycount.net/

riportiamo il bollettino di questa strage degli innocenti, perché ogni vita che si spegne è un colpo alla pace, alla giustizia, alla dignità di ognuno, ognuna di noi. Le fonti da cui è tratta questa macabra "conta" sono giornali e tv di tutto il mondo. Il numero minimo/massimo è imprecisato perché è impossibile avere notizie certe.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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