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- COMUNICATO STAMPA Unicobas Scuola
Tel., segr. e fax: 06 70302626
16.05.2003 -______________________________________________________________________________
FIRMATO DEFINITIVAMENTE
IL CCNL SCUOLA:
DI NUOVO UN CONTRATTO
CHE CI ALLONTANA DALL’EUROPA
Il CCNL sottoscritto oggi da cgil, cisl, uil
e SNALS, con 125 euro medi lordi di “aumento” (più della metà dei quali non
pensionabili e disponibili solo per lavoro aggiuntivo) NON SOLO NON CI
RIAVVICINA ALL’EUROPA, BENSI’ CE NE ALLONTANA ULTERIORMENTE, non coprendo,
tra l’altro, neppure l’erosione inflattiva e l’aumento dei prezzi
determinato dall’entrata in vigore dell’euro.
Per i docenti italiani un’ennesima beffa: e
pensare che il Governo avrebbe voluto aggiungere a questa mancia anche
recessioni pesantissime sotto il profilo normativo. Ad esempio l’aumento del
potere assoluto e discrezionale dei dirigenti scolastici e la sottrazione di
importantissimi istituti dalla contrattazione sindacaledi scuola. Ma i
Confederali e lo SNALS non sono comunque riusciti ad arginare tutti gli
elementi recessivi ed hanno comunque sottoscritto l’ennesimo contratto a
perdere.
L’Unicobas Scuola respinge questo accordo e
valuterà la possibilità di proclamare iniziative di lotta nell’immediato,
anche il blocco scrutini di fine anno
Sicuramente il prossimo anno scolastico
inizierà con forti iniziative di sciopero. Alla contrarietà rispetto alla
controriforma Moratti, che sta determinando pesantissime riduzioni
d’organico dovute alla diminuzione del tempo scuola ed all’attacco a tempo
pieno e prolungato, si aggiunge oggi la denuncia di un accordo che ci
ricaccia al livello retributivo di 5 anni fa, stabilizzando sotto il profilo
normativo una situazione assolutamente inadeguata alla scuola nel suo
complesso, con i docenti trattati da impiegati a cottimo e le altre figure
ridotte ad uno stipendio da fame.
La vertenza scuola, per noi, riparte da
zero. I problemi della scuola italiana verranno risolti quando il comparto
vedrà riconosciuto il suo ruolo con un contratto fuori dal pubblico impiego
e dai diktat del D.L. 29/93, ristabilendo gli scatti d’anzianità, il ruolo
(oggi incarico a tempo indeterminato) e la possibilità di aumenti veri ed
interamente pensionabili, ben oltre la miseria delle percentuali relative
all’inflazione dichiarata, peraltro sempre inferiori all’inflazione reale.
Aumenti veri che ci portino realmente alla media retributiva europea, dalla
quale ci separano almeno 500 euro NETTI mensili. Stefano d'Errico (Segretario nazionale) |
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