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Le nuove fasce orarie di reperibilità per malattia dei lavoratori dipendenti pubblici entrano in vigore dal 4 febbraio 2010.
Il 4 febbraio prossimo entra in vigore il DPCM firmato da Brunetta che fissa le nuove fasce orarie di reperibilità per malattia dei lavoratori dipendenti pubblici. Le nuove fasce di reperibilità, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 porteranno a sette le ore di reperibilità giornaliera. Ricordiamo che la legge 133 del 2008 aveva esteso a dieci le ore di reperibilità ma poi il governo è stato costretto, a causa di alcune importanti vertenze avviate nel settore scolastico, a ripristinare l'estate scorsa le vecchie fasce di quattro ore di reperibilità, ripromettendosi di tornare all'assalto con pretese appena più miti. Il risultato è stato questo decreto che appunto dal 4 febbraio porterà le ore di reperibilità a sette. Una soluzione che ha il solo scopo di dimostrare all'opinione pubblica la volontà del governo di non mollare la presa sui lavoratori pubblici, additati come responsabili dei guasti della pubblica amministrazione. Restano confermate le decurtazioni salariali per i primi dieci giorni di malattia e l'obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi. La verità è che queste misure non si traducono in benefici concretamente misurabili per il cittadino (che continua a trovarsi di fronte una amministrazione pubblica inadeguata strutturalmente per scarsità di investimenti e per incapacità delle classi dirigenti e politiche), mentre molto concreti sono i maggiori costi derivanti dall'obbligo della visita fiscale e dall'ampliamento delle fasce di reperibilità.
Roma, 28 gennaio 2010. Asbel-Cnl, comunicato redazionale |
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