
IL GOVERNO, CON IL DECRETO MINISTERIALE N.
45/2007 A FIRMA PADOA SCHIOPPA VORREBBE PORTARE VIA ALTRI SOLDI
ATTRAVERSO L'UNIFICAZIONE FORZOSA DEGLI ISTITUTI PENSIONISTICI.
QUALCHE CHIARIMENTO SUL PRELIEVO DELLO 0.35%
VERSO IL FONDO CREDITIZIO INPDAP
Il decreto n. 45 del
Ministero dell’Economia, pubblicato sulla G.U. n. 83 del 10 aprile 2007
prevede che i dipendenti e i pensionati di amministrazioni pubbliche iscritti
all'INPS, e anche i pensionati ex dipendenti pubblici che percepiscono
pensioni erogate dall’INPDAP, siano iscritti d’ufficio ad un fondo per la
gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, già istituito presso
l’INPDAP con legge n. 662 del 1996.
Per i dipendenti pubblici
iscritti INPS l’iscrizione al fondo comporta un prelievo mensile pari allo
0,35% della parte della retribuzione soggetta a contribuzione, mentre per i
pensionati il prelievo è lo 0,15% dell’importo lordo della pensione.
In analogia con il meccanismo previsto per la destinazione del TFR, il decreto
prevede l’assurdo istituto del silenzio assenso. Da ciò consegue la necessità
di esprimere, entro il 10 ottobre 2007 (cioè entro 6 mesi dall’entrata in
vigore del decreto), la propria volontà in merito all’esecuzione del prelievo,
tramite una comunicazione ufficiale all’INPDAP. In caso contrario, ci si
ritrova iscritti d’ufficio alla Gestione Unitaria dell’Ente, con la relativa
trattenuta mensile.
Vale la pena precisare che i dipendenti pubblici iscritti all’INPDAP, fra i
quali i dipendenti degli enti locali, sono già iscritti a questo fondo, per
cui non è loro richiesto né di aderire né di recedere.
Il contributo viene
impiegato per finanziare le prestazioni creditizie gestite dall'INPDAP
(“piccolo prestito”, “cessione del quinto”, mutui ipotecari…). Al di là
dell’utilità del fondo, dunque, ciò che appare controverso è l’allargamento di
questa forma di contribuzione coatta alla categoria dei pensionati, che
difficilmente potrà accedere a simili prestazioni creditizie. Così come per i
dipendenti pubblici assistiti dall’INPS, che sono poi i dipendenti del
Parastato, va detto che questi usufruiscono già di accesso al credito
agevolato attraverso appositi dispositivi contrattuali. Insomma queste
categorie non avrebbero alcun vantaggio ad accettare una ulteriore trattenuta
sulla busta paga.
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