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ASBEL-CNL (Associazione Sindacale di Base Enti Locali)

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Memorandum per la riforma della Pubblica Amministrazione: problemi veri, risposte vecchie.

 Il 18 gennaio Governo e sindacati Cgil-Cisl-Uil hanno raggiunto l'intesa sulla "riforma della Pubblica Amministrazione.  Il Memorandum è stato annunciato con grande enfasi perché introdurrebbe novità sostanziali.

 In realtà, da una prima lettura, vengono riproposti strumenti già visti e inefficaci o mai applicati: 

  • sistema meritocratico, rispetto al quale ogni lavoratore pubblico potrebbe raccontare la brutta esperienza dei famosi "sistemi di valutazione" con tutto il loro carico di ingiustizie, disparità, iniquità. Già il prossimo CCNL dovrà reinserire specifiche norme;
  • responsabilizzazione dei dirigenti (le norme attuali e i contratti prevederebbero penalizzazioni e rescissione dei contratti per i dirigenti inefficienti, c'è da chiedersi perché finora non siano state applicate);
  • mobilità da ente a ente. Anche su questo va ricordato che i contratti vigenti prevedono un sistema di incentivazione della mobilità, ma il primo ostacolo è costituito dalla ritrosia dei datori di lavoro ad autorizzare le richieste di trasferimento dei dipendenti;
  • formazione e aggiornamento: si propone l’affidamento a “enti bilaterali” cioè cogestiti da enti e sindacati;
  • assorbimento del precariato. E’ l’unico elemento di vera novità, assieme a quello dell’impegno a non esternalizzare i settori “core”, cioè quelli che riguardano la definizione delle politiche degli enti e le loro funzioni distintive. Considerato, però, che il Ministro Nicolais promette di rimpiazzare nei prossimi quattro anni appena il 40% del personale che andrà in pensione, la stabilizzazione dei precari sarà “compensata” da una drastica riduzione degli organici.

Per quanto riguarda gli enti locali seguiranno specifici e dettagliati accordi applicativi del Memorandum. 

Non possiamo infine esimerci da una ulteriore considerazione: l'accordo è frutto di incontri al vertice tra governo e sindacati. Non sarebbe stato il caso di coinvolgere, in ogni comparto di categoria, i diretti interessati, vale a dire le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno, con tante difficoltà, garantiscono l'erogazione dei servizi ai cittadini, magari portandosi la cancelleria da casa o sacrificandosi con orari prolungati senza straordinario ? 

Certo, le disfunzioni non mancano e anche le "mele marce". L'impressione è che, però, non si voglia andare al cuore dei problemi, colpendo le vere responsabilità, che sono politiche e dirigenziali e che spesso si nascondono dietro un dito, magari per avallare costosi e inefficaci processi di esternalizzazione.  

Abbiamo la sensazione, insomma, che questa rinnovata volontà di cambiamento si tradurrà effettivamente nell’ennesima operazione di facciata che, al più, farà “volare qualche straccio”, dando sfogo alla solita crociata contro i lavoratori pubblici che da qualche tempo è ripartita su tutti i media.

Una sensazione lecita, considerato che a diversi anni dalle “riforme Bassanini” sembra che niente sia successo fino ad oggi, visto che nel Memorandum si torna a parlare di quegli strumenti introdotti proprio dalle varie Bassanini e che avrebbero dovuto già da tempo portare la P.A. a realizzare standard ottimali di economicità-efficienza-efficacia.  

Urge, a questo punto, un confronto aperto fra i lavoratori e una chiara presa di posizione delle nostre categorie, che sappia ripartire dalle pessime condizioni contrattuali per riaffermare che l’efficienza della pubblica amministrazione non può che passare attraverso la difesa della dignità delle persone e questo comporta valorizzazione e riconoscimento del lavoro svolto e una politica dei servizi radicalmente diversa e vicina ai bisogni della società. 

Roma, 22 gennaio 2007.                                                                   p. il Coordinamento Asbel-Cnl, M. Ralli

In allegato il testo del Memorandum
 
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